
Il Consiglio direttivo del Consorzio Bim Piave ha inviato una nota di precisazione. “E’ con profondo rammarico – recita il comunicato – che abbiamo letto sulla stampa locale l’ennesimo attacco gratuito al Consorzio Bim Piave, questa volta da parte di Adiconsum, Federconsumatori e Adoc. Le associazioni dei consumatori se la prendono con il Consorzio del Comuni Bellunesi, chiedendosi se sia legittimo che i soldi messi nel fondo di solidarietà «vengano assegnati ad alcuni cittadini e non ad altri, con criteri che fanno parlare di dubbia costituzionalità». Queste associazioni, tuttavia, confondono il Consorzio Bim Piave con la società Bim Gestione Servizi Pubblici. Il primo è un ente locale di secondo grado, come sono le Comunità Montane, costituito in seguito a decreto prefettizio del 30 dicembre 1955, in esecuzione della legge (959/1953) che attribuisce ai Consorzi BIM la gestione e l’utilizzo unitario dei sovracanoni idroelettrici, pagati dai concessionari di derivazioni idroelettriche sulla base della potenza nominale degli impianti. Raggruppa 67 dei 69 Comuni della Provincia di Belluno e il suo obiettivo di fondo è lo sviluppo economico e sociale del territorio. Dunque, non ha nulla a che vedere con le bollette che i cittadini pagano per l’acqua o per il gas metano. Si occupa invece di questioni che non hanno nulla a che vedere con Gestione Servizi Pubblici spa, né con Bim Belluno Infrastrutture spa, vale a dire le società dei Comuni Bellunesi. Società, non enti pubblici, nate nel dicembre del 2002 dalla trasformazione e scissione dell’allora Consorzio Azienda BIM Piave di Belluno. A parte il nome (BIM) e l’origine, Consorzio e Società sono dunque soggetti diversi per natura e ambiti di azione. E’ grave e preoccupante – conclude la nota – che associazioni che operano a difesa dei consumatori non sappiano distinguere tra un ente pubblico e una società, ignorando quali siano i rispettivi ambiti di azione e i rispettivi canali di finanziamento”. Ci permettiamo di aggiungere che nelle spa citate il socio di maggioranza non è un privato cittadino, ma sono comunque degli enti locali. Tant’è che le cariche sociali sono decise dalla politica.
