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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Rispunta ancora Floriano Pra e propone l’ennesima agenzia che dovrebbe promuovere il turismo in montagna. Il solito carrozzone politico?

“Costituire un’Agenzia composta da Consorzio Dolomiti e Dolomiti Turismo, un mix tra pubblico e privato che dia rappresentanza a tutte le macro-aree della provincia”. E’ questa una delle proposte avanzate da Floriano Pra, in veste di presidente del Gruppo Amici della Montagna a Palazzo Ferro-Fini nell’incontro con l’assessore regionale Marino Finozzi che si è svolto ieri sera a Caprile. Un faccia a faccia di quasi quattro ore tra politici (il presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin, gli assessori provinciali Silver De Zolt e Alberto Vettoretto, i consiglieri regionali Dario Bond, Carlo Alberto Tesserin e Matteo Toscani) e rappresentanti delle associazioni di categoria per mettere a fuoco alcune soluzioni per il rilancio del turismo, un settore giudicato strategico per il futuro della montagna bellunese e veneta. Floriano Pra ha consegnato all’assessore regionale Marino Finozzi un documento che contiene alcune proposte condivise con i soggetti che operano nel comparto. La più importante è proprio la costituzione di una nuova Agenzia che unisca l’esperienza del privato a quella del pubblico, mettendo insieme il Consorzio Dolomiti e la società dell’amministrazione provinciale e della Camera di Commercio Dolomiti Turismo. Inoltre, nel documento gli operatori turistici bellunesi chiedono alla Regione Veneto di supportare azioni di marketing e di avviare azioni concrete, ad esempio con una legge che disciplini l’utilizzo delle mountain-bike sulle piste da sci, come già accade in Francia a Austria. Su questa proposta sta già lavorando il vicepresidente del consiglio regionale, Matteo Toscani, insieme al Gruppo Amici della Montagna: la proposta sarà presentata in autunno. Il documento chiede anche interventi a favore del turismo rivolto alla terza età, un “target” che attualmente sceglie per l’ottanta per cento le montagne del Trentino Alto Adige e le spiagge dell’Emilia Romagna. Il Veneto, se riuscisse ad intercettare questa clientela, potrebbe avere un incremento di quattro milioni di presenze. “Non avremo mai le stesse risorse delle province a statuto speciale – hanno sintetizzato gli operatori turistici rivolgendosi all’assessore regionale – ma con alcune iniziative mirate è possibile dare un grande aiuto al turismo montano”.
I politici hanno ascoltato e preso appunti. Dall’assessore Finozzi è arrivata la piena disponibilità a sostenere alcune iniziative, partendo dal presupposto “che il momento è difficile anche per le casse regionali”. Toscani ha sottolineato l’importanza dell’incontro, “che è stato operativo”. “Ma dobbiamo essere celeri nelle risposte – ha aggiunto – perché la crisi economica non può attendere i tempi consueti della politica. La prima cosa da fare è finanziare la legge regionale 18 sulle aree di confine, stornando il residuo della 33 sul turismo. Basta una delibera di giunta che l’assessore si è impegnato a far approvare. Così si darà ossigeno all’economia bellunese, incentivando gli investimenti”. Nel suo intervento, Dario Bond ha evidenziato, invece, l’importanza che potrebbe avere Veneto Sviluppo se si risolvessero alcuni problemi che ne hanno segnato sino ad ora la gestione. Il presidente della Commissione Statuto, Carlo Alberto Tesserin, ha infine lanciato un chiaro messaggio ai bellunesi, in vista dell’incontro in programma il prossimo 2 agosto: “Venite con delle richieste che possiamo soddisfare – ha affermato – altrimenti sarà impossibile tradurre le parole in fatti. Insieme dobbiamo impegnarci affinché 4 milioni e 750 mila veneti capiscano che 250 mila bellunesi devono vedere riconosciuta nello statuto quella specificità che deriva dalle condizioni geografiche, storiche e sociali di questo territorio”.

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