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martedì, Maggio 21, 2024
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Ponte nelle Alpi. Il piano per lo sviluppo del cicloturismo

Marzio Bruseghin, ex ciclista professionista, Enrico De Bona organizzatore eventi e Roger De Menech candidato sindaco

De Menech: «Valorizzare e riqualificare le strade secondarie per lo sviluppo del cicloturismo»

«Le piste ciclabili? Il loro sviluppo passa per un’adeguata promozione e tracciatura, ma anche per la riqualificazione e la valorizzazione delle strade secondarie». È così che il Comune di Ponte nelle Alpi potrà “Fare cicloturismo”: ne è convinto il candidato sindaco Roger De Menech, che nell’incontro-aperitivo sul tema, andato in scena alla Locanda Alla Stazione, è stato accompagnato da due esperti legati al mondo dei pedali, come l’organizzatore di eventi, Enrico De Bona. E Marzio Bruseghin, ex ciclista professionista, capace di concludere sul terzo gradino del podio la novantunesima edizione del Giro d’Italia. Con loro, anche i vertici della Fiab Belluno (dal presidente Pierluigi Trevisan al vice Claudio Giacchetti) e il sindaco di Soverzene, Gianni Burigo, oltre ai componenti della lista civica “Fare Comune”.

«Questa amministrazione – ha proseguito De Menech – ha già condotto un grande lavoro. E ora guardiamo ulteriormente avanti, con l’obiettivo di strutturare il territorio affinché diventi un modello orientato a rendere più accoglienti e in ordine le ciclabili. Facendo leva pure su uno degli elementi cardine per la mobilità sostenibile: la stazione. In questo senso, vanno create le condizioni per cui chiunque, una volta sceso dal treno, possa pedalare in sicurezza, lungo i tragitti della nostra provincia».

Già, la sicurezza: un altro aspetto centrale. «Le strade secondarie sono spesso frequentate da sportivi – ha proseguito il candidato sindaco -. Penso per esempio alla Val Cantuna, conosciutissima dopo il passaggio di una tappa della “corsa rosa”. E, in generale, ai Coi de Pera, con il passaggio a Vich di qualche anno fa. Ebbene, su queste strisce d’asfalto le auto tendono a correre troppo: unire il benessere dei residenti e la soddisfazione di chi vorrà visitare le nostre zone è una delle sfide in chiave futura».

E mentre Enrico De Bona ha sottolineato la necessità di «ragionare d’insieme: le ciclabili non possono essere dei singoli Comuni, ma il loro sviluppo dovrà essere omogeneo e con la stessa tabellonistica», Bruseghin ha puntato l’accento sul doppio aspetto relativo alla mobilità: «Da un lato c’è quella interna, da sviluppare in sicurezza. Dall’altro, quella pensata per il turismo: se vogliamo attrarre visitatori che abbiano un impatto relativo e sostenibile, è doveroso avere il giusto approccio. E di conseguenza, mettendosi nei panni di un residente, è giusto cedere un pizzico della propria libertà per far crescere il territorio e aprirlo a chi ama la bicicletta, che peraltro è anche un mezzo di conoscenza, educazione e propedeutico alla velocità».

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