“Una deroga per i piccoli negozi di vicinato chiusi”. Il presidente Veneto e di Belluno di Usarci, Franco Roccon, scrive al prefetto del capoluogo dolomitico. Il rappresentante regionale degli agenti di commercio torna sul tema delle botteghe di quartiere, su cui già si era speso a gennaio con un intervento arrivato anche su Rete4 e Rai 3. Questo è il momento della riscoperta dei piccoli esercizi sotto casa e Roccon vorrebbe che il Governo chiudesse un occhio e concedesse un po’ di libertà d’azione.
“Al termine del 2019 – si legge nella lettera inoltrata nella giornata di martedì -, molti esercizi commerciali presenti nelle piccole frazioni, quasi una cinquantina nel solo Bellunese, hanno abbassato le saracinesche definitivamente causa dell’enorme peso burocratico e di tassazione oltre alle imposizioni fiscali di tenuta degli scontrini fiscali in zone raggiunte con difficoltà dai servizi internet adeguati. In questo particolare momento di grave incidenza dell’epidemia che obbliga tutti a rimanere in casa, questa tipologia di servizi alimentari e commerciali danno la possibilità di non spostarsi dalla propria frazione o luogo di residenza, di fare la spesa nell’esercizio più vicino”.
Da qui la richiesta del presidente perché il Governo intervenga con una speciale licenza provvisoria o una deroga fino alla fine del 2020 per permettere ai negozi frazionali chiusi nel 2019 di riaprire l’attività, avendo ancora a disposizione gli immobili e le scaffalature. “Questa misura – spiega Roccon – sarebbe un importante segnale verso il mondo del commercio e, inoltre, permetterebbe alla popolazione di spostarsi molto meno per gli acquisti alimentari. Condivido il ringraziamento rivolto nei giorni scorsi dal presidente di Confcommercio Belluno Paolo Doglioni ai negozianti, impegnati a prestare un servizio che prima di tutto è sociale. Grazie di cuore”.
La lettera oltre che al prefetto è stata inviata anche ai parlamentari bellunesi.
