Sala al completo sabato pomeriggio alla libreria Mondolibri di via Mezzaterra nel centro storico di Belluno, per la presentazione di “Doppia ombra”, il secondo romanzo della collana noir “Una Procura imperfetta” della scrittrice e magistrato Roberta Gallego.
«Come il primo volume “Quota 33”, anche “Doppia ombra” è un poliziesco noir che non ruota intorno ad un personaggio, ma intorno ad un ambiente, che è la Procura della Repubblica di una piccola provincia di nome Ardese» ha detto il professor Pippo Leo nel presentare il nuovo lavoro della Gallego.
«E’ un libro ricco, scritto in modo raffinato, ricercato, con periodi ben articolati, appropriati, con il frequente ricorso alle analogie – sottolinea Pippo Leo, docente di storia e filosofia al Liceo classico di Belluno – leggendolo, si capisce cos’è una Procura, la complessità della struttura, con magistrati, reparti investigativi di polizia giudiziaria e le dinamiche al suo interno. Tutte le difficoltà, degli uffici, dotati di attrezzature inadeguate, registratori di 40 anni fa, il fax che non funziona. Ma di fronte al Palazzo di giustizia c’è il negozio di kebab di Mohammed con il fax perfettamente funzionante, al quale si ricorre».
Pippo Leo ripercorre per aneddoti una serie di situazioni descritte nel romanzo, strutturato per capitoli brevi, sorretto da una trama principale costituita dal filone delle indagini e da tante vicende che s’intersecano al suo interno. «Ogni due capitoli ce n’è uno che interrompe la trama principale, con delle chicche straordinarie – ha detto Pippo Leo – storie che trattano dei problemi della nostra epoca, come l’obiezione di coscienza dei medici, le differenze di credo religioso ed i provvedimenti conseguenti della Procura».
“Doppia ombra” è la continuazione del primo libro “Quota 33”. Questa volta il sostituto procuratore Alvise Guarnieri è alle prese con un duplice omicidio. C’è il ritrovamento nella sua villa di fronte al lago del corpo mutilato del farmacista. Che si aggiunge a un altro cadavere ritrovato sull’altra sponda del lago. Le indagini si addentrano nella vita privata del farmacista, nei segreti delle relazioni nell’alta società di Ardese. Con altre storie che si ruotano intorno a quella principale.
«Il titolo di questo secondo libro doveva essere “La fata Morgana” – racconta l’autrice e sostituto procuratore Roberta Gallego – quel fenomeno che accade a chi a nuoto dalla costa calabrese si illude di raggiungere Messina in due bracciate, per effetto di un miraggio. Anche nel romanzo, infatti, c’è un abbaglio iniziale. E così, quello che noi desideriamo, lo ricerchiamo finché nella nostra vita si avvera. L’editore poi ha dovuto cambiare il titolo originale, perché sei anni fa era già uscito un libro con lo stesso titolo. Rispetto al primo romanzo, questo è un noir dai tratti gotici, che scuote e genera incredulità. Il lettore probabilmente ritiene che non è possibile che queste cose accadano. Invece, purtroppo, accadono. Forti tensioni familiari, che danno origine a violenze atroci. Rapporti familiari drammatici che degenerano ». La dottoressa Gallego racconta anche alcune curiosità, conseguenti all’uscita del primo volume. Come il “toto-chi”, ossia la ricerca che si è scatenata negli ambienti degli addetti ai lavori, nel cercare di identificare i personaggi del romanzo con quelli reali. Benché in premessa lo scorso anno, l’autrice avesse precisato che si trattava di un romanzo, dunque, finzione letteraria. Oppure le telefonate ricevute dai suoi colleghi magistrati, che le segnalano episodi grotteschi realmente accaduti nei tribunali, per un eventuale inserimento nei suoi prossimi libri. Altri due volumi, infatti, sono già programmati e di prossima uscita.
