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56 anni fa la tragedia alla Kent State: la Guardia Nazionale apre il fuoco sugli studenti, quattro morti

Kent, Ohio, 4 maggio 1970 – Quello che era iniziato come un grido di protesta contro l’espansione della guerra in Cambogia si è trasformato in un pomeriggio di sangue e terrore nel campus della Kent State University. In tredici secondi che cambieranno per sempre il volto del dissenso americano, la Guardia Nazionale dell’Ohio ha aperto il fuoco sulla folla, lasciando sul terreno quattro studenti senza vita e nove feriti.

Verso mezzogiorno, circa duemila persone si erano radunate nei pressi della Commons, l’area verde al centro del campus, nonostante il divieto di assembramento imposto dalle autorità. La tensione, accumulata in giorni di scontri e dopo l’incendio dell’edificio del ROTC (il corpo di addestramento per ufficiali di riserva), è esplosa quando circa cento uomini della Guardia Nazionale, armati di fucili M1 carichi, hanno tentato di disperdere la folla con i gas lacrimogeni.

Dopo aver inseguito i manifestanti verso un campo da atletica, i soldati hanno iniziato a ripiegare verso la cima della collina di Taylor Hall. Qui, alle 12:24, circa 28 militari si sono voltati e hanno scaricato i loro caricatori. Bilancio, 4 morti e 9 feriti.

“È stato un massacro improvviso,” racconta un testimone oculare. “Pensavamo sparassero a salve, poi abbiamo visto il cemento scheggiarsi e i ragazzi cadere. Non c’era alcun motivo per sparare.”

Il terreno, teatro delle proteste contro la recente decisione del Presidente Nixon di invadere la Cambogia, è ora segnato da pozze di sangue. Le vittime identificate sono:

Allison Krause, 19 anni

Jeffrey Miller, 20 anni

Sandra Scheuer, 20 anni

William Schroeder, 19 anni

Secondo le prime ricostruzioni, Scheuer e Schroeder non stavano nemmeno partecipando attivamente alla protesta, ma si stavano semplicemente recando a lezione tra un edificio e l’altro.

La sparatoria della Kent State segna il punto di non ritorno per il movimento anti-bellico. Le immagini che giungono dal campus – in particolare quella di una giovane donna che urla disperata sul corpo di Jeffrey Miller – stanno già facendo il giro del mondo, diventando il simbolo di una nazione in guerra con se stessa.

Mentre il governatore dell’Ohio, James Rhodes, aveva precedentemente descritto i manifestanti come “la peggiore sorta di persone che ospitiamo in America”, i critici ora accusano lo Stato di aver risposto con la forza letale a una generazione che chiedeva solo di essere ascoltata.

Il campus è stato immediatamente chiuso e gli studenti sono stati invitati a tornare a casa. Tuttavia, l’eco di questi spari promette di innescare uno sciopero studentesco senza precedenti in tutti gli Stati Uniti. Il “fronte interno” della Guerra del Vietnam non è mai stato così vicino e così tragico.

La band Crosby, Stills, Nash & Young dà voce alla tragedia. David Crosby mostra le foto pubblicate dalla rivista Life a Neil Young. Profondamente scosso, Young prende la chitarra e compone il pezzo in circa 15 minuti. “Ohio” diventa il grido di battaglia di un’intera generazione che si sente sotto attacco dal proprio stesso governo.

- Advertisement - Roberto Denart
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