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martedì, Novembre 24, 2020
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Petizione contro l’innalzamento della croce sul Serva

Monte Serva
Monte Serva

I Radicali Belluno annunciano un’iniziativa laica e civile proponendo una petizione consistente in una raccolta firme contro l’innalzamento della grossa croce illuminata in località Croda del Sal sul Monte Serva che ritengono fortemente impattante e in contrasto con la naturale bellezza e i valori del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi visto che la struttura è all’interno dei confini del parco stesso.
I Radicali Belluno vorrebbero sapere:
– se c’è una concessione edilizia visto che non ci nè sono cartelli nè recinzioni nella zona di costruzione;
– se c’è una delibera dell’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che permette l’innalzamento dell’opera;
– se è stato chiesto il parere all’Enac (l’Ente nazionale sulla sicurezza del volo) vista la mole della struttura, la vicinanza all’aeroporto di Belluno e il traffico aereo soprattutto di elicotteri nella zona;
– se sono state avvisate o sentite le scuole di volo libero della provincia visto che a pochi metri di distanza dal plinto di cemento c’è una zona di decollo e atterraggio di parapendio e deltaplani e in quella zona d’estate volano molti alianti;
– da dove provengono i fondi per costruire la croce.
I Radicali Belluno in una visione naturalista, ecologista e laica, fanno appello a tutti i cittadini e forze politiche, a sostenere questa iniziativa anche contattandoci all’indirizzo mail radicalibelluno@gmail.com o visitando il sito www.radicalibelluno.it dove è possibile scaricare il modulo con la petizione per la raccolta delle firme.

Ecco perché quella croce non va innalzata sul Serva

Il 26 giugno 2009 la commissione dell’UNESCO, riunita a Siviglia, ha dichiarato le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità. “L’inserimento delle Dolomiti nel Patrimonio Unesco – ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Guido De Zordo – non costituisce solo il riconoscimento dell’assoluta unicità e del valore scientifico, ambientale ed estetico delle montagne più famose del mondo, ma anche una attestazione della qualità del lavoro svolto in questi anni da tutte le aree protette presenti sulle Dolomiti, che ne hanno garantito la salvaguardia. Le aree naturali protette sono il valore aggiunto della straordinaria realtà ambientale delle Dolomiti”. Il Monte Serva non fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi come patrimonio dell’umanità? Certo che si! Quindi non si capisce perché si possa concedere la costruzione di una grande croce, entro i confine meridionali del parco (ben delimitati in quella zona da una strada forestale fino alla piazzola di decollo dei parapendii, all’inizio della Val del Sal, per poi continuare, verso Ponte nelle Alpi nella zona de I Castei, in coincidenza della quota di livello dei 1200 metri), illuminata di notte che poggia su un plinto di cemento di 3 metri cubi ad una quota di 1200 metri ben visibile da tutta la Valbelluna, che può recare danno al volo degli elicotteri e al volo libero di alianti, parapendii e deltaplani che in quella zona hanno una posto di decollo. Appare decisamente stridente la facilità per la concesione della costruzione di una struttura di un tale impatto ambientale in rapporto alla difficoltà di un proprietario di una semplicissima casera che volesse riammodernarla e renderla vivibile e utilizzabile. La piazzola di decollo e atterraggio di parapendii e deltaplani si trova a pochi metri di distanza. Dei pannelli fotovoltaici daranno energia all’illuminazione della croce, che sarà visibile di notte da tutta la Valbelluna. In quella zona decollano e volano parapendii, deltaplani, alianti ed elicotteri. I piloti di volo libero, hanno bisogno delle termiche ascensionali per salire di quota e devono stare vicino al pendio per entrarci. L’alta struttura sarà un pericoloso ostacolo per il volo libero e non solo, considerato che in linea d’aria l’areoporto di Belluno dista poche centinaia di metri.

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