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La preoccupazione dei Cronisti Veneti per il “bavaglio Alfano”

“Non credere a ciò che dice un politico è il buongiorno a ogni giornata di lavoro. Il buon pomeriggio è andarlo a verificare”. Joseph Pulitzer. La Commissione Giustizia del Senato ha approvato il Disegno di legge Alfano. Quello che prevede la galera per i giornalisti che scrivano anche di un incidente d’auto di cui sia informata la Procura, di qualsiasi indagine, di fallimenti di squadre di calcio, di denunce tra sindaco e consiglieri, di bustarelle, case comprate, cricche e altro. Il governo ha annunciato, tramite le ufficiali assicurazioni del ministro della Giustizia Angelino Alfano (autore del disegno di legge), “per favoreire il dialogo, verrà portato in aula del Senato il testo licenziato dalla Camera dei deputati, quindi senza gli emendamenti proposti dal Governo e dal relatore, che sono stati contestati”. Ma davvero? Quindi possiamo stare tranquilli? Il diritto di cronaca è salvo? La democrazia anche? Possiamo credere a un ministro della Repubblica? No!
Ecco il testo approvato dalla Camera. Approvato l’11 giugno 2009, Stampato Camera dei Deputati n. 1415. Trasmesso dal Presidente della Camera dei Deputati alla Presidenza del Senato della Repubblica l’11 giugno 2009 (lo stesso giorno!!). Iscritto al Senato con il numero 1611.
Articolo 8. “All’articolo 115 del codice di procedura penale, il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Di ogni iscrizione nel registro degli indagati per fatti costituenti reato di violazione del divieto di pubblicazione commessi dalle persone indicate al comma 1, il procuratore della Repubblica procedente informa immediatamente l’organo titolare del potere disciplinare, che nei successivi 30 giorni, ove siano state verificate la gravità del fatto e la sussistenza di elementi di responsabilità, e sentito il presunto autore del fatto, dispone la sospensione cautelare dal servizio o dall’esercizio della professione fino a tre mesi”.
Quindi, visto che l’articolo 115 cpp al comma 1 cita espressamente “persone esercenti una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato”, ecco che I GIORNALISTI VERRANNO SOSPESI PER 3 MESI. E questo è solo l’inizio.
Articolo 19. “All’articolo 329, comma 1, del codice di procedura penale, le parole “Gli atti d’indagine” sono sostituite dalle seguenti: “Gli atti e le attività d’indagine””.
Quindi, siccome l’articolo 329 cpp recita: “Gli atti d’indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.ita ” aggiungendo “atti e attività d’indagine” non si potrà più raccontare ai cittadini cosa sta succedendo nel Paese. Infatti: chi descrive un’attività d’indagine, cioè un sopralluogo, un incidente d’auto già “notiziato” in Procura (e sul quale è stato aperto un fascicolo), chiunque dica che il sindaco ha denunciato l’assessore, chiunque dica che la squadra di calcio sta fallendo in bancarotta, bene quel giornalista che racconterà ai cittadini come stanno le cose incorrerà nel reato. I GIORNALISTI CHE RACCONTERANNO, ANCHE IN FORMA DI NOTIZIA, ATTIVITA’ D’INDAGINE, CIOE’ TUTTO QUANTO RIGUARDA UN FASCICOLO APERTO DALLA PROCURA, COMMETTONO UN REATO.
Le pene quali sono?
Articolo 26, comma 1, lettera d). “Dopo l’articolo 617-sexies è inserito il seguente: “Art. 617-septies (Accesso abusivo ad atti del procedimento penale). Chiunque mediante modalità o attività illecita prenda diretta cognizione di atti del procedimento penale coperti dal segreto è punito con la pena della reclusione da uno a tre anni”.
QUINDI PER IL GIORNALISTA CHE VIENE IN POSSESSO DI ATTI CHE QUESTO DISEGNO DI LEGGE RENDE SEGRETI (IN PRATICA TUTTO) E’ PREVISTA LA GALERA. DA 1 A 3 ANNI.
Questa è la base, il testo su cui si andrà a discutere in aula al Senato da lunedì 31 maggio con tempi contingentati.
Il Gruppo Cronisti Veneti lo trovi anche su Facebook
Il materiale lo trovi anche sul sito www.cronistiveneti.org

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