
Illustre Signor Ministro,
sono il sindaco di Borgo Valbelluna, oggi divenuto, dopo l’unione degli estinti Comuni di Mel, Lentiai e Trichiana, il paese che ospita dagli Anni Sessanta, la fabbrica di compressori per frigoriferi, costruita con i fondi della ricostruzione dopo la tragedia del Vajont, che per lunghi anni è stata la più importante al mondo per volumi, tecnologia e occupati e che, dopo essere stata spogliata dai fondi speculativi che l’avevano rilevata da Electrolux nel 2003 e dopo essere stata salvata grazie all’amministrazione straordinaria nel 2014 e
ceduta al gruppo pubblico cinese di Wanbao, oggi versa di nuovo in gravi difficoltà.
Coordino il Comitato di Sorveglianza Socio-istituzionale, un organismo che “inventammo” nel 2013 con il commissario straordinario di ACC e che da anni consente a tutti i Comuni del territorio, alla Provincia di Belluno, alla Regione Veneto e a tutti i parlamentari bellunesi di lavorare con formidabile coesione per mantenere in vita il patrimonio industriale e occupazionale dello Stabilimento perché da sempre sinonimo di affidabilità e patrimonio di qualificata esperienza.
Da quando, alla fine di settembre dello scorso anno, la proprietà cinese ha annunciato la chiusura della fabbrica, c’è stato uno sforzo corale di tutte le istituzioni, dei sindacati, dei lavoratori, della popolazione, persino della Chiesa, per trovare una soluzione. E la soluzione è stata trovata, proprio nel Suo Ministero e con il Suo Ministero, con un patto istituzionale condiviso: fermare la chiusura, accompagnare l’Azienda, con il consenso della sua proprietà, verso l’amministrazione straordinaria e affidare da subito al commissario
ACC, di dr. Maurizio Castro, manager molto esperto del settore e assolutamente credibile a livello internazionale, il mandato pieno e forte di relazionarsi con clienti e fornitori per garantire la continuità produttiva, in attesa di assumere formalmente l’incarico di commissario di Italia Wanbao ACC.
Improvvisamente, senza alcuna motivazione e spiegazione, Lei annulla il percorso comune intrapreso per sei mesi, smentisce clamorosamente i Suoi colleghi di Governo e la Sua struttura che erano stati protagonisti di quel patto istituzionale e individua come Commissario Giudiziale una professionista la cui assoluta inesperienza nell’ambito di business industriali a livello internazionale è clamorosamente evidente.
Non posso qui tralasciare questo straordinario lavoro d’intesa, improvvisamente da Lei vanificato, scaturito da questa singolare sinergia promossa dal Ministro D’Incà e dall’Assessore regionale Elena Donazzan ai quali va tutta la nostra stima e gratitudine per l’impegno che sempre hanno dimostrato a questo territorio e in particolare a questa realtà industriale.
Lo sconcerto dei mercati di fronte a un episodio di incredibile inaffidabilità del Governo Italiano è già percepibile e può portare a breve all’abbandono dei programmi di affidamento a Mel di importanti volumi produttivi che erano stati conseguiti proprio in questi mesi.
Tutto il tessuto produttivo che ruota attorno a Italia Wanbao ACC, i lavoratori, i sindacati e l’intero territorio sono fermamente convinti che, in questo particolare momento, per la complessa e difficile situazione di questa realtà industriale, c’è solo un manager, individuata nella figura del dr. Maurizio Castro, che può avere quella competenza e determinazione necessari per tentare di risollevare le sorti industriali ed occupazionali di questo stabilimento.
Lei comprende certamente come io e i cittadini che rappresento non possiamo accettare in silenzio che il destino di 300 famiglie della nostra comunità (senza contare il vasto indotto) e quello di un elemento forte della stessa identità sociale e culturale del nostro territorio siano messi a rischio da scelte del Suo dicastero totalmente opache e incomprensibili.
Sono altrettanto convinto che Lei non può assumersi la responsabilità di una possibile desertificazione del sito produttivo di Mel che non sarà solo industriale, ma anche civile e sociale, perché accompagnata da un impoverimento ed indebolimento, anche demografico, della nostra comunità.
Pur comprendendo le difficoltà del momento e il conseguente Suo grande impegno nell’emergenza COVID19, voglio tuttavia sperare che, da uomo delle istituzioni qual è, mi potrà spiegare subito e con chiarezza le ragioni di una scelta che contraddice radicalmente il lavoro comune portato avanti in questi mesi.
Diversamente non potrei che leggerlo come un atto ostile, gravissimo, perpetrato nei confronti di questo territorio e della sua gente, che certamente non potrà essere né dimenticato né perdonato.
Il Sindaco
(Ing. Stefano CESA)
