L’incremento elevato della temperatura, con il generale allarme climatico, coinvolge anche la nostra provincia, dove in numerosi luoghi di lavoro, all’aperto e al chiuso, le temperature arrivano a volte a superare i 35 gradi.
Dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro e dalle attività maggiormente esposte alle alte temperature giungono notizie preoccupanti circa lo stato in cui i lavoratori operano, facendo sobbalzare gli indicatori di rischio dello stress termico e conseguentemente mettendo in pericolo la loro sicurezza e la loro salute.
Lo sottolinea in una nota Alberto Chiesura, segretario generale FILCAMS CGIL BELLUNO.
Lavorare a temperature elevate causate da ondate di calore, senza la gradualità necessaria affinché il corpo si abitui, aumenta lo stress fisico e mentale, aumentando conseguentemente anche il rischio di collassi.
Preme ricordare, purtroppo, che questi eventi non sono una novità di oggi ed è probabile che gli stessi possano acquisire stabilità per i prossimi periodi estivi. Garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, onere delle imprese, grandi o piccole che siano, significa anche monitorare le temperature a cui sono sottoposti i lavoratori, mettere in atto tutte quelle strategie, come indicate ad esempio dai protocolli ULSS-SPISAL (utilizzo di sistemi di raffrescamento, intervento sulle turnazioni, introduzione di sistemi di rotazione per le lavorazioni più gravose, informazione ai lavoratori sui rischi, fornire adeguate scorte di acqua e sali minerali e locali rinfrescati dove poter spezzare i turni, anche con un aumento della pause) e, qualora gli interventi non consentissero comunque di ridurre il rischio, sospendere l’attività produttiva. L’INPS e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, già intervenuti
nel 2022, hanno esteso la causale per l’intervento della Cassa Integrazione per “eventi meteo”, anche alle elevate temperature, considerando come elevate, non solo le temperature che superano i 35 gradi ma facendo riferimento a quella “percepita” (quindi anche più bassa) e permettendo in tal senso l’intervento dell’ammortizzatore per la sospensione dell’attività.
Invitiamo il sistema produttivo ad una maggiore attenzione nella attività di monitoraggio e in quella di intervento immediato, con tutti i mezzi disponibili.
Attività produttiva e sicurezza dei lavoratori devono andare di pari passo! Il problema non deve essere sottovalutato!
