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venerdì, Maggio 31, 2024
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Insieme per Belluno incalza la giunta De Pellegrin

Lucia Olivotto, Marco Perale, Ilenia Bavasso, Francesco Rasera Berna

Sicurezza, Cultura, Nevegal, Frazioni, e Parco Città di Bologna. Questi i temi affrontati stamane in Conferenza stampa tenutasi al Centro Giovanni XXIII dal gruppo di opposizione in Comune di Belluno “Insieme per Belluno Bene Comune”, presente con tutti e quattro i suoi consiglieri comunali.

Al centro una serie di tematiche salite alla ribalta della cronaca nell’ ultima settimana.
Prima fra tutte la sicurezza – su cui è intervenuta aprendo i lavori la capogruppo Lucia Olivotto – smontando le ragioni addotte per il trasferimento dei Vigili Urbani e del COC della Protezione Civile nei prefabbricati delle ex Gabelli al parco Città di Bologna. La risposta sbagliata ad un’emergenza sicurezza inesistente, con l’aggravante di andare ad appesantire con il passaggio dei mezzi di servizio un’area che dovrebbe invece essere preservata nella sua tranquillità per bambini, genitori e nonni.

Sul Parco città di Bologna è intervenuta anche Ilenia Bavasso, ironicamente polemica verso l’adozione dei “taser” e con molti dubbi tecnici e pedagogici sul progetto del nuovo parco inclusivo che, per quanto si capisce, dovrebbe prevedere l’abbattimento e l’eliminazione di tutti i giochi attualmente esistenti nella parte settentrionale del Parco, compresi quelli nuovi o appena sostituiti negli anni scorsi, per un’ipotesi che sembra tenere in poco conto le esigenze dei bambini pèiù grandi.

Marco Perale ha contestato l’ipotesi – letta solo sulla stampa, ha detto, e mai arrivata né in Consiglio né in Commissione – di intitolare il Museo di Palazzo Fulci a Sebastiano Ricci. Nessun dubbio sull’eccellenza del personaggio, ma una cosa è intitolare il Teatro a Buzzati (su cui siamo stati d’accordo, anche se attendiamo ancora di vedere le promesse rassegne annuali dedicate al teatro o alla lirica di Buzzati) tutt’altra cosa intitolare un museo al nome di un solo artista: esistono casi anche in provincia (il museo Murer a Falcade o la galleria Rizzarda a Feltre) dove la maggior parte delle opere, se non tutte, sono di quell’autore. Altrettanto vale per Vedova a Venezia, Depero a Rovereto, Morandi a Bologna, De Pisis a Ferrara e molti altri. Al Fulcis ci solo alcuni quadri di Sebastiano e meno di Marco Ricci che numericamente non giustificano l’intitolazione, anzi! Si rischia di ingannare il turista, che pensa di trovare una raccolta unitaria vasta e rappresentativa, lasciandolo invece deluso. Col rischio che le recensioni e il passaparola facciano solo del male alla città.

Sui capifrazione e sul Nevegal è intervenuto infine Francesco Rasera Berna, che ha ribadito quanto già detto da tutti i consiglieri di IPBBC nell’ultimo Consiglio, e cioè che quanto partorito dalla maggioranza De Pellegrin è solo un meccanismo per arrivare faticosamente alla nomina dei capifrazione, mentre le assemblee saranno lasciate all’improvvisazione più assoluta e pericolosa, in quanto mancano norme certe per quanto riguarda convocazione, verbalizzazione, verifica poteri e molto altro.
Altrettanto fumoso si preannuncia infine il futuro del Nevegal, dopo la scomparsa dai radar degli investitori algerini portati a Palazzo Rosso da Roccon, mentre nulla si sa ancora degli impegni della nuova cordata bresciana. Unica certezza il dichiarato disimpegno formale e l’uscita di scena del Comune.

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