
Sono passati sei mesi dall’insediamento della Giunta Massaro, un tempo più che equo per consentire ai suoi membri di conoscere il pianeta della Pubblica Amministrazione: in gergo, per capire da che parte si è girati, dopo che è finita la così detta luna di miele.
Capita così di leggere che si sono spesi 30.000 euro per le luminarie della città e che altra cifra consistente verrà spesa per la festa di Capodanno in piazza (e forse altri ancora se ne scuciranno per clonare i festeggiamenti in Nevegal): 3.000 euro, più le ore degli operai del Comune, sempre che il maltempo non costringa a montare il tendone.
Ma non era questo il sindaco che si stracciò le vesti contro Griglie Roventi: 7.000 euro, ma un ritorno pubblicitario e promozionale del territorio dal controvalore prossimo ai 100.000, alla luce dei passaggi ottenuti sulle televisioni nazionali e regionali. Panem et circenses tuonò il futuro sindaco. Ma a distanza di poco tempo ecco spuntare i Panettoni Roventi: senza coloranti, ci mancherebbe!
Intanto l’assessore Tomasi proclama il taglio dei contributi alle società sportive che rimarranno senza luce acqua e riscaldamento: non ci sono soldi. Ma come? Abbiamo appena subito il salasso dell’IMU, elevata dal Comune quasi ai massimi della tariffa; il Consorzio Adorable ha appena ricevuto uno stanziamento di 50.000 euro; il Comune ha appena deciso di fare la festa di capodanno. Ma non ci sono i soldi per garantire l’attività delle associazioni che fanno giocare a calcio i nostri ragazzi.
Capita poi di leggere l’assessore al turismo che lancia roboanti progetti: “bike sharing, piste ciclabili, albergo diffuso, politica turistica partecipata”: ma poi chiude dicendo ”che sono solo intenzioni, progetti per aria”. O il Presidente della Fondazione Teatri che dopo sei mesi di governance illustra il futuro dell’Ente in modo programmatico: “A questo punto il vero problema sarà capire che futuro vi sia per la Fondazione”.
Crozza farebbe dire al suo Bersani con accento emiliano: Ragazzi, non stiamo mica scherzando. Il disneyano Tamburino: “ Quando non sai che cosa dire, è meglio se non dici niente”. Fate voi.
Leonardo Colle
