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mercoledì, Settembre 23, 2020
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Mostra di Andrea Brustolon in Crepadona

Belluno, terra di grandi maestri, torna al centro dell’attenzione internazionale con un altro importante evento espositivo, dedicato ad un protagonista assoluto del barocco veneziano. Il virtuosismo, la ricchezza d’invenzioni, la perfezione tecnica, l’intensità espressiva di Andrea Brustolon (Belluno 1662 – 1732)
geniale scultore e intagliatore – definito il “Michelangelo del legno” da Honoré de Balzac e, recentemente, “l’orgoglio di Belluno” dallo studioso James David Draper – saranno proposti al pubblico grazie alla prima mostra monografica a lui dedicata, che si svolgerà dal 28 marzo al 12 luglio 2009 a Palazzo Crepadona, nel cuore della città dolomitica. Una nutrita antologia delle opere di questo autentico caposcuola – che una tradizione ottocentesca riteneva formatosi nella bottega veneziana dello scultore Filippo Parodi, ipotizzando anche un suo viaggio a Roma a contatto con i fermenti artistici della città Eterna e del Bernini – giungeranno dunque a Belluno, per celebrare un artista i cui risultati, di altissima qualità stilistico-formale, sia nell’arte sacra che in quella profana stanno al pari delle più significative invenzioni pittoriche e delle sculture marmoree. Anzi è il “pittoricismo” delle sue sculture che, “nel dialogo tra le arti”, esalta e rende irripetibili i lavori del Brustolon: un dialogo che la mostra mira a sottolineare, ponendo i lavori di Andrea in rapporto alle opere di alcuni grandi artisti del tempo che, inevitabilmente, influirono sulla sua arte, aprendolo a nuovi e significativi stimoli: dallo stesso Parodi a Bernini e Piazzetta, per quanto riguarda l’opera plastica, da Sebastiano Ricci a Giulio Carpioni, Pietro Liberi, Luca Giordano, Vincenzo Maffei fino ad Agostino Ridolfi per la pittura. Promossa dal Comune di Belluno con la Soprintendenza per i BSAE per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, la Regione del Veneto, la Provincia di Belluno, la Diocesi di Belluno-Feltre e la Fondazione Cariverona e organizzata da Villaggio Globale International, la mostra  – curata da
da Anna Maria Spiazzi in collaborazione con Giovanna Galasso – propone un allestimento originale
e di grande effetto firmato dall’architetto Mario Botta. Ma l’unicità di questo evento non è data solo dalle circa 90 opere del corpus espositivo e dagli approfonditi studi sull’artista che l’ accompagnano
ma anche e soprattutto dal contesto in cui s’inserisce: la città natale dell’artista e il territorio provinciale
in cui sono conservate fondamentali opere del Maestro e in particolare i suoi straordinari altari lignei
oggetto negli scorsi anni di una campagna di restauri ad opera della Soprintendenza che li ha riportati al loro splendore. La mostra, dunque, continua e si arricchisce in un percorso di assoluto fascino anche al di fuori della sede espositiva di Palazzo Crepadona, in città e in alcune significative località del bellunese.

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