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mercoledì, Maggio 27, 2020
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No all’inceneritore della Sicet ad Ospitale di Cadore

Federico D'Incà, deputato Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, deputato Movimento 5 Stelle

Federico D’Incà, parlamentare bellunese e neo eletto vice capogruppo del MoVimento 5 Stelle, porta l’attenzione sulla possibile installazione di un nuovo inceneritore a Ospitale di Cadore.

Sicet non è soltanto l’acronimo di “società italiana centrali elettrotermiche”, corrisponde anche ad 80 metri di ciminiera ben conosciuta da tutti gli abitanti di Ospitale di Cadore ed anche da chi passa per il paese. Nello stabilimento si bruciano legnami per produrre energia ed il pulviscolo tipo segatura che si sparge nell’aria ormai è di casa.

Ma quello che ai 300 abitanti ed anche al sindaco Livio Olivotto coglie di sorpresa e preoccupa è l’intenzione della società di installare un nuovo inceneritore per la spazzatura, nello spazio della vecchia Indel, con un aumento di potenza della combustione da 20 a 50 megawatt e con la costruzione di un altro camino.

I rifiuti che vi verranno inceneriti, si precisa, non sono pericolosi e si tratterà del rifiuto secco differenziabile.

“La Sicet si è rivolta direttamente alla Regione Veneto, chiedendo quella che si chiama autorizzazione integrata ambientale” spiega il primo cittadino “niente d’illegale, però prima di agire forse sarebbe stato meglio interpellare l’amministrazione che presiedo e, di conseguenza, i paesani. Questo non è successo e addirittura abbiamo avuto dei problemi, per procurarci la documentazione, perché esiste almeno il diritto di fare delle osservazioni. Ma un mio concittadino dovrebbe andare fino a Venezia, per visionare il progetto e non possiamo accontentarci del fatto che i rifiuti saranno non pericolosi. Abbiamo già pagato un tributo pesante al Vajont e soffriamo anche ora dei disagi per quel pulviscolo fastidioso, che esce dalla ciminiera e si diffonde in paese. Non è il caso di avere ulteriori problemi”.

Ospitale soffre già dei disagi per la sua zona industriale e vorrebbe almeno essere avvisata e poter avvisare i comuni vicini, perché un’altra ciminiera può dare fastidi da Pieve di Cadore a Ponte nelle Alpi. E i paesani si sono riuniti venerdì sera per dire no al progetto della Sicet dopo aver appreso la notizia dai giornali.

“Non ne sapevamo niente. Siamo preoccupati soprattutto per la nostra salute anche se ci garantiscono la non pericolosità del materiale che verrà bruciato. Quasi inutile dire che non siamo d’accordo con questo progetto ed anche se ci garantiscono non possiamo fidarci perché in ballo c’è la nostra salute” dichiara Romina Olivotto. Intanto il comitato cittadino va organizzandosi per raccogliere le firme e per coinvolgere tutte le autorità del caso.

Al coro dei no si aggiungono ora anche il MoVimento Cinque Stelle di Belluno e il parlamentare D’Incà.

 

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