Ne “vittimismo” ne “complessi di inferiorità”: abbiamo solo smesso di farci prendere in giro!
I Bellunesi e molti altri veneti hanno risposto in massa scrivendo, affrancando e spedendo la cartolina indirizzata a Venezia: più di 8000 cartoline sono partite ed ognuno ha scritto ciò che non si fa per la Sanità Pubblica!
Un giornalista chiese a Tina Anselmi: Fino a quando ci sarà il SSN?
Lei rispose: “Fino a quando ci sarà qualcuno a difenderlo”!
Il Comitato “Giù le mani dalla sanità bellunese” non le manda a dire al presidente della Regione del Veneto e dichiara:
“È veramente sconfortante leggere le affermazioni di Luca Zaia di questi giorni, a proposito del ‘vittimismo dei bellunesi’, forse in risposta alle tantissime cartoline gli sono state recapitate.
Sa di presa in giro subire queste tirate d’orecchie, questi inviti a stare al nostro posto, ogni volta che gli amministratori semplicemente fanno il loro lavoro: come ad esempio riaprire, con una cerimonia in pompa magna, un ospedale chiuso da oltre un anno con gravi disagi per pazienti e i soliti gravi timori che la chiusura fosse definitiva. Come se non fosse la prima volta.
Come se fosse una cosa straordinaria (e in parte difatti lo è…), come se fosse un atto di benevolenza verso noi montanari che ci lamentiamo sempre, e soprattutto è fastidioso ricevere questi “consigli”, questi inviti a non avere “complessi di inferiorità, a non lamentarci, che anche questa volta tanti milioni sono stati spesi per noi, milioni dei cittadini peraltro non del regnante di turno.
Caro Zaia, cara Lanzarin, cari amministratori tutti/e: il nostro non è vittimismo, perché l’elenco degli innumerevoli, continui e sempre maggiori disagi che, come utenti della sanità, subiamo è lunghissimo.
Quello che sappiamo è che anche oggi centinaia di persone hanno appreso che una visita importante non potrà essere fatta prima dei prossimi 9 mesi/un anno. Che in centinaia hanno dovuto macinare chilometri e perdere ore ed ore per un esame, o un prelievo, o una visita a un loro caro, perché hanno la sfortuna di abitare nei lembi estremi della provincia.
Che altrettante sperano di non venire colpite da un male la cui cura dipenda da una tempestivo soccorso, perché si sa che a seconda di dove abiti la possibilità di non arrivare in tempo c’è.
Che tante persone con un disagio mentale e le loro famiglie, anche oggi sono state abbandonate a loro stesse.
Sappiamo anche delle assurde condizioni di lavoro di Medici, infermieri, personale sanitario che, difatti, sciopera per dare un segnale che la situazione è ormai al limite.
Della disattenzione verso gli operatori e verso i pazienti della sanità che deriva da mancati investimenti in personale, strutture e cure adeguate.
Sappiamo che dal 2012 gli ospedali di Pieve e di Agordo sono ospedali che non garantiscono più l’urgenza ed emergenza, essendo stati privati della chirurgia h24 e della cardiologia h24, facendo sì che non venga garantita la salute nel caso di malattie tempo dipendenti (infarto, ictus, un distacco di placenta). E se piove l’elicottero non parte…
I sevizi nei nostri ospedali vengono, da anni, “silenziosamente” ridotti. Magari come nel caso di Psichiatria a Feltre in cui non si parla ufficialmente di chiusura, ma di “sospensione”…, o di tutti quei servizi che anche dopo il 2010 sono piano piano depotenziati .
Quello che ci teniamo a dire – conclude il Comitato Giù le mani dalla sanità bellunese – è che abbiamo smesso di farci prendere in giro e continueremo a lottare perché siamo consce e consci che, come è sempre stato, i diritti non ci vengono elargiti bonariamente da qualche regnante, ma vanno conquistati da tutte e tutti, impegnandosi, partecipando, lottando e soprattutto non voltando la testa dall’altra parte perché tanto ci hanno detto che tutto va bene, che bisogna essere positivi, che non dobbiamo fare le vittime.
Come nel caso della paventata chiusura dei reparti di Neurologia: in provincia esistono ancora, nonostante i piani di chiusura, proprio perché qualcuno non ha taciuto, si è dato da fare e non ha chinato la testa!
