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Inquinamento Vanoi, Bortoluzzi: “Nessun silenzio, ma azione a tutela del territorio. La protezione dell’acqua non si ferma ai confini provinciali”

Belluno, 18 marzo 2026 – “Non c’è alcun silenzio da parte della Provincia di Belluno, ma un’attenzione altissima che oggi si traduce in un atto formale e concreto.” Esordisce così Massimo Bortoluzzi, Consigliere delegato al Demanio Idrico per la Provincia di Belluno, annunciando l’invio di una lettera ufficiale ai vertici della Provincia Autonoma di Trento e, per conoscenza, alla Regione Veneto.

Al centro della questione c’è la discarica di “Ponte Ronco”, nel Comune di Canal San Bovo (TN), dove sono stoccati materiali provenienti dalla bonifica dell’ex scalo Filzi: sostanze pericolose come metalli pesanti, derivati del piombo e Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA).
Il rischio: un effetto domino fino alla pianura

“Le immagini della discarica a ridosso dell’alveo del torrente Vanoi parlano da sole,” spiega Bortoluzzi. “Il rischio chimico non è un affare privato di un singolo territorio: l’acqua segue il suo corso e il Vanoi confluisce nel Cismon e poi nel Brenta. Un eventuale sversamento colpirebbe prima la montagna bellunese per poi arrivare direttamente ai bacini irrigui della pianura veneta, compromettendo la sicurezza ambientale e agroalimentare di un’intera regione.”

Le richieste a Trento: trasparenza e sicurezza

Nella missiva inviata ieri, la Provincia di Belluno pone tre condizioni non negoziabili alla Provincia Autonoma di Trento:

Chiarimenti tecnici sulle modalità di isolamento e impermeabilizzazione della discarica.

Accesso ai dati dei monitoraggi effettuati finora sulla qualità di acqua e suolo.

Protocolli di sicurezza per la gestione di eventi meteorologici estremi, che potrebbero destabilizzare il sito.

Verso un “Punto Bianco” con ARPAV

Per non farsi trovare impreparata, l’Amministrazione Bellunese sta già muovendo i primi passi tecnici. “Ho avviato le interlocuzioni con ARPAV,” annuncia il Consigliere, “per valutare l’attivazione di stazioni di campionamento in territorio bellunese. È fondamentale stabilire oggi un ‘punto bianco’, ovvero un riferimento certo dell’attuale stato delle acque, per poter monitorare e contestare legalmente qualsiasi variazione futura.”
Impegno oltre i confini

“Anche se la discarica è in territorio trentino e fuori dalla nostra giurisdizione diretta, le conseguenze di una gestione errata ricadrebbero interamente sul Veneto e sui bellunesi,” conclude Bortoluzzi. “Chi riveste una carica istituzionale ha il dovere morale di agire oltre i confini amministrativi. La salute dei nostri cittadini e la protezione dei nostri corpi idrici sono priorità assolute: non resteremo a guardare.”

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