Monday, 25 July 2016 - 11:56

No all’inceneritore della Sicet ad Ospitale di Cadore

Ott 3rd, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Natura, ambiente, animali, Riflettore
Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, parlamentare bellunese e neo eletto vice capogruppo del MoVimento 5 Stelle, porta l’attenzione sulla possibile installazione di un nuovo inceneritore a Ospitale di Cadore.

Sicet non è soltanto l’acronimo di “società italiana centrali elettrotermiche”, corrisponde anche ad 80 metri di ciminiera ben conosciuta da tutti gli abitanti di Ospitale di Cadore ed anche da chi passa per il paese. Nello stabilimento si bruciano legnami per produrre energia ed il pulviscolo tipo segatura che si sparge nell’aria ormai è di casa.

Ma quello che ai 300 abitanti ed anche al sindaco Livio Olivotto coglie di sorpresa e preoccupa è l’intenzione della società di installare un nuovo inceneritore per la spazzatura, nello spazio della vecchia Indel, con un aumento di potenza della combustione da 20 a 50 megawatt e con la costruzione di un altro camino.

I rifiuti che vi verranno inceneriti, si precisa, non sono pericolosi e si tratterà del rifiuto secco differenziabile.

“La Sicet si è rivolta direttamente alla Regione Veneto, chiedendo quella che si chiama autorizzazione integrata ambientale” spiega il primo cittadino “niente d’illegale, però prima di agire forse sarebbe stato meglio interpellare l’amministrazione che presiedo e, di conseguenza, i paesani. Questo non è successo e addirittura abbiamo avuto dei problemi, per procurarci la documentazione, perché esiste almeno il diritto di fare delle osservazioni. Ma un mio concittadino dovrebbe andare fino a Venezia, per visionare il progetto e non possiamo accontentarci del fatto che i rifiuti saranno non pericolosi. Abbiamo già pagato un tributo pesante al Vajont e soffriamo anche ora dei disagi per quel pulviscolo fastidioso, che esce dalla ciminiera e si diffonde in paese. Non è il caso di avere ulteriori problemi”.

Ospitale soffre già dei disagi per la sua zona industriale e vorrebbe almeno essere avvisata e poter avvisare i comuni vicini, perché un’altra ciminiera può dare fastidi da Pieve di Cadore a Ponte nelle Alpi. E i paesani si sono riuniti venerdì sera per dire no al progetto della Sicet dopo aver appreso la notizia dai giornali.

“Non ne sapevamo niente. Siamo preoccupati soprattutto per la nostra salute anche se ci garantiscono la non pericolosità del materiale che verrà bruciato. Quasi inutile dire che non siamo d’accordo con questo progetto ed anche se ci garantiscono non possiamo fidarci perché in ballo c’è la nostra salute” dichiara Romina Olivotto. Intanto il comitato cittadino va organizzandosi per raccogliere le firme e per coinvolgere tutte le autorità del caso.

Al coro dei no si aggiungono ora anche il MoVimento Cinque Stelle di Belluno e il parlamentare D’Incà.

 

12 comments
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  1. Bravo.

  2. Chiedete a D’Incá se ritiene ancora che un ente come la Provincia sia inutile…..

  3. No no no no no no no no.
    Capaci soltanto di dire di no.

  4. vorrei tanto che tutti coloro che sostengono e auspicano un inceneritore in provincia provino, anche x un solo giorno cosa significa avere un tumore o avere un famigliare che ne viene colpito
    Ve lo auguro con tutto il cuore

  5. Mi risulta che l’unico Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti sia quello che ho presentato io quando ero assessore in Provincia. In quel piano si afferma, esplicitamente, che non vi sarà alcun inceneritore nella nostra provincia per motivi anche molto diversi da quelli strettamente sanitari. Non mi dilungo per motivi di spazio. Non mi risulta che aggiustamenti successivi del Piano prevedano un inceneritore per cui non capisco perchè si discuta di questo. La Sicet può legittimamente chiedere la revisione del Piano ma la comunità bellunese può legittimamente dire no, se lo ritiene. Del resto la Sicet aveva già tentato questa via e non mi risulta abbia raggiunto lo scopo. Detto questo penso anche io che oltre ai no sarebbe tempo di fare un discorso serio ed organico su tutta la questione rifiuti. Manca la Provincia? Pazienza! Non abbiamo fatto un sacco di cose quando la Provincia esisteva, se i sindaci e le forze politiche lo vogliono, si possono fare discorsi e progetti seri anche senza la Provincia. Speranze che ciò avvenga? Neanche mezza!

  6. Credo che Balzan abbia ragione. Invece che far ciacole da campagna elettorale sarebbe meglio discutere di un progetto organico per tutto il territorio. Ma per farlo, cioe’ per confrontarsi, ci vuole quel di rispetto per le idee altrui che qualche movimento proprio non conosce.

  7. Tessarollo: il M5S è a favore o no dell’eliminazione delle Province a Statuto Speciale e delle Regioni a Statuto Speciale?

  8. La mancanza della provincia e’ stato deleterio per il territorio, e questo grazie a PD e PDL che hanno mandato a casa Bottaccin.
    Avevamo un interlocutore in casa su cui confrontarci adesso le decisioni, anche per i bellunesi, vengono fatte in un ufficio a Venezia, che con qualche ente compiacente ci troviamo di tutto e di piu’ che solamente approfitta per speculare sulle nostre vite.

  9. La politica purtroppo, si nutre di leggende metropolitane. I rifiuti li bruciano in tutti i paesi civili. Da Vienna a Salisburgo, da Parigi a Bolzano. Dovrebbe valere, in questo caso, un approccio anche economico. Conviene o no trasportare i rifiuti fuori provincia (a proposito: lì i tumori sono degli altri…).. Quanto paghiamo in bolletta per questo trasporto? Il resto è il solito bla bla bla del quale i grillini sono i campioni indiscussi. Dicono di no, dicono di no, dicono di no. Perché, D’Incà in testa, non elaborano un piano dei rifiuti alternativo? Alternativo vuol dire realistico, condiviso dalla nostra comunità territoriale, che sta in piedi?
    Non lo faranno mai. Sono ancora al copia incolla del guru …

  10. @ bellunese
    Caro amico, ricordo che poco piu’ su (Perarolo di Cadore) esiste una discarica di rifiuti speciali, non pericolosi.
    Abbiamo già ampiamente dato, tienilo a mente.

  11. leggo dall’articolo “rifiuto secco differenziabile” mai sentita sta cosa di solito il secco è l’indifferenziato ovvero il non riciclabile, magari l’articolista si è sbagliato?
    Poi si scrive che non sono rifiuti pericolosi, tossico-nocivi etc….per carità d’accordo però bruciare il secco che contiene di tutto tra cui plastichiine varie, carte sporche e via dicendo non mi sembra che pur filtrando bene ne uscirebbe aria pura dolomitica.
    Ha ragione il sig:Balzan che basta dir di no alla richiesta, certo senza un ente provincia tutto va in regione per cui magari la richiesta può passare.
    Un ente territoriale (provincia?) che decida il bene di Belluno magari servirebbe.

  12. […] La Filatura del Vajont ha chiuso dopo aver campato per anni solo grazie ai finanziamenti pubblici. Nel ’75 veniva segnalata da un’interrogazione parlamentare perché non pagava gli stipendi11. La San Remo ha chiuso definitivamente nel 2004. La Ceramica Dolomite è stata acquisita dal fondo americano Bain Capital, che le ha riversato addosso i suoi debiti, e l’anno scorso lo stabilimento di Trichiana ha rischiato la chiusura. La Zanussi Mel è stata da poco acquistata dal colosso cinese dei compressori «Wanbao», acquisizione che ha evitato la chiusura dello stabilimento ma con 142 dipendenti in meno. A Ospitale di Cadore, nello spazio della vecchia Indel, la Società Italiana Centrali Elettrotermiche (SICET), pensa di costruire un nuovo inceneritore. […]

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