Sunday, 17 December 2017 - 16:02

Porto Marghera. Cento anni di storie (1917 – 2017). Conversazioni in Taverna, giovedì ore 18.30 via al primo appuntamento della stagione 2017-18 di Liberal Belluno

Set 17th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè, Prima Pagina

Doveva essere una “città giardino”, una “Garden City” ispirata alle linee dell’urbanista inglese Ebenezer Howard, tracciate dall’ingegnere Pietro Emilio Emmer nel piano regolatore approvato dal governo il 6 febbraio del 1922. Case che non superavano i tre piani, attorniate da giardino o da orto e circondate da un muretto con ringhiera in ferro battuto. Ma il sogno dura meno di 10 anni. Emmer viene allontanato e il suo progetto affossato per far spazio ad appartamenti in numero doppio con una sola camera e cucina.
E’ l’antefatto di Porto Marghera, l’opera che nasce nel 1917 dalle bonifiche degli acquitrini dei Bottenighi per consentire lo sviluppo portuale di Venezia. La storia è descritta nel libro dal titolo “Porto Marghera. Cento anni di storie (1917 – 2017)” che contiene 15 narrazioni libere e due poesie. Il libro nasce dalla collaborazione di sedici autori e un poeta (170 pagine Helvetia editrice). Si tratta di un lavoro collettivo per i 100 anni di Porto Marghera, con il processo alla Montedison, raccontate da giornalisti e scrittori che hanno vissuto in quei luoghi.
A parlare dell’anniversario della nascita di Porto Marghera, giovedì 21 settembre alle ore 18.30 al ristorante Taverna di Belluno per la rassegna culturale “Conversazioni in Taverna” dell’Associazione Liberal Belluno, saranno i due curatori e coautori del libro, Cristiano Dorigo (scrittore, sceneggiatore) e Elisabetta Tiveron (scrittrice, curatrice editoriale) e tre dei 17 coautori; Gianfranco Bettin (giornalista, scrittore), Maurizio Dianese (scrittore, giornalista d’inchiesta), Gianluca Prestigiacomo (scrittore, giornalista).
Saranno presenti alla serata, inoltre, Teresa Friggione, moglie del commissario Alfredo Albanese ucciso a Venezia nel 1980 dalle Brigate Rosse. Le autorità Francesco Saverio Pavore già procuratore della Repubblica di Belluno. Il magistrato ha svolto la maggior parte dei suoi 50 anni di carriera a Venezia dove è stato giudice istruttore, pretore per 4 anni, sostituto procuratore per 14 anni, poi 4 anni in procura generale. Si è occupato della Mala del Brenta di Felice Maniero e di criminalità organizzata finalizzata ai sequestri di persona. E il questore di Belluno Michele Morelli, dirigente superiore della Polizia di Stato, anche lui ha prestato servizio a Venezia dal 2007 al 2014 alla Questura dove è stato vicario del questore con incarichi di sovrintendenza dell’ordine pubblico.
La serata, dunque, che sarà condotta da Roberto De Nart (fondatore Bellunopress), offre molti spunti di discussione. Una storia che racchiude cento anni di capitalismo industriale, con un filo grigio che lega Porto Marghera al Bellunese. Si chiama Giuseppe Volpi conte di Misurata, che nel 1915 a soli 27 anni fonda la Sade, Società adriatica di elettricità, e insieme a Cini e Gaggia costruiranno tutto il sistema di bacini artificiali e centrali idroelettriche del Bellunese. Nel 1917 è proprio Volpi uno dei protagonisti della realizzazione del nuovo Porto Marghera. Inevitabile il collegamento tra il maxi processo del Petrolchimico, e quello del Vajont. Da una parte i colossi industriali e dall’altra le vittime. Dirà la storia e lo sentiremo dagli ospiti, se il saldo dell’operazione Porto Marghera sia stato positivo per Venezia e per il Veneto e a quale prezzo, come conclude Sergio Tazzer, giornalista, storico, coautore del libro.

 

 

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