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Ritorna alla carica il progetto idroelettrico Camolino-Busche

camolino busche comitato acqua bene comune“Il mostruoso progetto idroelettrico della Camolino Busche, così fortemente osteggiato dalle comunità rivierasche del Piave, è uscito dal suo letargo”. Lo fa sapere con una nota il Comitato Acqua Bene Comune.

“L’idea originaria che prevede quasi il prosciugamento dell’ultima acqua rimasta nel fiume dal Cordevole a Busche come pensavamo non è stata abbandonata.

Il progetto, integrato da alcune relazioni funzionali/strumentali (dmv/stato qualità), è prossimo alla discussione “V.i.a”, e la soprintendenza è stata chiamata ad esprimere un nuovo parere che i proponenti ovviamente ” auspicano” diverso da quello ad oggi negativo.

I sindaci interessati di San Gregorio, Sospirolo, Lentiai e Santa Giustina sono inconsapevoli ed arrabbiati di questa accelerazione che, oltretutto, non li vede interpellati.

Vogliamo ricordare – prosegue la nota del Comitato Acqua Bene Comune – che a suo tempo la popolazione del comune di San Giorgio si era espressa con un apposito referendum contro la realizzazione di questa centrale, invece quelli di Sindaco e di Santa Giustina avevano richiesto una procedura di inchiesta pubblica finalizzata a convocare e dibattere in modo trasparente con tutti coloro che avrebbero presentato osservazioni il merito ed i contenuti di queste. Quest’ultimo passaggio fino ad oggi non è stato garantito, preferendo fare pressione unicamente sulla sovrintendenza per il rilevante peso del suo diniego.

Ricordando queste premesse oggi risulta necessario approfondire anche la legittimità dell’iter attuato, verificando se sia possibile effettuare in corso d’opera variazioni progettuali e relazioni di accompagnamento, senza informare coloro che hanno presentato osservazioni sul progetto originario o, se questi passaggi, non presuppongano invece un nuovo reinizio della procedura autorizzativa.

Il parere negativo sulla centrale Camolino-Busche era già stato espresso ufficialmente nel 2012 dalla Soprintendenza che con tre pagine di motivazioni l’aveva ritenuto il progetto incompatibile con il contesto paesaggistico dov’è inserita. A suo tempo la commissione regionale lo aveva chiaramente dichiarato ai soggetti coinvolti in occasione di una riunione tenutasi presso il comune di Cesiomaggiore.

La costruzione di questo mostro idroelettrico di “Energy Hydro Piave” (società detenuta da “Enel” ed “En&En”) prevede, attraverso l’uso di tunnel e scavi con esplosivo, la realizzazione di un’enorme condotta sotterranea sotto i territori dei comuni di Sospirolo, San Gregorio, Santa Giustina e Cesiomaggiore.

L’impianto, se realizzato, toglierebbe al Piave una grande quantità d’acqua, riducendolo così a una fogna. Infatti il nostro amato fiume dovrebbe subire anche la deprivazione dell’acqua utile per diluire i reflui e altri scarichi, con importanti implicazioni negative sulle risorgive e su tutto l’ecosistema (per altro definito nelle scorse classificazioni di qualità elevata).

Da tutto questo capiamo che la provincia di Belluno continua ad essere un territorio depredato dei suo beni, infatti ci sono richieste per la costuzione di centraline su ogni piccolo e medio corso d’acqua. Tra queste abbiamo: una richiesta per una centrale sotto il ponte di Belluno, una a Ponte nelle Alpi e un’altra a Limana sempre lungo il corso del fiume. A tutto questo dobbiamo sfortunatamente aggiungere, anche il progetto per la realizzazione della piattaforma per il trattamento dei rifiuti nocivi a Lentiai, infatti gli scarichi delle lavorazioni industriali dovrebbero andare a finire direttamente nelle poche acque ancora presenti nella Piave a monte della Riserva del Vinghetto di Cellarda.

E’ necessario ed urgente – cocnlude il Comitato Acqua Bene Comune –  che i soggetti e comitati spontanei che si erano mobilitati sul tema si ritrovino per riprendere la lotta contro questo aberrante mostro”.

 


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