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Provincia di primo grado: pronto l’emendamento del senatore Piccoli, “Occorre reagire alla nuova super-autonomia concessa al Trentino – Alto Adige”

Dic 4th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Con la fuga in avanti sull’autonomia fiscale al Trentino-Alto Adige, il Governo Letta ha sparigliato le carte in tavola, andando ancora una volta a introdurre nuove pesanti differenze tra le realtà dell’arco alpino che invece dovrebbero avere un regime il più omogeneo possibile. Per questo motivo ho redatto un emendamento perché la Provincia di Belluno ritorni almeno ente di primo grado. Di fronte alla provocazione dell’Esecutivo serve rivedere le nostre rivendicazioni”.

A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, che sta elaborando in questi giorni un emendamento al disegno di legge Delrio sulle Province.

“Chi mi conosce sa che non ho mai fatto dell’ente Provincia un feticcio: ho badato sempre più alla sostanza che alla forma dei provvedimenti destinati alle autonomie locali. Stavolta però occorre adeguarsi a quanto il Governo sta facendo e predisporre una reazione forte e chiara: di fronte al riconoscimento di una nuova super-autonomia al Trentino-Alto Adige, il nostro territorio non può perdere la Provincia intesa come organo elettivo. Sarebbe deleterio perché profondamente ingiusto: è come se ai trentini riconoscessimo di passare dalla Porsche alla Limousine, mentre noi abbandoniamo la nostra sgangherata ma tutto sommato sicura station wagon per salire su un Ciao. Non possiamo acuire la distanza”.

“Diverso sarebbe stato il ragionamento se il Governo, in linea con quanto detto anche a Longarone dal premier Letta, si fosse preoccupato di portare avanti un disegno di riforma generale delle realtà dell’Arco Alpino, dando più autonomia ai territori ordinari e “limando” le differenze in nome di una reale perequazione tra territori”.

“L’autonomia fiscale al Trentino-Alto Adige significa dare ai nostri vicini la possibilità di fare proselitismo tra le nostre aziende perché, con le nuove norme, potranno permettersi il lusso di proporre meno tasse sugli insediamenti e sgravi vari. Non vorrei si ripetesse il copione di qualche tempo fa quando ci fu un mezzo caso diplomatico con l’Austria. Ma in quel caso ero uno Stato diverso per quanto appartenente alla stessa Unione europea”.

 

Piccoli annuncia altri emendamenti pro-Belluno, senza entrare nel merito: “Ci sto lavorando accanto a uomini del territorio e a dei legali. Arrivati a questo punto la miglior difesa è l’attacco, mi auguro che da parte dell’intero territorio – dalle amministrazioni locali alle categorie – ci sia una presa di consapevolezza della problematica e dei seri rischi che corre l’economia e i posti di lavoro”, conclude Piccoli.

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12 comments
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  1. Bene, di fronte a quello che sta accadendo nessuno può chiamarsi fuori. Credo sia necessario ritrovarsi al più presto e concertare una azione comune che porti tutto il territorio a parlare finalmente con una voce sola. Non ci possono essere in un momento simile distinzioni di parte politica perché l’interesse del territorio é uno. In questo occorre imparare da trento e Bolzano che portano a casa vantaggi ogni volta che il loro voto é determinante. Credo che i numeri per far saltare la baracca li abbiamo se mettiamo insieme i parlamentari di Belluno e Sondrio e delle autonomie. Questo è il momento di giocare la partita più importante perché non ci sarà un incontro di ritorno…

  2. Silvano Martini è troppo buono. Sicuramente ora l’unità deve essere il principale obbiettivo.
    Ricordo però che più volte “piccoli uomini” furono invitati ad incontri per stabilire azioni comuni a sostegno del nostro ente rappresentativo di tutte le Comunità bellunesi ed essi si chiamarono fuori.
    Ora necessità fa virtù e si accodano al comune sentire.
    L’importante, una volta portato a casa l’eventuale risultato, è che i Bellunesi si ricordino di chi sale sul carro all’ultimo momento.

  3. Bene! Finalemente tutto il Bellunese ora è compatto. Ora Elezioni ed autonomia a Belluno e Sondrio oppure si tolga ai lacchè di trento e bolzano!

    Bressa che fa? Dorme?

  4. La storia è già scritta e gli illusionisti di tutti i colori illudono – e si illudono – che si possa fermare. Il patto di ferro PD/SVP sta dando i suoi frutti. Mal gliene colga a coloro che se ne accorgono soltanto adesso.
    Eterogenesi dei fini, si diceva una volta ….

  5. A questo proposito, il documento votato qualche giorno fa dai DS provinciali è quanto di più ipocrita si possa immaginare. I DS sono causa della quasi sovranità della Provincia di Bolzano, dunque dovrebbero dire nella periferia di Belluno quanto hanno calato le braghe nel centro di Roma per avere il premio di maggioranza alla Camera. Siccome gli ultimi decreti attuativi dell’autonomia di Bolzano di fatto conferiscono la quasi sovranità ad una parte dell territorio nazionale, si può ben dire che il PD ha barattato una vitoria elettorale con lo smembramento di una parte dell’Italia. Ci voleva il pugno di ferro con Durnwalder, e invece i bolzanini hanno trovato quattro mammolette che volevano sconfiggere Berlusconi a tutti i costi. Quando di dice senso dello stato! Ecco perché l’ineffabile nuova segretaria del PD bellunese dovrebbe risparmiarci l’aria fritta dei documenti votati all’unanimità.

  6. […] o ancora: gli ordini di scuderia non sono più così pressanti), si sia deciso ad emendare. Sembra perciò che abbia riposto l’idea per la quale ha finora sbavato, cioè un ente provinciale di secondo […]

  7. bene!!! avanti così

  8. Ma perchè i nostri onorevoli non si mettono d’accordo e parlano con una voce sola, come fanno in Trentino?
    E invece no, ognuno per conto proprio, con la propria proposta per avere un po’ di visibilità politica. L’unica cosa che sanno fare quelli di Forza Italia è invidiare il T.A.Adige per la sua autonomia e cercare di aizzargli contro i bellunesi. E’ una perdita di tempo ed energia perchè nessuno ridurrà i loro privilegi, sanciti anche dalla Costituzione. Perchè non proporre l’autonomia per Belluno e la Regione Dolomitica unendo Belluno a Trento in un territorio omogeneo con le stesse esigenze?

  9. bene,oramai tutti convergono nell’idea che il nostro territorio si salva solo con una forte autonomia…….è ora che tutti i nostri parlamentari parlino una sola lingua per il bene di tutti noi e bisogna farlo subito perchè dopo ci saranno solo rimpianti e invidie nei confronti dei vicini………uniti si vince…..

  10. L’importante è che non ci comportiamo come il bambino che non sapendo costruire il castello di sabbia, va a distruggere il castello dell’amico per invidia. Trento e Bolzano sono l’esempio di come ci dobbiamo comportare. Vediamoli come amici da imitare, non come nemici da distruggere.

  11. Quasi tutti, Silvano Martini. Io no. E poi non è vero che uniti si vince. Si vince prima di tutto con le buone idee, e l’idea dell’autonomia del bellunese è una trentennale patacca. Parere personale, ovviamente.

  12. prima facciamo la provincia-regione autonoma con Trento e Bolzano piu’ presto possiamo chiedere l’annessione anche di Atlantide e Topolinia.
    Forza.(non italia)