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Il Comitato per l’Anello Ferroviario delle Dolomiti incontra la popolazione del Comelico

Comitato anello ferroviario delle dolomitiIl Comitato per l’Anello Ferroviario delle Dolomiti ha incontrato mercoledì scorso la popolazione del Comelico nella sala polifunzionale di Dosoledo. Sono convenuti regolieri, imprenditori del turismo, liberi professionisti, il sindaco e il vice sindaco di Comelico Superiore

L’incontro sul tema “Binari verso nuove prospettive” è stato presentato dal dr. Nicola Zambelli Spezier che ha ricordato le aspettative che il suo territorio nutre circa realizzazione dell’Anello ferroviario.

Davide Zandanella Necca, presidente della locale Consulta Confcommercio, ha espresso l’auspicio, da molti condiviso, che le scelta del tracciato ferroviario si indirizzi lungo la valle d’Ansiei, dando così la possibilità al Comelico di ottenere collegamenti più rapidi, frequenti e comodi col resto della provincia e la pianura e nel contempo poterne valorizzare le potenzialità turistiche.

Il sindaco Marco Staunovo Polacco ha giudicato molto “interessante e costruttiva la serata”ed ha sottolineato “l’importanza della decisione presa dai primi cittadini dei Comuni confinanti con le Provincie di Trento e Bolzano nello scegliere gli studi di fattibilità delle tratte di collegamento ferroviario con il Trentino e con l’Alto Adige, quali investimenti strategici per il bellunese tutto, utilizzando parte dei fondi ‘ex Brancher’, per un importo complessivo di 400.000 €”.

Filiberto Dal Molin
Filiberto Dal Molin

Il presidente del Comitato per l’Anello Ferroviario delle Dolomiti Filiberto Dal Molin ha ricordato il significato e gli obiettivi del Comitato attraverso la realizzazione di infrastrutture ferroviarie, integrate con percorsi cicloturistici e collegamenti su gomma, che sicuramente possono costituire la base per un rilancio economico e turistico delle nostre valli. Ha sottolineato che il miglioramento della rete stradale è uno dei punti qualificanti di questo progetto viario, preferendolo all’ipotesi dell’autostrada, sia per “il minor consumo” del territorio, sia perché l’autostrada mette in collegamento i grossi nodi, trascurando il tessuto socio economico e turistico dei piccoli centri di montagna. Da questo punto di vista treno e bicicletta rappresentano i più moderni ed ecologici mezzi di trasporto e quindi ha infine illustrato il progetto Moroder per la ferrovia Bolzano-Cortina.

L’ing. Leo Cargnel ha ricordato la sua tesi sul ripristino della vecchia ferrovia delle Dolomiti, non più proponibile nella nostra realtà, ma della quale resta tutt’ora valida l’impostazione metodologica, per una corretta scelta del percorso, nel rispetto di esigenze economiche, gestionali e di servizio.

Infine il segretario Tomaso Pettazzi ha ricordato alcuni concetti espressi da eminenti studiosi universitari, nei Convegni organizzati dal Comitato a Longarone nel 2015 e 2016, riguardo alle problematiche per la realizzazione di una ferrovia di montagna. In particolare le relazioni del prof. Rinaldo Genevois, del dip. Geoscienze di Unipd e della geologa Elena Marcon. Temi ripresi pure recentemente dal prof. ing. Luigi D’Alpaos, emerito di Idraulica di Unipd, in un recente convegno a Belluno per il 50° anniversario dell’alluvione del ’66. Un tema di grande importanza da prendere in considerazione sono quindi le frane, come quelle tra Borca e Cortina.

Il pubblico ha partecipato con vivacità alla discussione finale, ribadendo la speranza di un significativo miglioramento della rete ferroviaria e stradale.

 

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