
Roma, 29 maggio 2019 – «Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, ascoltato oggi in audizione in commissione Federalismo fiscale, ammette i ritardi del governo sul tema dell’autonomia differenziata. All’orizzonte non c’è nessun cronoprogramma, né alcun documento ufficiale. Come Partito democratico abbiamo chiesto che della questione venga ufficialmente interessato il Parlamento». Lo afferma il deputato bellunese Roger De Menech.
«Da 18 anni si lambiccano su varie ipotesi di autonomia», rimarca De Menech. «Non ne hanno approvata una che sia una anche perché il primo passo, stabilire i costi e fabbisogni standard e i livelli delle prestazioni da delegare alla Regioni, non è mai stato fatto».
Durante il suo intervento in commissione, il deputato bellunese ha ricordato l’importanza dell’attuale passaggio istituzionale: «Sono un federalista convinto e credo che l’autonomia possa avvicinare i servizi ai cittadini e dare un grado di maggiore efficienza alla pubblica amministrazione. Però è chiaro che viviamo questo momento storico, schiavi di una visione sull’autonomia drogata dal passato e oggi probabilmente qualche partito deve mettersi un po’ di cenere sul capo. Perché ricordo che non più tardi del 2017 c’erano regioni che approvavano leggi chiedendo i nove decimi del gettito fiscale. Questo, che ha consentito ad alcuni partiti di raccogliere grandi quantità di consenso nei territori, è oggi uno dei tappi che impedisce di trovare una maggioranza più o meno larga in Italia, disponibile ad approvare i percorsi autonomisti disegnati dalle stesse regioni».
De Menech ha invitato Giorgetti a riflettere anche del modello di autonomia: «Dentro le intese tra Stato e Regioni vengano fissati i paletti perché non si sostituisca un centralismo statale con un centralismo regionale, ma che l’autonomia sia davvero a servizio dei territori e delle comunità. Faccio l’esempio del bollo auto, tassa che di recente la Corte Costituzionale ha deliberato di completa autonomia regionale. Nei territori dove i cittadini sono obbligati a utilizzare l’auto per mancanza di mezzi pubblici, tassiamo i veicoli a uso privato esattamente come nelle grandi dove ci sono ferrovie, autobus, metropolitane, tram? Ecco perché dentro le intese ci vuole un input politico che salvaguardi il principio di sussidiarietà verso i territori e quindi le regole della pianura non possono essere le medesime per la montagna».
