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martedì, Luglio 27, 2021
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Il presidente della Provincia scrive al presidente della Regione in relazione a una pubblicazione sulla Grande guerra

Nella pubblicazione “La Grande Guerra – Storia di una terra e del suo popolo, edita dalla Regione Veneto – Assessorato delle Politiche dell’Istruzione e della Formazione, manca  il Fronte dolomitico ed il territorio della provincia di Belluno. La circostanza è stata segnalala all’amministrazione provinciale da storici locali e da studenti. E pertanto il presidente della Provincia Sergio Reolon ha preso carta e penna ed ha scritto al presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan e all’assessore Donazzan. “E come se la Grande Guerra non avesse travolto in tutte le sue tragiche conseguenze, le nostre valli alpine e le nostre popolazioni, con il sacrificio di tutti i giovani che furono allora chiamati a combattere” Scrive il presidente Reolon “Il fronte dolomitico, che dal maggio 1915 al novembre 1917, ha interessato a raggiera i confini attuali della nostra provincia, dalle cime della Croda Grande e della Marmolada al Col di Lana, Sass de Stria, Lagazuoi, Col dei Bos, Tofane, Forame- Cristallo, Monte Piana, Tre Cime – Paterno, Cima Undici e Popera, Cresta di confine del Comelico fino al Peralba- Ciadenis e tutte le testate delle nostre valli, con scontri rovinosi, viene senza alcuna ragione dimenticato. Migliaia di giovani che sono caduti in quelle battaglie, non trovano menzione nel Vostro volume. Erano per gran parte della Provincia di Belluno e delle altre province venete, gli alpini ed artiglieri che insieme a giovani provenienti da tutta Italia, per due anni e mezzo hanno combattuto sulle cime montuose di questa provincia e migliaia sono stati i caduti nelle sanguinose battaglie sul Col di Lana, Lagazuoi, Vallon Tofana e Monte Piana. Viene ignorata la tragedia degli abitanti di Livinnallongo, costretti a lasciare la loro terra ed emigrare nei territori dell’Impero o trasferiti dalle autorità italiana nelle Marche,  in Toscana, Piemonte ed Abruzzi.Analogamente non trova riscontro il sacrificio del soldati di Cortina, Colle Santa Lucia e Livinnallongo, chiamati a combattere per l’impero austro ungarico sul fronte orientale, mandati a presidiare le cime del fronte dolomitico.Dopo la ritirata di Caporetto, il territorio della provincia di Belluno, è stato l’unico tra le province del Veneto, ad essere occupato dal novembre 1917 al novembre 1918, in quello che ancor oggi viene ricordato nella lingua popolare come l’an de la fam,che ha falcidiato migliaia di vittime tra la popolazione civile.
Non trovano traccia nella Vostra pubblicazione, gli onori attribuiti ai reparti e ai Comuni della Provincia di Belluno, per la Grande Guerra ed i musei storici de 7 ^ Reggimento Alpini, Marmolada, del Forte Tre Sassi, di Cortina, Livinnallongo, Rifugio Bosi al Monte Piana, Auronzo, Sappada, Alano di Piave, Caorera, con i musei all’aperto della Marmolada, Sief-Col di Lana, Sass de Stria – Falzarego, Lagazuoi, Castelletto-Travenanzez, Tofane, Cristallo, Paterno, Monte Piana, Cima 11 Valòn, Popera, Croda Rossa e Cresta di Confine”. E chiude la lettera auspicando che la Regione “possa procedere alla pubblicazione di un nuovo e più completo volume, in cui trovino giusto riconoscimento il sacrificio di tutti quei caduti ed il ruolo dei territori dolomitici, che costituiscono parte integrante della nostra Storia e del nostro territorio”

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