HomeCronaca/PoliticaDalle “astronavi” di Mattei ai carrelli della spesa

Dalle “astronavi” di Mattei ai carrelli della spesa

L’immagine futurista dell’ex distributore Agip di via Vittorio Veneto, diventata virale sul gruppo Facebook “Belluno, attualità e politica” con oltre 10.000 visualizzazioni in meno di 24 ore, riaccende il dibattito

Stazione Agip di via Vittorio Veneto a Belluno (maggio 2022 prima della demolizione della pensilina a sbalzo)
Ex stazione Agip di viale Certosa a Milano dopo il restauro

Belluno, 28/03/2026 – Se un’immagine pubblicata su Facebook totalizza oltre 10.000 visualizzazioni in meno di 24 ore in una città di 35.000 abitanti frazioni comprese, significa che ha toccato un nervo scoperto. Parliamo dell’ex stazione di servizio Agip di via Vittorio Veneto a Baldenich e del progetto per la costruzione di un nuovo supermercato nell’area Agip dismessa. Un’elaborazione digitale, che ritrae l’edificio con un look futurista ispirato all’originale, ha scatenato la nostalgia dei cittadini per un pezzo di storia che se ne va.

Il mito della “Bacciocca”

C’era un tempo in cui fare rifornimento era un rito della modernità. Negli anni ’50, Enrico Mattei affidò all’architetto Mario Bacciocchi il compito di dare un volto all’Agip. Nacque così il modello “Bacciocca”: non un semplice prefabbricato, ma un’astronave di cemento armato con pensiline a sbalzo audaci che sembravano pronte a spiccare il volo.

Tra Vittorio Veneto e Belluno, due di queste strutture gemelle hanno condiviso lo stesso destino:

  • Vittorio Veneto (2007): La stazione di viale Matteotti è stata la prima a cadere per far spazio all’ipermercato Emisfero.
  • Belluno (2022): Dopo anni in cui la stazione di via Vittorio Veneto non interessava a nessuno, l’area viene acquisita da un imprenditore che intende realizzare un supermercato della catena Kanguro. Una mattina d’estate le ruspe abbattono la pensilina in cemento armato. Nasce la protesta con assemblee di quartiere, ricorsi, interrogazioni in consiglio comunale. E siamo al 2026 con la questione ancora aperta.

L’esempio di Milano: quando l’auto diventa arte

Mentre a Belluno ci si interroga sul futuro dell’area, altrove queste strutture vengono celebrate come monumenti. L’esempio più celebre è quello di Milano, in viale Certosa (piazzale Accursio). Qui, una stazione Agip (il modello di punta, dall’architettura più prestigiosa) ma della stessa filosofia e firma del Bacciocchi, è stata salvata dal degrado grazie a un restauro filologico monumentale. Oggi quella struttura è diventata Garage Italia, un hub creativo e ristorante di design firmato dall’architetto Michele De Lucchi su iniziativa di Lapo Elkann. L’ex distributore è ora un’icona internazionale che ospita eventi e alta cucina, dimostrando che il patrimonio industriale può generare valore economico senza essere cancellato.

Resta da vedere se Belluno vorrà continuare a demolire il proprio Novecento o se, guardando a Milano, troverà il coraggio di scommettere sulla bellezza.

(rdn)

 

 

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