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Luci ed ombre dell’economia bellunese alla ripresa autunnale. Anche nel 2010 persi 810 posti di lavoro. L’analisi dei dati di Confindustria Belluno Dolomiti

Stefano Perale
Stefano Perale

Confindustria Belluno Dolomiti incrocia i dati sull’economia provenienti da diverse fonti e traccia un quadro della situazione economica nella nostra provincia. Con i dati del secondo trimestre 2010 sul settore manifatturiero in Veneto della Fondazione Nord Est, le indagini sul mercato del lavoro della Fondazione Moressa, il Rapporto Excelsior a cura di Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e l’Osservatorio sul lavoro di Confindustria Belluno Dolomiti.
Dall’analisi di questi dati esce un quadro dell’economia bellunese, alla ripresa autunnale, con una serie di luci e di ombre, che riflettono la situazione di transizione e di incertezza che vive l’economia del paese e del mondo intero. Nella nostra provincia il settore manifatturiero, nel secondo trimestre del 2010, registra una buona performance, soprattutto nei confronti della media regionale. Non si può certo parlare di un recupero delle posizioni pre-crisi, ma sicuramente i dati indicano un’efficace capacità delle nostre aziende di fronteggiare la crisi. Mentre non si hanno più dubbi sul fatto che il tessuto produttivo abbia tenuto e abbia superato la fase acuta, dal punto di vista della ripresa di quote mercato e livelli di fatturazione i passi da fare sono ancora molti. La crisi ha modificato gli scenari e sta modificando anche i consumi e quindi, sempre parlando del manifatturiero, in questo modo si possono comprendere i dati positivi di quei settori che si rivolgono alle economie in ripresa (quelle dei paesi BRIC), come l’occhialeria. Significativo in questo senso è anche il dato in negativo che riguarda le vendite sul mercato interno per la nostra provincia. Avrà invece tempi più lunghi la ripresa dei livelli occupazionali, tenendo conto anche di tutti gli studi sulla congiuntura, che da tempo mettono in guardia sull’impossibilità di tornare, in tempi brevi, ai livelli pre-crisi. La provincia di Belluno si colloca a un livello medio rispetto alle altre provincie venete, con un numero di assunzioni previste nel secondo semestre del 2010 che può apparire modesto, ma che comunque rappresenta uno dei pochi valori positivi nel Veneto; inoltre l’industria bellunese prevede di assumere ancora nel terzo di trimestre dell’anno in corso. Sul fronte opposto sono 810 i posti di lavoro persi nel 2010, un numero considerevole, se pur il più basso rispetto alla regione Veneto. Da sottolineare comunque un contributo importante della manifattura bellunese nel cercare di raddrizzare le sorti di un mercato locale del lavoro ancora in sofferenza. Stefano Perale, Direttore di Confindustria Belluno Dolomiti, commenta i dati: “Non diciamo che va tutto bene, anzi. Ma se un miglioramento c’è dobbiamo registrarlo e tenerne conto. Il manifatturiero rappresenta il nerbo dell’economia della nostra provincia e il volano di tanti altri settori industriali e commerciali e in questo momento è un settore in ripresa. Abbiamo bisogno di dirlo, perché abbiamo bisogno anche di fiducia, per premiare chi resiste, chi ha affrontato la crisi investendo in nuove tecnologie, chi ha diversificato, chi ha cercato nuovi mercati. Non è ottimismo ingiustificato, ma è realismo basato sui numeri.” I dati elaborati dall’Osservatorio sul Lavoro di Confindustria Belluno Dolomiti (fonte INPS) che riguardano la cassa integrazione indicano una progressiva diminuzione, a conferma di un trend in via di miglioramento. In particolare, anche se prendiamo in esame il solo dato che si riferisce alla richiesta di cassa integrazione (dato che confutiamo sempre, poiché indica una richiesta di ore e non il loro effettivo utilizzo!), registriamo una diminuzione dell’11,7% nei primi sette mesi del 2010 nel settore manifatturiero della provincia di Belluno. “Dobbiamo riconfermare la nostra opinione sull’andamento della crisi che abbiamo già espresso più volte – continua Perale – cioè un miglioramento lieve ma ormai costante da quasi sei mesi, una ripresa che sta interessando alcuni settori, come il manifatturiero, per noi bellunesi molto importante, ma che per il momento non sembra estendersi ad altri settori, come l’edilizia e il legno, ancora penalizzati dalla recessione e che faticheranno un po’ di tempo in più. Inoltre, anche all’interno dei singoli settori, vengono maggiormente toccate dalla ripresa le aziende medie e grandi, mentre le piccole, fanno registrare difficoltà e ritardi.”
Indagine Trimestrale sull’Industria Manifatturiera del Veneto II° trimestre 2010 Fondazione Nord Est

In un quadro economico globale ancora ricco di incertezze (pure nelle prospettive a breve termine), l’indagine svolta dalla Fondazione, su mandato di Confindustria Veneto e delle sette associazioni provinciali del sistema, su un vastissimo campione di aziende manifatturiere associate (edilizia esclusa) ha fornito dati più che lusinghieri per la nostra provincia rispetto a quelli medi regionali. I buoni riscontri forniti dalla aziende bellunesi, se non indicano certamente un pieno recupero delle posizioni pre-crisi, segnalano comunque una elevata capacità di risposta alla stessa, maggiore rispetto alla media del Veneto. La produzione industriale, nel secondo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo 2009, è aumentata a Belluno dell’11,8%, ben oltre la media veneta che si ferma al +9,3%.
Riscontri sopra la media provinciale per le aziende bellunesi del metalmeccanico (+14,4%), dell’occhialeria (+13,0%) e del tessile (+14,7%).
Anche per il commercio estero Belluno registra incrementi superiori alla media regionale: vendite UE +8,3% (Veneto +6,5%); vendite extra UE +14,5% (Veneto +8,9%). Solo nel mercato interno le aziende bellunesi registrano incrementi inferiori al dato regionale: Belluno +3,5% (Veneto +5,0%).
In controtendenza rispetto al dato regionale il prezzo dei prodotti finiti che per Belluno risulta ancora in discesa (-1,8%) rispetto al recupero già in corso nel resto del Veneto (+1,0%).
Ottimo il riscontro bellunese per quanto riguarda i livelli occupazionali delle medie e grandi aziende: +3,2%, mentre restano in sofferenza quelle di dimensione inferiore: da 1 a 19 addetti -2,1%; da 20 a 50 addetti -1,5%. La media provinciale si attesta comunque al +2,4% ben al di sopra di quella veneta (-1,1%). Dall’occhialeria le indicazioni di gran lunga migliori (+5,0%), riscontri positivi giungono anche dal metalmeccanico (+0,6%) e dall’alimentare (+0,1%).
Positive, in quanto migliori rispetto al dato regionale, le valutazioni degli imprenditori bellunesi sul periodo di produzione assicurata: solo il 30,5% di essi dichiara una produzione confermata per meno di un mese (contro il 35,9% di quelli veneti), per contro salgono al 49,5% le indicazioni di produzione assicurata da 1 a 3 mesi (contro il 45,9% veneto) e al 20,0% (contro il 18,2% regionale) quelle oltre 3 mesi.
Migliori in provincia rispetto al Veneto, infine, i dati sulla regolarità degli incassi (normali per il 51,0% delle aziende locali contro il 45,6% di quelle venete) e quelli sui livelli di liquidità (buona per il 26,2% delle aziende provinciali contro il 19,6% di quelle venete; tesa per il 28,3% delle bellunesi contro il 31,9% di quelle regionali)..
Ancora in crescita le previsioni della congiuntura economica per il terzo trimestre dell’anno rispetto lo stesso periodo 2009. Buone, in particolare, le aspettative per il settore tessile (produzione +14,7%) e metalmeccanico (+9,5%). Segnala ulteriori sofferenze rilevanti (-4,8%) solo il settore del legno. Ulteriore recupero complessivo per i livelli occupazionali: +2,9% sempre sostenuti dalle aziende di maggiori dimensioni.

Monitor Occupazione Indagine sul mercato del lavoro in Veneto nel 2010 Fondazione Leone Moressa
L’indagine svolta dalla Fondazione ha riguardato 900 aziende venete di tutti i settori con un numero di dipendenti compreso tra 1 e 19 unità. L’11,8% delle aziende bellunesi (al pari di quelle vicentine) intervistate ha dichiarato di aver ridotto il proprio organico nel corso del 1° semestre 2010. Meglio di Belluno e Vicenza avrebbero fatto: Rovigo (4,4%), Padova (10,4%), Venezia (10,5%); risposte peggiori da: Verona (19,3%) e Treviso (19,6%);
Solo il 2,9% delle aziende bellunesi prevede ulteriori riduzioni di organico nel corso del 2° semestre dell’anno. In Veneto un dato migliore è proposto esclusivamente da Rovigo (0,0%), le altre province dichiarano valori che variano dal -3,5% di Padova al -11,6% di Treviso;
Per quanto riguarda le assunzioni, solo il 2,9% delle aziende bellunesi ha dichiarato di averne effettuate nel corso del 1° semestre (peggio di Belluno solo Rovigo con il 2,2%, le altre province variano dal 5,2% di Padova al 12,8% di Verona).
Le previsioni di nuove assunzioni nel corso del 2° semestre vedono Belluno ancora al 2,9% delle risposte, meglio di Venezia (1,9%) e Verona (2,8%), peggio di Vicenza (5,9%), Treviso (7,1%),  Rovigo (8,9%) e Padova (11,3%).

Dati INPS sulle ore di ricorso alla CIG autorizzate Settore manifatturiero – Industria e Artigianato

In generale la richiesta di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (Ordinaria, Straordinaria e Deroga) da parte di tutti i soggetti aventi diritto in provincia di Belluno è diminuita nei primi sette mesi dell’anno in corso del 10,9% rispetto lo stesso periodo 2009 (da 5.140.972 ore nel 2009 a 4.582.484 nel 2010). Nel Veneto è aumentata del 134,7%, in Italia del 63,0%.
La richiesta di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (Ordinaria, Straordinaria e Deroga) da parte delle sole aziende manifatturiere bellunesi dell’industria e dell’artigianato è complessivamente diminuita nei primi sette mesi del 2010 dell’11,7% rispetto lo stesso periodo 2009 (da 4.340.576 ore nel 2009 a 3.831.868 nel 2010). Nel Veneto è aumentata del 139,3%, in Italia del 55,4%.
Distinguendo le aziende manifatturiere bellunesi tra industriali e artigiane, si nota che la CIG complessivamente richiesta da quelle industriali si è ridotta nel confronto tra i due periodi del 19,2% (da 4.259.127 ore nel 2009 a 3.442.145 nel 2010) mentre è aumentata per quelle dell’artigianato del 378,9% (da 81.379 ore nel 2009 a 389.723 nel 2010)
Anche il confronto congiunturale tra i primi sette mesi del 2010 e gli ultimi sette del 2009 riporta dati  positivi per il manifatturiero bellunese (-24,8%), rispetto gli incrementi registrati nel Veneto (+22,2%) e in Italia (+14,4%).

Effettivo ricorso alla CIG Aziende industriali manifatturiere bellunesi. “Osservatorio sul Lavoro” di Confindustria Belluno Dolomiti su dati Feinar Srl

L’Osservatorio in collaborazione con Feinar Srl effettua un monitoraggio mensile dei dati sul ricorso alla CIG da parte di un campione di circa 250 aziende industriali manifatturiere bellunesi che occupano complessivamente circa 15.000 dipendenti.
Il numero di ore di CIG (Ordinaria, Straordinaria e Deroga) effettivamente utilizzato in totale dalle aziende del campione Feinar nei primi sette mesi dell’anno in corso è diminuito del 69,1% rispetto lo stesso periodo 2009 (da 1.100.417 ore nel 2009 a 340.172 nel 2010).
L’incidenza media del numero di ore di lavoro perse per ricorso alla CIG, rispetto al totale delle ore lavorabili dai dipendenti delle aziende del campione Feinar nei primi sette mesi dell’anno in corso è diminuita al 2,4%, dal 6,5% dello stesso periodo 2009;
L’incidenza media dei lavoratori che nel corso dei primi sette mesi dell’anno in corso è stato interessato in ogni misura alla CIG rispetto al totale degli occupati dalle aziende del campione Feinar è diminuita al 5,4%, dal 21,5% dello stesso periodo 2009.
E’ lievemente aumentata dallo 0,9% all’1,2% l’incidenza media dei lavoratori interessati alla CIG per l’intero orario di lavoro (zero ore lavorate nel mese) nei primi sette mesi dell’anno in corso rispetto lo stesso periodo 2009.

Inserimenti in lista di mobilità Veneto lavoro

Nei primi sei mesi dell’anno in corso, rispetto lo stesso periodo 2009, gli inserimenti in lista di mobilità di lavoratori bellunesi sono diminuiti dell’11,1%  (da 667 nel 2009 a 593 nel 2010), mentre sono rimasti in numero sostanzialmente invariato a livello regionale.

Procedure di crisi aziendale Veneto Lavoro

Nei primi sei mesi dell’anno in corso, rispetto lo stesso periodo 2009, le aperture di nuove procedure per crisi aziendale (L. 233/1991) sono diminuite in provincia di Belluno del 25% (da 36 nel 2009 a 27 nel 2010), mentre sono aumentate del 27,9% in Veneto (da 591 nel 2009 a 756 nel 2010).

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