Feltre, 21 marzo 2026 – Si chiama prescrizione sociale ed è una pratica ormai diffusa nel Regno Unito dove i medici possono “prescrivere” attività come corsi di pittura, giardinaggio, gruppi di lettura e teatro, per affrontare situazioni di ansia, solitudine, depressione.
L’autrice di un saggio che lavora all’University College London – Daisy Fancourt – descrive bene l’impatto che la pratica di attività creative ha sulla salute e sul benessere delle persone. Per comodità l’abbiamo riassunto scegliendo alcuni dati salienti: – 22% di riduzione del cortisolo; l’ormone dello stress; – 30% dei livelli di due marcatori dell’infiammazione ( IL-6 e TNF); 5/6 anni di ritardo nell’invecchiamento celebrale per chi si impegna con costanza in attività come fare musica, danza e arte; si riducono del 2,4 % i disturbi comportamentali negli adolescenti e del 48% il rischio di sviluppare depressione in chi partecipa ad attività culturali una volta al mese.
Perché si sa il presupposto è molto semplice ma spesso è trascurato: molti disagi psicofisici hanno origine anche dalla solitudine, dall’isolamento e dalla mancanza di legami sociali.
Come Comitato Feltrino abbiamo sentito la grave “solitudine” delle famiglie quando la nostra ULSS1 ha deciso di chiudere il reparto psichiatrico di Feltre. I volontari delle Associazioni Tuttiincampo di Feltre e il gruppo Il Gabbiano, dell’associazione AITSaM di Belluno, hanno affrontato la fragilità e il disagio di molte persone in cura e con l’arte hanno creato laboratori di lettura e teatro per coloro che la nostra società rende spesso “invisibili”. Hanno parlato del loro lavoro, “guidando” gli utenti delle Comunità e dei Centri diurni durante le letture, i referenti dei rispettivi laboratori Lino Disano a Feltre e Nanni Dorigo a Belluno.
Come comitato abbiamo solo aggiunto che “ il bello fa sempre bene” e che la poesia ha fatto, anche in questa giornata Internazionale 2026, da collante fra chi frequenta questi laboratori e chi legge ad alta voce o scrive per passione, ma anche con tutti i presenti che si sono voluti aggiungere e prendere posto ai leggii o ad ascoltare.
La Poetry Slam (a cui è stato aggiunto il titolo “Speranza e Fantasia”) è una forma culturale nata a Chicago nel 1984 grazie al poeta Marc Smith ed è una sfida di poesia “spoken word”: parole in rima con uno stile diretto e incisivo necessario a raggiungere facilmente e a far riflettere il pubblico.
A vincere anche quest’anno , con l’iniziativa della lettura di poesie in piazza, sono state la presenza, le relazioni e l’emozione che come speravamo hanno “bucato “ il silenzio e lo stigma verso il disagio psichico.
Molti sono stati coloro che si sono avvicinati al microfono e i ringraziamenti sono andati alle scuole – in particolare il liceo Scientifico Dal Piaz – che hanno diramato a tutte le classi l’opportunità ai propri studenti di partecipare all’iniziativa, ai gruppi di lettori/lettrici – poeti/poetesse “I Caratteri Atipici”, “Radica APS”, “Siamo Tutti poeti o presunti tali”, “Le Resistenti” e chi frequenta il LoCo Locale Comune, lo spazio dove ha sede anche il Comitato, impegnati tutti sui temi della pace, delle “nuove” resistenze nel mondo e in Palestina, di lavoro e sindacalismo di base, di ambiente e di socialità, appunto.
Ancora una volta abbiamo voluto ricordare che la bellezza e la cura sono dei diritti e non dei privilegi. E come tali devono ricevere le dovute attenzioni.
Ancora una volta abbiamo voluto dare “vita” a questa città e simbolicamente aperto le “gabbie” per far uscire le persone e con esse le emozioni affinché si sentissero libere, spontanee e senza pregiudizi.
Abbiamo voluto dare voce alla speranza, alla fantasia, attraverso le parole ma anche con i corpi che raccontano la propria storia.
La “sfida” è stata tra chi crede nell’importanza dell’ascolto, nell’inclusione e nella condivisione e chi vuole riconosciuta la propria specificità, la propria sensibilità e la propria energia: tutti ne sono usciti vincenti!
Abbiamo voluto condividere il desiderio ma anche la necessità di “stare bene” e far sentire l’apprezzamento per come si è.
Come ha scritto qualcuno che era presente : “oggi dispieghiamo le ali e cinguettiamo sereni e liberi: diamo ali alle emozioni” .
Lo abbiamo fatto utilizzando la splendida cornice di Piazza Maggiore, in una pubblica piazza all’aperto, perché, di questi tempi, ci sembra che i dementi – come scriveva Alda Merini – siano altrove, poco lontani da qua, a far la guerra.
Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute
