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Apre giovedì a Mussoi la nuova comunità educativa per minori Portaperta

cooperativa portapertaSarà inaugurata giovedì pomeriggio alla presenza delle famiglie e delle autorità la nuova sede della comunità educativa diurna per minori della cooperativa “Portaperta” di via Gobetti 56 a Mussoi, Belluno.

Trasferita venerdì da via Gazzetti, la nuova sede si trova ora in un complesso in affitto di tre piani, completo di aule studio, sala da pranzo, bagni, zona relax e perfino un giardino per le attività all’aperto. La comunità è in grado di ospitare fino a un massimo di dieci giovani nelle ore pomeridiane, da fine scuola a prima dell’ora di cena, per aiutarli a fare i compiti, dare loro qualche occasione di svago con attività di gruppo o lasciare semplicemente lo spazio di poter passare del tempo libero in tranquillità.

Stefania Turra
Stefania Turra

«La comunità diurna esiste dal 2009», precisa la coordinatrice dell’area minori Stefania Turra, «il servizio è stato voluto dall’Ulss 1 e dal Comune di Belluno per rispondere all’esigenza sempre maggiore di avviare un percorso educativo per minori nel territorio».

 

Marco Slongo
Marco Slongo

«La cooperativa sociale Portaperta opera prevalentemente nel Feltrino nell’ambito della disabilità e dei minori», precisa il presidente Marco Slongo, «tutto è nato più di dieci anni fa per iniziativa di tre famiglie volontarie, oggi abbiamo più di 90 dipendenti-soci lavoratori che si occupano di dare assistenza e ausilio alle persone con disabilità e ai minori in difficoltà. A Feltre è stata aperta nel 2005 la comunità residenziale “casa Aladino”, cui si è aggiunta la comunità diurna “Parapiglia”e nel 2009 questa di Belluno. Abbiamo in gestione anche due centri diurni per disabili a Farra di Feltre e a Mel, più una comunità alloggio per disabili a Pont di Busche, formata da due moduli per accogliere venti persone. Altri servizi vengono erogati mediante convenzione o apposito appalto con la Ulss 2 di Feltre. Questi edifici sono tutti acquistati o affittati dalla cooperativa attraverso mutui e investimenti dedicati. Ogni utente che viene inserito ha una quota pagata in parte dall’Ulss, in parte dal Comune, che però può chiedere alla famiglia una cifra di compartecipazione», conclude il presidente, «si tratta di strutture accreditate con la Regione Veneto e questo ci consente di operare come fossimo un ente pubblico».

«A Belluno siamo partiti con 4, 5 utenti, oggi ne abbiamo inseriti 10, che è anche numero massimo previsto dalla normativa regionale», prosegue Turra, «la necessità di spostarci in questa nuova struttura ci ha permesso di ampliare i servizi offerti ai minori inseriti. I ragazzi arrivano da noi su segnalazione dei cosiddetti servizi invitanti: la tutela minori, il consultorio familiare e il servizio per l’età evolutiva».

Barbara Zucco
Barbara Zucco

Barbara Zucco, referente della comunità di Belluno, spiega la sua esperienza di educatrice: «Durante il giorno operano tre educatori, pronti ad accogliere i ragazzi per il pranzo del dopo scuola e affiancarli nelle attività del pomeriggio. I primi se ne vanno alle 17.30, gli ultimi attorno alle 19. Non facciamo ancora la cena in casa perché è un servizio che non ci è ancora stato richiesto. Cerchiamo di sfruttare le offerte del territorio, inserendo i ragazzi in progetti di volontariato, come il Grest estivo o il progetto “Csv volontario anche tu”. Cominciamo aiutandoli fare i compiti, poi c’è la merenda e le attività, all’interno o all’esterno della comunità. Non facciamo laboratori, perché il nostro obiettivo è lasciare ai ragazzi ospiti lo spazio di poter vivere il loro tempo libero come meglio credono, così come farebbero a casa loro. Metà delle ore di servizio di un educatore sono impiegate nel lavoro di coordinamento con le famiglie. Se loro per prime non credono in questo progetto educativo, l’esistenza della stessa comunità diurna non avrebbe senso. Se manca il lavoro di rete, il nostro servizio diventa inutile. Noi non facciamo doposcuola», tiene a precisare Zucco, «decidiamo il trattamento di ogni ragazzo assieme ai servizi sanitari. In genere i casi possono durare da qualche mese fino ad arrivare anche a tre, quattro anni. I soggetti provengono dalla zona di Belluno, qualcuno può anche arrivare da fuori ma purtroppo non riusciamo a coprire tutte le aree della provincia».

«L’età media dei ragazzi accolti è aumentata», sottolinea Turra, «abbiamo solo un bambino di 8 anni, gli altri hanno tutti un’età compresa tra i 13 e i 17 anni». «Le problematiche più frequenti sono i disagi familiari momentanei, come i divorzi, le difficoltà economiche o la malattia», afferma Zucco, «il fenomeno dell’affido non sta aumentando, semplicemente c’è maggiore alleanza tra gli enti che erogano questo tipo di servizio, di conseguenza viene utilizzato di più».

Giovedì 5 giugno ci sarà la visita della nuova sede della comunità da parte delle famiglie interessate e delle autorità. Mercoledì 11 giugno alle 20.30 ci sarà la serata informativa aperta a tutti “We are a community”, nella quale gli operatori e i responsabili del progetto presenteranno la realtà della comunità educativa diurna per minori della cooperativa Portaperta di Belluno.

 

A CHI SI RIVOLGE

Il servizio è rivolto a minori/adolescenti, di entrambi i sessi e di età compresa tra i 6 e i 18 anni, che si trovano in situazione di disagio familiare, ritardo scolastico, a rischio di emarginazione.

L’inserimento avviene sulla base di un Progetto Quadro definito in sede di U.V.M.D (unità valutativa multi-disciplinare); i principali soggetti coinvolti in questo incontro sono i Servizi Invianti ( Tutela Minori, Consultorio familiare, Servizio Età Evolutiva,S.i.s.s…), il comune di residenza del minore, il medico di base e la comunità.

Qualora l’inserimento sia avvenuto prima dei 18 anni è possibile prevedere la continuità del percorso educativo nel servizio fino ai 21 anni.

Possono essere accolti anche minori, che presentano una disabilità fisica, psichica, sensoriale, inseriti all’interno di un programma di protezione sociale o di tutela giuridica.

CAPACITA’ DI ACCOGLIENZA

La Comunità educativa può accogliere fino ad un massimo di 10 minori compresenti nel rispetto dell’individualità e dei bisogni psico-affettivi.

GLI OBIETTIVI

La Comunità Educativa Diurna per minori/adolescenti “Portaperta” di Belluno si propone i seguenti obiettivi:

  • essere un servizio con finalità socio-educative, ricreative;

  • sostenere i minori nel percorso scolastico;

  • sviluppare interessi espressivi e professionali;

  • promuovere l’autonomia personale;

  • aiutare a ristabilire una relazione positiva con la famiglia di origine e l’ambiente sociale;

  • sviluppare un lavoro di rete con tutte le parti interessate, ed in particolare, le istituzioni, in un’ottica sistemico relazionale;

  • essere promotori di una cultura di prevenzione per minori/adolescenti a rischio da situazioni problematiche.

LAVORO DI RETE

Per la buona riuscita del progetto al fine di raggiungere gli obiettivi stabiliti, è fondamentale un lavoro di rete tra i vari soggetti coinvolti (famiglia, minore, assistente sociale, psicologo, insegnati della scuola, comuni)

 

GLI ORARI DEL SERVIZIO

Il servizio attualmente è aperto 5 giorni alla settimana: da lunedì a venerdì dalle ore 13.00 alle ore 19.00; gli orari del servizio possono subire delle variazioni tenendo conto delle richieste dei servizi invianti e delle esigenze dei ragazzi inseriti. L’apertura a 5 giorni è garantita al raggiungimento di tre inserimenti per l’intera settimana.

LA GIORNATA TIPO

PERIODO SCOLASTICO

PERIODO EXTRA – SCOLASTICO

comprensivo delle vacanze durante l’arco dell’anno scolastico e di quelle estive

13.00

Arrivi nel servizio

11.00

Arrivi nel servizio

13.30-14.00

Pranzo

11.00-12.30

Attività strutturate

14.00-15.00

Attività libere

12.30-13.00

Preparazione pranzo

15.00-17.00

Attività strutturate (compiti)

13.00-14.00

Pranzo

17.00-17.30

Merenda

14.00-15.00

Attività libere

17.30-19.00

Attività libere

15-00-16-30

Attività strutturate e merenda

18.30-19.00

Rientri

17.00

Rientri

LE ATTIVITA’ INTERNE

Le attività interne alla Comunità sono pianificate ed organizzate secondo gli obiettivi del servizio e quelli specifici definiti nel Progetto Educativo Individualizzato di ogni minore.

Esse comprendono:

  • giochi individuali e/o di gruppo;

  • attività didattiche (compiti scolastici, lettura di libri, visione di film);

  • colloqui individuali;

  • laboratori creativi;

  • organizzazione di feste.

LE ATTIVITA’ ESTERNE

Le attività esterne comprendono:

  • sport di squadra e gioco libero,

  • uscite ricreative e culturali sul territorio.

Ogni momento della giornata tipo e delle attività proposte ai minori nasce con mirati intenti educativi, che trovano realizzazione anche nel vivere la quotidianità con tempi definiti e regole condivise.

LE FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE

La Comunità Educativa diurna per minori/adolescenti “Portaperta” di Belluno garantisce la presenza di personale qualificato.

Lo standard medio garantito dal personale qualificato risponde alle richieste della normativa regionale di riferimento (L.g. 22/2002) e al mantenimento dell’offerta dichiarata nella presente carta.

Il personale presente è riconoscibile attraverso il cartellino, che ne riporta la qualifica e l’identità.

Sono presenti le seguenti figure professionali:

  • educatore professionale (con titolo o in formazione),

  • operatori socio sanitari (con titolo o in formazione).

Sono previsti i seguenti ruoli funzionali:

  • responsabile/coordinatore,

  • referente,

  • educatore di riferimento.

I VOLONTARI

Il servizio si può avvalere anche del supporto di persone volontarie, che adeguatamente valutate e formate possono apportare un grande aiuto.

Per quanto concerne le modalità d’impiego gli interventi dei volontari sono suddivisi nei seguenti ambiti:

  • ambito gestione della casa: fornisce un sostegno al personale dipendente nello svolgimento delle attività domestiche quotidiane, collabora nell’organizzazione di attività culturali, ludiche, ricreative, all’interno e all’esterno.

  • ambito educativo: partecipa all’ implementazione della progettazione educativa individualizzata attraverso strategie concordate con l’equipe degli educatori e sotto il loro diretto controllo.

  • ambito relazionale: si confronta con gli educatori, ha il contatto diretto con i minori accolti, accompagnandoli all’esterno della struttura per attività scolastiche, ludiche, sportive.

  • ambito professionale: partecipa alla formazione generale e specifica, agli incontri di verifica periodici sugli obiettivi del progetto.

 

 

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