Confartigianato Belluno plaude al Decreto Sostegni, che nelle ultime ore ha ricevuto il via libera da parte del Governo. Apprezzato soprattutto il metodo utilizzato, che allarga la platea delle imprese e soprattutto del mondo artigiano coinvolto dalle misure di beneficio. In particolare piacciono il superamento dei codici Ateco e l’introduzione di meccanismi di calcolo più equi, con coefficienti premianti per le pmi.

«Gli aiuti saranno compresi tra un minime di 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per le persone giuridiche e un massimo di 150.000 euro per beneficiario – spiega il direttore di Confartigianato Belluno, Michele Basso -. I contributi andranno alle imprese che nel 2020 hanno perso almeno il 30% del fatturato medio mensile rispetto al 2019, quindi calcolati su una percentuale del calo, indipendentemente dal codice Ateco dell’attività».

«Misure decisamente valide – aggiunge la presidente, Claudia Scarzanella -. Adesso però è necessario che l’erogazione dei contributi sia rapida, perché le imprese sono in grande difficoltà. E non nascondiamo che andrebbe incrementata la quantità di risorse da destinare agli imprenditori, in particolare per i settori più colpiti, dalla moda al legno-arredo fino alla filiera del turismo, particolarmente importante per il territorio bellunese. Purtroppo, le restrizioni che si sommano a quelle già pagate nei mesi scorsi, e destinate ad accompagnarci fino a Pasqua, rischiano di essere un’altra mazzata per la grande maggioranza delle attività, tale da rendere insufficienti i ristori e gli aiuti. Rimane valido quello che diciamo da tempo: non si tratta di chiedere assistenzialismo, ma solo quella boccata di ossigeno che ci permette di andare avanti in un momento particolarmente difficile. La nostra volontà rimane quella di lavorare, perché è la cosa che gli artigiani sanno fare meglio. In questo senso, ben vengano le rassicurazioni del premier Draghi sull’intensificazione della campagna vaccinale, perché è lo strumento che ci permetterà di tornare presto alla normale vita quotidiana e professionale. Nel frattempo, ci auguriamo che questo periodo di crisi possa diventare l’occasione per una profonda e rivoluzionaria azione su fiscalità, tassazione e burocrazia, in grado di rimettere il Paese al passo con i tempi».
