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Casse di espansione sul Piave nelle Grave di Ciano. Cunial: “Bottacin scarica colpe su Zaia. E’ evidente che si vuole favorire l’estrazione di milioni di mc di ghiaia e salvaguardare le distese di prosecco”

Sara Cunial, deputato

Sulla questione delle casse di espansione sul Piave a Ciano del Montello, interviene l’onorevole Sara Cunial, del Gruppo Misto, che riassume l’intera vicenda.

“In merito alle ultime dichiarazioni dell’assessore Regionale all’ambiente Bottacin, cerchiamo di ricostruire esattamente qual è il punto della questione riguardo alla realizzazione delle casse di espansione sul Piave, nelle Grave di Ciano.

L’assessore Bottacin sostiene che: “(…) la scelta di dare priorità al bacino di Ciano da parte del presidente del Consiglio dei Ministri è testualmente riportata nell’ordinanza n. 3906 del 13 novembre 2010, documento successivo alla pubblicazione, avvenuta in gennaio del 2010, del piano stralcio a cui la Cunial invece fa riferimento». Nell’ordinanza n. 3906 è scritto: “Nel frattempo tra gli invasi di laminazione previsti una posizione di priorità va riservata alle casse di espansione realizzabili nelle Grave di Ciano con un volume di accumulo dell’ordine di 35-40 milioni di metri cubi”. (…)”

L’assessore della Lega Bottacin fa riferimento ad un’ordinanza che non dice assolutamente nulla delle Grave di Ciano. L’ordinanza OPCM 3906 del 13 novembre 3010 riguarda i “Primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto nei giorni dal 31 ottobre al 2 novembre 2010.” Chiaramente l’ordinanza non dà istruzioni riguardo agli interventi strutturali da eseguire in prevenzione delle esondazioni del Piave.

La frase a cui si riferisce l’assessore Bottacin: “Nel frattempo tra gli invasi di laminazione previsti una posizione di priorità va riservata alle casse di espansione realizzabili nelle Grave di Ciano (nota 13) con un volume di accumulo, dell’ordine di 35-40 milioni di m3” è riportatata invece a pagina 30 della Relazione di Sintesi del “Piano delle Azioni e degli Interventi di Mitigazione del Rischio Idraulico e geologico” della Regione Veneto del 30 marzo 2011. Questo documento, predisposto ai sensi dell’art. 1 comma 3 lettera g) dell’ordinanza n. 3906 del 13 novembre 2010, ha indicato per le casse di espansione da realizzare sul fiume Piave un sito diverso da quello che riporta la stessa nota 13 e che è la scelta definitiva del Piano Stralcio per la Sicurezza Idraulica del Medio e basso corso del fiume Piave approvato dal Governo con D.P.C.M. 02.10.2009, dove si attesta invece la maggiore idoneità del sito di Ponte di Piave in maniera chiara ed incontrovertibile.

Il Piano degli Interventi (e la relativa Relazione di Sintesi) è stato firmato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, “Commissario delegato per il superamento dell’emergenza derivante dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto dal 31 ottobre al 2 novembre 2010”.

Capisco la confusione dell’assessore che si riferisce all’ordinanza del 2010 dell’allora Presidenza del Consiglio del Governo Berlusconi, anno in cui, non dimentichiamolo, l’allora ministro dell’Agricoltura Luca Zaia ed il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, si sono scambiati poteri, responsabilità e poltrone tra Roma e Venezia. Comprendo quindi l’assessore Bottacin che decide di recitare le parole del Piano di Interventi firmato dal presidente Luca Zaia, doppiamente coinvolto!

È evidente che motivazioni serie e giustificabili non ce ne sono e tutti abbiamo ormai capito che la volontà di realizzare le casse a Ciano è essenzialmente rivolta a favorire l’estrazione di milioni di mc di ghiaia, salvaguardare le distese di prosecco con cui in questi anni si è riempita l’area golenale destinata al fiume e, non da ultimo, dare l’impressione di voler risolvere con urgenza il rischio idraulico nel basso Piave facendo leva sulle preoccupazioni di quelle popolazioni per recuperare consenso elettorale e dare un chiaro segnale politico in vista delle prossime elezioni regionali e del terzo ed ultimo mandato. Nulla a che vedere con le indicazioni tecniche date dal Piano Stralcio.

L’assessore e la Giunta possono ancora rimediare. Dovere delle istituzioni locali e nazionali è quello di ascoltare la popolazione e riportare nelle sedi opportune le istanze dei cittadini e degli amministratori locali, soprattutto se, come nel caso del sindaco di Crocetta appartengono alla stessa forza politica, sostenendone il tentativo di fermare questa ennesima “barbarie calata dall’alto” – conclude Cunial.

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