
“Le lettere della Provincia autonoma di Bolzano alle imprese bellunesi con profferte vantaggiose sono un fatto gravissimo per il quale chiamo in causa la Lega Nord – afferma Giacomo Deon, presidente di Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno – , in quanto partito che governa il Veneto e soprattutto per conoscere le compatibilità di un processo federalista che, ahimè, si è fermato e che rischia di creare situazioni insostenibili.
Qualche riflessione è d’obbligo.
Prima di tutto – si chiede il presidente di Confartiganato Belluno – , come si configura il comportamento della Provincia autonoma di Bolzano nello scenario di uno Stato nazionale unitario?
La proposta bolzanina, che evidenzia in tutta la sua portata l’autonomia di quel territorio – alternativa a quella della Carinzia – mette in chiara evidenza la posizione di vantaggio della Provincia autonoma alto atesina, accentuando ancor più la necessità di un’attuazione concreta e veloce della specificità per la Provincia di Belluno, riconosciuta nello Statuto del Veneto ormai da un anno.
La posizione della Provincia di Bolzano, così come formulata, però sembra che sia dovuta a una condizione di svantaggio rispetto ad altri territori. E’ un paradosso quello che sta avvenendo: ci è dato di pensare che siano invertite le situazioni di svantaggio per quanto riguarda Bolzano rispetto all’Italia. Su questo tema, quella politica che si prefigge il federalismo deve fermarsi a riflettere per un impegno – prima di tutto culturale – verso il federalismo sì, ma senza perdere di vista il principio di uno Stato solidale.
Siamo al punto di essere arrivati alle guerre tra poveri facendo leva su rendite di posizione poco lungimiranti che creano fratture sul piano culturale prima che politico.
Sono convinto che con questo genere di speculazioni, soprattutto in questo momento di crisi, non si vada da nessuna parte. L’invito a insediare nuove aziende a Bolzano va letto anche come una dichiarazione di attenzione e sensibilità verso il tessuto economico e il suo ampliamento. Ma ciò deve essere fatto anche dal Veneto, assumendo analoghi atteggiamenti confortati da altrettanto significativi interventi.
Agli amministratori della Provincia autonoma di Bolzano vorrei, infine, far presente che non possono trattare i temi dell’economia come estranei e avulsi da quelli sociali. Per questo si assumono forti responsabilità politiche. Ritengo, infatti, che la politica debba guardare lontano, e questo vale anche per il Veneto, interpretando meglio oggi quei segnali (e le future conseguenze) di quei processi di forte disuguaglianza sociale che diventano giorno per giorno più rilevanti.
Chi ha tempo non aspetti tempo, dice un vecchio adagio. Per noi imprenditori – conclude Deon – l’attuale situazione sta diventando davvero insostenibile. Non a caso lunedì 28 gennaio a Belluno abbiamo convocato l’Assemblea straordinaria dei Consigli direttivi delle Associazioni di categoria per un’analisi oggettiva delle difficoltà e per consegnare alla politica un documento unitario. Ci attendiamo che i politici invitati a intervenire – con responsabilità – sappiano cogliere il nostro grido d’allarme, perché non possiamo permetterci errori: le conseguenze cadrebbero tutte sulle spalle dei Bellunesi”.
