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giovedì, Dicembre 3, 2020
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Dal Farra (Pd): “L’idea di Prade è solo un alibi per giustificare il suo immobilismo”

“Il pensiero espresso dal sindaco di Belluno può diventare un pericoloso alibi all’immobilismo”. Michele Dal Farra, coordinatore del Pd di Belluno, contesta l’idea espressa dal sindaco Antonio Prade, sulle pretese velleità del capoluogo. “Solitamente ad accusare Belluno di essere Bellunocentrica è sempre stato chi qui non abita e lavora, mai il primo cittadino chiamato a rappresentarla”, sostiene Dal Farrra, “ogni sindaco fa carte false per cogliere opportunità di sviluppo per la propria città e per i cittadini che è chiamato a rappresentare. Infatti il sindaco Antonia Ciotti a ragione e con forza, identifica e candida Pieve di Cadore come sede della Fondazione Unesco. La segue a ruota il sindaco di Cortina Franceschi. Il Sindaco di Belluno, invece, no. Dice che siamo troppo “arraffoni”, ammette che siamo capoluogo solo sulla carta (e questo è vero) e ci comunica che è probabile che “la sede dell’Unesco è troppo per noi”. La verità purtroppo è che il peso specifico di Prade è talmente inconsistente dal punto di vista politico che mai riuscirebbe a ottenere per Belluno la sede della Fondazione. Prade tenta maldestramente di far passare il suo nanismo politico per generosità. Del resto l’incapacità dell’attuale sindaco di governare le vicende del nostro territorio l’abbiamo sperimentata già con i tagli alle scuole. Di fronte alla riduzione di insegnanti e classi per le scuole di montagna un leader avrebbe dovuto mettersi alla testa del proprio territorio e costringere il ministro Gelmini a trattare. Invece Prade non ha mosso un dito e saranno lavoratori e famiglie bellunesi a pagarne le conseguenze. Noi, invece, vogliamo pensare alla città di Belluno come capitale delle Dolomiti.  Vogliamo una città capace di riacquistare la consapevolezza di essere centrale, luogo di scambio e di relazione con tutto il territorio provinciale, l’arco alpino e con l’Europa. Vogliamo una città capace di essere protagonista, capace di promuovere le caratteristiche della montagna non in termini di marginalità o periferia di Venezia, ma di attivare strumenti di riequilibrio tra territori alpini. Vogliamo costruire una Belluno che torni protagonista dentro e fuori i confini provinciali, come lo è stata nello scorso decennio con l’amministrazione Fistarol. Nel 1999 Belluno è stata eletta Città Alpina dell’Anno perché inserita in un circuito sociale e culturale che abbracciava l’intero arco alino. Oggi purtroppo Prade non solo teorizza la marginalità di Belluno “periferia di Venezia”, ma la pratica giorno per giorno contribuendo a un declino della città di cui non sentiamo davvero alcun bisogno”.

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