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venerdì, Settembre 25, 2020
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Un comitato di sorveglianza sull’occupazione, a proporlo è il gruppo consiliare InnovaMel

Innovamel, gruppo che si è presentato alle recenti elezioni comunali di Mel, raggiungendo circa il
43% dei consensi zumellesi, con 4 consiglieri eletti in Consiglio Comunale, che annoverava dentro
la propria lista civica, operai e impiegati dello stabilimento di Trichiana, esprime solidarietà a tutti i
lavoratori dell’Ideal Standard per gli annunci preoccupanti del ricorso alla cassa integrazione
straordinaria con possibile riduzione dell’organico. Il Gruppo consiliare di InnovaMel, consapevole del fatto che le Amministrazioni comunali, al di là della doverosa solidarietà, non hanno peso determinante per influenzare decisioni a livello di strategie aziendali delle multinazionali proprietarie degli stabilimenti insediati nel territorio della Valbelluna, si interroga sulle possibili azioni da mettere in pratica. “E’ indubbio – dice il capogruppo di InnovaMel De Paris – che l’attenzione principale in questo momento è rivolta ad assicurare continuità di informazione al processo occupazionale nella
Valbelluna, mantenendo alta l’osservazione sulle dinamiche che attanagliano le aziende del
territorio, però è altrettanto vero che servono anche azioni mirate. In questo senso, il Gruppo consiliare di InnovaMel, propone l’idea di istituire un Comitato di “sorveglianza” sulla situazione occupazionale della Valbelluna”. De Paris, ricordando che le funzioni di coordinamento di attività nel settore economico produttivo sono di competenza della provincia, lancia un appello alla nuova “governance” provinciale nella fattispecie all’ Assessore Stefano De Gan che detiene le deleghe in materia di lavoro, di inserire nell’agenda delle prossime iniziative amministrative, la proposta di istituire un strumento di vigilanza e di strategia provinciale per il monitoraggio della situazione occupazionale. “E’ altrettanto urgente – continua la nota di InnovaMel – ripensare l’attuale modello produttivo provinciale. Si ritiene, infatti, urgente la definizione di una politica economica territoriale tesa a favorire il permanere degli investimenti, ma anche ad una nuova politica produttiva indirizzata a
implementare riforme in grado di creare nuove opportunità imprenditoriali con percorsi di
innovazione tecnologica e organizzativa. In Provincia di Belluno in questi ultimi anni si è assistito a un rallentamento delle spinte all’imprenditorialità così come sullo sviluppo delle competenze connesse ai profili professionali, con ripercussioni sulla vitalità del sistema produttivo. Serve quindi, innescare nuove e più efficaci sinergie tra le istituzioni pubbliche, gli enti di ricerca e innovazione, gli organismi di formazione, gli istituti bancari, le associazioni di categoria, i sindacati
e il mondo produttivo”.

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