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Ponte Servizi in Bellunum. Associazione Vivaio Dolomiti: l’ombra dei debiti milionari sulla fusione

Secondo l’Associazione Vivaio Dolomini, nella classifica di chi fa peggio, la ex Ponte Servizi batte di gran lunga Bim Gsp 

Notizie di stampa riportavano passività di oltre mezzo milione di euro (marzo 2024) o di un milione di euro (dicembre 2024), cifre però riferite al dissesto dell’Unione montana stessa e non direttamente attribuite alle passività della sola Ponte Servizi prima dell’assorbimento

Belluno, 27 settembre 2025 – Mentre nei consigli comunali della Valbelluna si fa strada la delibera per l’incorporazione della ex Ponte Servizi S.r.l. nella società Bellunum, si levano voci critiche e allarmate in merito ai presunti oneri finanziari che l’operazione potrebbe comportare per i cittadini. L’Associazione no-profit Vivaio Dolomiti ha diffuso una nota stampa in cui solleva forti dubbi sull’opportunità di “inglobare” una società che, nonostante i premi vinti per l’efficienza della raccolta porta a porta, avrebbe accumulato un “buco di bilancio pauroso”.

Il paradosso di una società virtuosa
L’associazione non contesta i meriti ambientali di Ponte Servizi: il suo sistema di raccolta differenziata, infatti, aveva conquistato numerosi riconoscimenti. Tuttavia, Vivaio Dolomiti sottolinea il paradosso per cui a un sistema “virtuosissimo” sia corrisposto un debito “milionario”, che, a loro dire, sarebbe “molto più importante in proporzione a quelli di Gsp” (passività per 89 milioni di euro nel 2011).

La vera preoccupazione ruota attorno al rischio che tali passività vengano semplicemente trasferite, finendo per essere ripianate, come spesso accade, dalla collettività. “Siamo sicuri di inserire una società che ha creato debiti milionari in Bellunum?” si chiede l’associazione, paventando che, ancora una volta, “chi paga? Il cittadino come sempre?”.

L’ombra del fallimento dell’Unione Montana
La nota stampa getta anche un’ombra pesante sulle recenti vicissitudini dell’Unione Montana Belluno-Ponte nelle Alpi. Secondo Vivaio Dolomiti, l’Unione sarebbe stata “usata per coprire i debiti della società Ponte Servizi”, una dinamica che avrebbe portato al successivo fallimento dell’ente montano, oggi commissariato e coinvolto in indagini per “problematiche di natura contabile e finanziaria”.

L’Associazione ricorda di aver sollevato la questione e denunciato le presunte anomalie finanziarie già un decennio fa. La documentazione, che includeva atti di bilancio depositati in consiglio comunale dall’allora capogruppo di minoranza Daiana Broi, sarebbe stata inviata “alle varie procure, all’anti corruzione (al tempo guidata da Cantone) senza alcun esito”.

Richiesta di chiarezza e accertamento di responsabilità
Vivaio Dolomiti esprime forte rammarico per non essere stati ascoltati a suo tempo, soprattutto a fronte dell’accertamento del debito che ha richiesto la ricapitalizzazione della società da parte del Comune.

La nota si conclude con una duplice e perentoria richiesta alle istituzioni, chiedendo che sia usato lo “stesso metro di misura” applicato in altre vicende giudiziarie per i trasferimenti di risorse tra enti:

Accertamento Preliminare: Prima di dare il via libera all’inglobamento, si chiede che venga “accertato e dimostrato che la società pontalpina non porterà nella holding alcun debito”.

Verifica delle Responsabilità: Si esige che, “una volta per tutte”, vengano “accertate le responsabilità” per fare chiarezza su una situazione definita ormai “grottesca”.

L’associazione ribadisce la propria opposizione, anche nel caso in cui si trattasse di “solo un euro da pagare in più”, e attende risposte dalle autorità e dai Comuni coinvolti prima che l’operazione di fusione diventi irreversibile.

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