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Capitozzatura degli alberi in Alpago. Domanda al sindaco e a Veneto Agricoltura: come intendete intervenire?

Fine ottobre 2023, una bella giornata autunnale che invita ad esplorare i colori dell’autunno in riva al lago di S. Croce nell’Alpago, zona turistica per noi nuova. Percorriamo così la ciclabile che corre lungo la spiaggia di Farra d’Alpago e rimaniamo subito piacevolmente colpiti dalla esposizione delle bellissime foto partecipanti alla rassegna “Lago photo Fest Alpago”. Proseguiamo, poi, sino all’elegante ponte sospeso sul torrente Tesa e, altra bella sorpresa, poter ammirare le opere di Land Art realizzate dal Gruppo Operativo Giovani di Alpago inserite nelle radure lungo il percorso. Le deviazioni all’interno dell’oasi naturalistica ci consentono di ammirare questo ambiente umido particolare ricco di equiseti, salici, ontani e ne siamo conquistati. Proseguiamo completando il giro passando da Puos d’Alpago, con qualche collegamento ciclabile non sempre continuo e ben segnalato ma l’interessante ambiente naturale visitato ci fa tornare alla nostra auto di buon umore e felici di aver trovato un angolo del nostro territorio prealpino ben preservato e valorizzato.

Si riparte per tornare a casa quando, nel percorrere la strada che lascia il lago ed un campeggio alle spalle, vedo alcuni operai intenti al taglio di un lungo filare di piante. Mi fermo per chiedere il motivo che ha imposto l’eliminazione di questi alberi, forse una malattia, la necessità di allargamento della strada o altro. Gli operai mi informano che, in realtà, non stanno tagliando gli alberi ma li stanno potando. Allibito dalla loro risposta, comunico loro che ormai da diversi anni tutte le scuole di potatura, in Italia ed in Europa, prevedono di non capitozzare più gli alberi come accadeva nel passato, ma di lasciare alcune branche che permettano di mantenere una situazione di equilibrio fisiologico nella pianta e che dimostrino, al turista che passa, l’attenzione degli operatori nel rispettare il paesaggio naturale e la dignità di un essere vivente vegetale che non merita di essere così violentato. Alla mia domanda se hanno un tecnico che li segue in questa operazione mi rispondono che i tecnici sono loro e, con atteggiamento scanzonato, mi dicono che, fino a quando non avranno finito la miscela, continueranno imperterriti nella loro azione.

Giornata rovinata e come turista mi porto a casa una immagine di un Comune che da una parte dimostra di valorizzare con capacità e buon gusto una bellissima area naturalistica e dall’altra che devasta un patrimonio arboreo che resterà deturpato per anni, proprio in una zona di grande affluenza turistica.

Resta un quesito che vorrei sottoporre al sindaco del Comune di Alpago, ai responsabili di Veneto Agricoltura che dovrebbero formare e controllare adeguatamente questi operatori e perché no, anche ai bravi giovani del Gruppo Operativo Alpago: come intendete intervenire? Se la risposta sarà il silenzio, avremo già tutti capito!

Dottore Forestale Andrea Delmonego

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