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martedì, Settembre 22, 2020
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Il Consorzio Bim Piave non è la spa Bim gestione servizi. Ma sono comunque società a capitale pubblico

Giovanni Piccoli presidente del Consorzio Bim Piave
Giovanni Piccoli presidente del Consorzio Bim Piave

Il Consiglio direttivo del Consorzio Bim Piave ha inviato una nota di precisazione. “E’ con profondo rammarico – recita il comunicato – che abbiamo letto sulla stampa locale l’ennesimo attacco gratuito al Consorzio Bim Piave, questa volta da parte di Adiconsum, Federconsumatori e Adoc. Le associazioni dei consumatori se la prendono con il Consorzio del Comuni Bellunesi, chiedendosi se sia legittimo che i soldi messi nel fondo di solidarietà «vengano assegnati ad alcuni cittadini e non ad altri, con criteri che fanno parlare di dubbia costituzionalità».  Queste associazioni, tuttavia, confondono il Consorzio Bim Piave con la società Bim Gestione Servizi Pubblici. Il primo è un ente locale di secondo grado, come sono le Comunità Montane, costituito in seguito a decreto prefettizio del 30 dicembre 1955, in esecuzione della legge (959/1953) che attribuisce ai Consorzi BIM la gestione e l’utilizzo unitario dei sovracanoni idroelettrici, pagati dai concessionari di derivazioni idroelettriche sulla base della potenza nominale degli impianti. Raggruppa 67 dei 69 Comuni della Provincia di Belluno e il suo obiettivo di fondo è lo sviluppo economico e sociale del territorio. Dunque, non ha nulla a che vedere con le bollette che i cittadini pagano per l’acqua o per il gas metano. Si occupa invece di questioni che non hanno nulla a che vedere con Gestione Servizi Pubblici spa, né con Bim Belluno Infrastrutture spa, vale a dire le società dei Comuni Bellunesi. Società, non enti pubblici, nate nel dicembre del 2002 dalla trasformazione e scissione dell’allora Consorzio Azienda BIM Piave di Belluno. A parte il nome (BIM) e l’origine, Consorzio e Società sono dunque soggetti diversi per natura e ambiti di azione. E’ grave e preoccupante – conclude la nota – che associazioni che operano a difesa dei consumatori non sappiano distinguere tra un ente pubblico e una società, ignorando quali siano i rispettivi ambiti di azione e i rispettivi canali di finanziamento”.  Ci permettiamo di aggiungere che nelle spa citate il socio di maggioranza non è un privato cittadino, ma sono comunque degli enti locali. Tant’è che le cariche sociali sono decise dalla politica.

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