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giovedì, Maggio 13, 2021
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Una mano taglia e l’altra tampona: 2 milioni di euro dalla Regione per il personale docente precario a tempo determinato

“Il tema dei tagli è sempre stato affrontato dalla nostra Regione con spirito di collaborazione, ma con la consapevolezza che si debba credere che la scuola vada governata con il chiaro obbiettivo che deve essere principalmente quello di una sempre migliore formazione e di un rapporto con il mondo del lavoro che riguardi sia gli studenti che i docenti, ben consapevoli che scelte irresponsabili fatte in altri tempi oggi sono un macigno economico e sociale che pesa su tutti noi”. Commenta così Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, l’Accordo per la realizzazione di interventi finalizzati all’integrazione e al potenziamento dei servizi di istruzione, per cui la Regione del Veneto  ha messo a disposizione 2 milioni di euro, sottoscritto oggi tra l’assessorato alle politiche dell’Istruzione, Formazione e Lavoro della stessa Regione e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.  “Abbiamo tenuto con il Ministero – specifica l’assessore regionale- in questi ultimi anni, uno stretto collegamento che ci ha permesso di dare suggerimenti, spesso accolti, come quello sul potenziamento degli istituti tecnici e professionali o, ad esempio, quello sulla definizione di quote di studenti stranieri per una migliore integrazione ”.
“Questo raccordo – precisa Donazzan-, nella comune intenzione di valorizzare le buone esperienze che nella nostra Regione hanno dato ottimi risultati, ha permesso che affrontassimo  anche il difficile tema dei precari, che ora vede risposte concrete”. “Anche quest’anno infatti – prosegue l’assessore regionale- come in quello precedente, il Veneto ha sottoscritto un accordo con cui si indirizzano iniziative di formazione unite ad un sostegno al reddito, il tutto rivolto al personale docente oggi considerato precario, con contratto a tempo determinato”. “A questi docenti – conclude Donazzan – ,impegnati in percorsi tesi a favorire l’innovazione didattica e a migliorare il livello qualitativo dell’offerta scolastica, sarà garantita un’integrazione del sussidio di disoccupazione e, contestualmente, verrà riconosciuta la valutazione dell’intero anno di servizio ai fini del punteggio per le graduatorie”.

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