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domenica, 29 Marzo, 2020
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Class action contro Bim Gsp: giovedì 22 maggio a Milano la prima udienza sul rincaro delle bollette dell’acqua

 

La sede di Bim Gsp a Belluno
La sede di Bim Gsp a Belluno

Sarà discussa giovedì 22 maggio a Milano, dinanzi al Tar, Tribunale amministrativo regionale della Lombardia (competente per materia), la questione del rincaro delle bollette dell’acqua applicato da Bim Gsp ed impugnato attraverso la class action promossa dall’Associazione Sorgente trasparente.

A difendere gli interessi dei cittadini gli avvocati Alberto Pagnoscin e Augusto Palese del Foro di Venezia, che nel ricorso hanno contestato i rincari del 29,4%  (16,4% aumenti + 13% adeguamento tariffario e interessi passivi) applicati da Gsp a far data dal 01.01.2014 e fino al 31.12.2020 pari ad aumento stimato di 1.000- 1.200 euro a famiglia.

La vicenda parte da lontano.  Bim Gsp, società pubblica formata dai Comuni bellunesi che gestisce il servizio idrico, nel corso di un decennio accumula passività sull’ordine di 70 milioni di euro. La società si è sempre difesa attribuendo le responsabilità all’Ato, autorità d’ambito, che avrebbe dovuto stabilire gli aumenti. Il peccato originale probabilmente sta nella composizione di Gsp e Ato, i cui organi sono formati entrambi dai sindaci in rappresentanza dei Comuni. Controllato e controllore dunque si confondono. Così le tariffe non vengono adeguate, vi sono poi stime errate sui consumi dell’acqua, e l’aumento dei costi della società (organici e mezzi). Una serie di cause, insomma, che producono rilevanti passività di Bim Gsp. L’allarme conti scatta su impulso delle banche. Anche la testa dell’ex presidente della provincia Bottacin c’è chi giura sia caduta per aver scoperchiato la voragine Gsp. Nel frattempo cambiano i vertici di Bim Gsp e i nuovi amministratori, che si trovano a dover rientrare delle passività, procedono con gli aumenti tariffari.

E’ giusto che oggi a pagare della “mala gestione” siano solo i cittadini?

Il verdetto spetta ai giudici amministrativi.

Simona Lorenzon
Simona Lorenzon

“Già alla fine della prossima settimana dovremmo saperne di più” assicura Simona Lorenzon, presidente dell’Associazione Sorgente trasparente che insieme all’Hosteria da Ciccio di Baldenich si è fatta promotrice della class action con la raccolta di 40mila firme. “Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che a vario titolo, edicolanti e delegati di zona, hanno collaborato in tutta la provincia a raccogliere le adesioni”.

 

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