HomePrima PaginaSanità veneta. Liste d'attesa azzerate? Il CoVeSaP lancia l'allarme

Sanità veneta. Liste d’attesa azzerate? Il CoVeSaP lancia l’allarme

Belluno, 9 agosto 2025 – Dopo la recente notizia pubblicata sulla stampa locale riguardo la fine dei fondi aggiuntivi per smaltire le liste d’attesa in Veneto, il CoVeSaP (Comitato Veneto sanità pubblica) esprime forti perplessità. Secondo la Regione l’emergenza sarebbe terminata, ma il comitato, forte dell’esperienza maturata con i suoi 51 Sportelli “Diritto alle cure” e i circa 200 volontari, solleva una serie di dubbi.

I ricorsi non diminuiscono
Il primo, e più evidente, segnale di allarme arriva proprio dall’attività degli sportelli. Contrariamente a quanto affermato dalla Regione, il numero di ricorsi presentati alle Aziende ULSS non è affatto calato. Le segnalazioni riguardano soprattutto le lunghe attese per le prestazioni con codice di priorità D (30 giorni) e ritardi significativi per esami diagnostici cruciali come risonanze magnetiche, TAC, colonscopie e gastroscopie. Anche le visite specialistiche in settori come Cardiologia, Oculistica e Dermatologia continuano a subire ritardi consistenti.

Il CoVeSaP si chiede come sia possibile dichiarare la fine dell’emergenza se queste criticità persistono, e sottolinea come in questi calcoli non vengano incluse le visite di controllo, essenziali per la gestione dei pazienti cronici e per monitorare l’andamento di diverse patologie.

Il fenomeno delle “liste di galleggiamento”
Un altro punto critico sollevato dal comitato riguarda le cosiddette “liste di galleggiamento”. In molti casi, la richiesta di prenotazione al CUP non viene accettata immediatamente e l’utente viene invitato a richiamare o a ripassare. Questo meccanismo può ripetersi più volte, e il risultato è che il conteggio dei tempi di attesa non parte mai. In questo modo, le richieste non vengono registrate, e il cittadino si trova nell’impossibilità di far valere il proprio diritto a una prestazione nei tempi previsti, rendendo di fatto inefficace il monitoraggio ufficiale.

Numeri che non tornano
Il CoVeSaP mette in discussione anche i numeri forniti dalla Regione: come è possibile che, in così poco tempo, il numero di domande in lista d’attesa sia crollato da 500.000 a sole 7.500? Il comitato sottolinea che i suoi sportelli continuano a gestire ricorsi per attese di anche 10 giorni, un fatto che stride con la dichiarazione di un “azzeramento” delle liste.

Finanziamenti e sospetti politici
L’articolo solleva un’ultima e più polemica riflessione, chiedendosi se la dichiarazione di azzeramento delle liste d’attesa non sia in realtà una scusa per interrompere i finanziamenti al privato convenzionato. Inoltre, con l’avvicinarsi del rinnovo del Consiglio regionale, il comitato non esclude che si tratti di una mossa di propaganda elettorale. Come recita la chiosa dell’articolo, “Pensar male è peccato, ma a volte ci si azzecca…”.

A farne le spese, conclude il CoVeSaP, sono centinaia di migliaia di persone malate, costrette a rivolgersi al privato, a intasare i Pronto Soccorso con codici bianchi o, nel peggiore dei casi, a rinunciare del tutto alle cure.

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