
“La proposta arrivata da Innsbruck va sicuramente tenuta in forte considerazione: parliamo di un impianto internazionale funzionante, che richiede pochi milioni di euro per una piena funzionalità, a fronte di un investimento di diverse decine di milioni – qualcuno dice anche oltre 100 – e una vera e propria corsa contro il tempo per quello di Cortina. È tempo di dire addio ai campanili: la guerra con l’Austria è finita da decenni, bisogna cogliere l’occasione per delle Olimpiadi veramente sostenibili”.
Il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti accoglie con favore la proposta arrivata da Innsbruck di utilizzare l’impianto austriaco per le gare olimpiche del 2026.
“Parliamo di un impianto utilizzato per le gare di Coppa del Mondo: se c’è da superare qualche inghippo tecnico e burocratico, di tempo ce n’è a sufficienza. La gara andata deserta per Cortina, con una cordata di imprenditori che ha rinunciato a presentare la propria offerta lamentando proprio i tempi troppi stretti per la realizzazione dei lavori, dovrebbe far riflettere”, continuano dal movimento. “Senza entrare nei rapporti politico-diplomatici tra Innsbruck, Fondazione e gli altri soggetti, ci auguriamo che la proposta venga approfondita, dal punto di vista economico, tecnico ed ambientale, e non scartata a priori ma realmente tenuta in considerazione, anche per il considerevole risparmio di risorse che comporterebbe e che potrebbero essere dirottate su altri interventi “olimpici” e necessari al nostro territorio: sono infatti indispensabili e urgenti interventi infrastrutturali, non solo sul fronte della viabilità, che a partire dalla stessa Cortina possano portare i centri bellunesi a un livello almeno comparabile con quello delle aree turistiche di Trento e di Bolzano. Se le Olimpiadi “vaste” di Milano-Cortina coinvolgeranno per eventi di grande importanza anche la Valtellina, la Val di Fiemme e il Sud Tirolo, che poco o nulla c’entrano con la denominazione, non vediamo perché in un’ottica di collaborazione e di sostenibilità tra territori alpini Innsbruck non debba potersi giocare le sue – ottime – carte”.
