Venezia, 16 novembre 2019 – Sono decine gli uomini della Protezione Civile regionale e centinaia i volontari al lavoro in tutta la Regione per far fronte ai disagi provocati dal maltempo di questi giorni. Attivati 144 Centri Operativi Comunali (COC) dei quali 30 in provincia di Belluno, 2 in provincia di Padova, 5 in provincia di Rovigo, 26 in provincia di Treviso, 6 in provincia di Venezia, 68 in provincia di Vicenza e 7 in provincia di Verona. 73 sono le squadre di volontari già operativi in tutto il Veneto.
Ieri sera tutta l’area montana è stata colpita da forti precipitazioni, in particolare nel feltrino dove si sono registrati danni a fabbricati e alberi abbattuti, che hanno provocato anche un ferito. Le zone più interessate sono state quelle dell’alto vicentino e l’area dolomitica bellunese. Alcune strade sono state chiuse in Comelico e Misurina è rimasta isolata per diverse ore per la caduta di alberi.
A fronte dell’allerta arancione, tutti i fiumi e i corsi d’acqua del Veneto sono monitorati costantemente. Il Piave, dopo aver superato il primo livello di guardia a Ponte di Piave, sta lentamente defluendo. Qualche preoccupazione destano anche Livenza e Tagliamento confermata anche dalla segnalazione di allerta arancione arrivata dal Friuli Venezia Giulia. Per quanto riguarda il bacino Brenta-Bacchiglione, i livelli sono cresciuti, ma senza mai superare il terzo livello di guardia, anche grazie alla decisione di svasare il lago del Corlo durante le ore di tregua, in modo tale che durante le fasi di precipitazione intensa ci sia la possibilità di invasare, limitando la portata del Brenta.
Attenzione massima, quindi, da questa sera in area dolomitica per rischio valanghivo, forti precipitazioni e vento e lungo i principali corsi d’acqua, osservati speciali da parte del Sistema di Protezione Civile Regionale.
