Belluno, 16 marzo 2026 – Un tesoro di quasi 48 milioni di euro rimasto, per ora, sulla carta, una battaglia legale che arriva fino a Strasburgo e la gestione di un territorio che fa dell’acqua la sua risorsa più preziosa. È questo il quadro delineato oggi dal Presidente della Provincia, Roberto Padrin, e dal consigliere delegato Massimo Bortoluzzi, nella relazione annuale sullo stato del Servizio Acque.
Il dato più eclatante emerso dal bilancio 2026 riguarda i rapporti con il colosso energetico Enel. Tra quote fisse e variabili (il cosiddetto “canone binomio”) e la monetizzazione dell’energia gratuita, il credito vantato dalla Provincia a partire dal 2023 ammonta a 47.864.748,59 euro.
Nonostante l’incasso effettivo dei canoni nel 2025 sia stato di circa 17 milioni, resta aperta una voragine di somme dovute ma contestate. «La Corte di Cassazione, con una sentenza dell’11 febbraio scorso, ha però tracciato una via chiara — spiegano Padrin e Bortoluzzi — confermando che l’aumento dei canoni e l’obbligo di cessione dell’energia sono legittimi per tutte le concessioni, anche quelle in corso. Non è una tassa, ma il giusto corrispettivo per l’uso di un bene pubblico sottratto alla collettività».
Una “macchina” complessa: oltre 1.000 concessioni
Il Servizio Acque, guidato dalla dirigente Antonella Bortoluzzi, gestisce una mole di lavoro imponente con un organico che ha sofferto un forte turn-over negli ultimi anni. I numeri parlano di un territorio “idratato” dall’energia:
-
141 derivazioni idroelettriche (tra grandi e piccole);
-
917 concessioni non idroelettriche (uso potabile, industriale, irriguo);
-
Oltre 400 riconoscimenti di derivazioni storiche.
Questi canoni non sono solo numeri: rappresentano la linfa vitale per finanziare la difesa del suolo, la lotta al dissesto idrogeologico e la manutenzione delle scuole bellunesi.
Il “caso Vajont” e la nuova centralina
Tra i punti caldi della relazione spunta il progetto della ditta Welly Red per una nuova centralina idroelettrica sul torrente Vajont. Un’opera quasi interamente interrata e in caverna, che sfrutterebbe il salto di 120 metri della galleria di scarico a valle della diga. Il progetto, ora al vaglio della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), prevede una pista di cantiere risalente l’alveo e il rilascio di una portata costante per preservare la cascata esistente.
Il futuro del “piccolo idroelettrico”
Sul fronte delle piccole centraline (sotto i 3 MW), la Provincia ha scelto la linea della prudenza. Dopo anni di incertezze sulla Direttiva Bolkestein, una recente memoria dell’Avvocatura Generale dell’Unione Europea sembra dare ragione al territorio: la produzione di energia è la “produzione di un bene” e non un servizio, sottraendo così i rinnovi automatici (prorogati dalla Regione Veneto al 2029) alle rigide regole delle gare europee.
Diga del Vanoi: la posizione di Belluno
Non è mancato un riferimento alla diga del Vanoi. La Provincia ha ribadito la sua partecipazione attiva al dibattito pubblico, presentando osservazioni tecniche puntuali (l’ultima lo scorso 31 ottobre) per tutelare gli interessi e la sicurezza delle vallate bellunesi di fronte a un progetto che continua a sollevare forti dubbi sul territorio.
Il commento: «Il mantenimento dei canoni idrici è fondamentale per la sopravvivenza dei nostri servizi — hanno concluso Padrin e Bortoluzzi — Continueremo a presidiare ogni tavolo, da Venezia a Bruxelles, perché l’acqua di Belluno deve restare una risorsa dei bellunesi».
1. Focus: Una nuova “centrale invisibile” sotto la Diga del Vajont
Il progetto presentato dalla ditta Welly Red (attualmente in fase di verifica di assoggettabilità a VIA) rappresenta una sfida ingegneristica notevole, mirata a sfruttare l’energia residua del torrente Vajont senza alterare visivamente un luogo dal profondo valore storico e simbolico.
I dettagli tecnici del progetto
L’impianto non toccherà il corpo della diga, ma si innesterà a valle. Ecco i punti cardine:
-
Sfruttamento delle acque: La captazione avverrà poco prima dello sbocco della galleria di scarico del “lago residuo C”, sfruttando un salto di circa 120 metri.
-
Impatto Zero Visivo: Tutte le opere principali (centrale di produzione, vasca di carico, condotta forzata) saranno ricavate all’interno del versante roccioso. Al termine dei lavori, nulla sarà visibile dall’esterno.
-
La “Cascata” salvaguardata: Per non cancellare l’attuale cascata generata dall’acqua in uscita dalla galleria, il progetto prevede il rilascio costante di circa 50 litri al secondo.
-
I tempi: Il cantiere, che prevede anche una pista temporanea nell’alveo del torrente partendo dal Ponte Roste, dovrebbe durare tra i 20 e i 22 mesi.
2. Focus: La “Battaglia dei milioni” contro Enel
La relazione del Presidente Padrin mette in luce un contenzioso economico senza precedenti per la Provincia di Belluno, che vede contrapposti l’ente pubblico e il Gruppo Enel su due fronti: il canone binomio e la monetizzazione dell’energia.
Il calcolo del credito (Somme dovute dal 2023)
La Provincia rivendica cifre che cambierebbero radicalmente le capacità di spesa del territorio:
| Voce di credito | Importo dovuto |
| Quota Fissa (differenze 2023-2025) | € 9.274.455,95 |
| Quota Variabile (canone binomio) | € 30.644.964,30 |
| Monetizzazione (energia gratuita) | € 7.945.643,34 |
| TOTALE COMPLESSIVO | € 47.864.748,59 |
Perché la Provincia è ottimista?
Nonostante i 25 ricorsi pendenti e l’opposizione di Enel, la giurisprudenza recente (sentenza n. 2995/2026 della Cassazione) ha fissato tre principi che blindano la posizione della Provincia:
-
Universalità: Il nuovo canone si applica a tutte le concessioni, anche quelle già in corso di validità.
-
Natura del pagamento: Non è una tassa, ma una componente del “prezzo” che il privato paga per usare un bene di tutti (l’acqua).
-
Legittimità Regionale: Le Regioni (e per delega la Provincia di Belluno) hanno il pieno potere di determinare queste quote per finalità di interesse pubblico.
Cosa succede ora?
Mentre i tribunali amministrativi (TRAP e TSAP) dovranno confermare l’esecutività di questi pagamenti, la Provincia continua a gestire ordinariamente oltre 1.000 concessioni idriche, i cui proventi (circa 17 milioni già incassati nel 2025) restano la prima fonte di finanziamento per la sicurezza dei corsi d’acqua e delle scuole bellunesi.
Report incassi Provincia di Belluno – Anno 2025
Dati riferiti al Servizio Acque e Demanio
| Categoria Entrata | Dettaglio / Provenienza | Importo Incassato (€) |
| Idroelettrico | Canoni (di cui € 12 mln da ENEL) | € 13.166.829,67 |
| Idroelettrico Interregionale | Derivazione Torrente Cismon | € 851.928,61 |
| Usi non Idroelettrici | Potabile, Industriale, Irriguo, ecc. | € 1.183.078,72 |
| Sovracanoni Enti Rivieraschi | Quota 25% spettante alla Provincia | € 806.462,85 |
| Materiale Litoide | Estrazione da alveo (Genio Civile) | € 677.278,11 |
| Occupazione Suolo | Aree demaniali (Genio Civile) | € 307.884,06 |
| Attingimenti Precari | Licenze temporanee (es. innevamento) | € 6.659,81 |
| Taglio Legna | Aree demaniali (Genio Civile) | € 7.492,13 |
| TOTALE INCASSATO | € 16.968.427,31 |
Nota sul bilancio e crediti pendenti
È fondamentale distinguere tra quanto effettivamente entrato (la tabella sopra) e quanto previsto o contestato:
-
Stanziamento a Bilancio 2026: La Provincia ha prudenzialmente previsto un’entrata di € 16.350.000.
-
Contenzioso ENEL: Oltre agli incassi ordinari, restano “congelati” dai ricorsi circa € 47,8 milioni (canone binomio e monetizzazione energia).
-
Agevolazioni: Si ricorda che le concessioni per l’innevamento artificiale beneficiano di una riduzione del canone del 75% per sostenere il settore sciistico locale.
Dettaglio delle 917 concessioni non idroelettriche attualmente attive
La risorsa acqua è distribuita capillarmente sul territorio, non solo per la produzione di energia, ma per il sostentamento civile, industriale e turistico.
Suddivisione Concessioni non idroelettriche (Totale: 917)
| Tipologia d’Uso | Numero Concessioni | Note e Dettagli |
| Uso Potabile SII | 338 | Gestite dal Servizio Idrico Integrato (acquedotti pubblici) |
| Uso Potabile non SII | 213 | Approvvigionamenti privati o frazionali |
| Uso Igienico e assimilati | 178 | Servizi, strutture ricettive e usi civili minori |
| Uso Industriale | 115 | Di cui 38 specifiche per l’innevamento artificiale |
| Uso Irriguo | 48 | Agricoltura e manutenzione del verde |
| Piscicoltura | 25 | Allevamenti ittici sul territorio |
Punti di attenzione
-
L’Innevamento tecnico: Nonostante le 38 concessioni industriali dedicate all’innevamento rappresentino una piccola quota numerica, la loro gestione è cruciale. Nel 2025, per garantire le gare delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 sulla pista Olympia delle Tofane, la Provincia ha dovuto rilasciare licenze di attingimento temporaneo per sopperire alla scarsità di neve naturale, con portate medie di 80 litri al secondo.
-
Le “Derivazioni storiche”: All’interno di queste 917 pratiche, oltre 400 sono “Riconoscimenti” di diritti d’uso antichissimi (alcuni risalenti a titoli legittimi antecedenti al 1884). La Provincia sta portando a termine il lungo processo di regolarizzazione amministrativa di queste utenze.
-
Il Deflusso ecologico: Tutte queste derivazioni devono oggi sottostare alle nuove normative ambientali che impongono di lasciare nei torrenti una quantità d’acqua sufficiente alla vita degli ecosistemi (il minimo deflusso vitale), una sfida tecnica costante per il Servizio Acque.
Approfondimento dedicato alla struttura operativa (personale), alla gestione delle cave e ai dettagli del contenzioso legale
1. Il Personale: una struttura sotto pressione
Il Servizio Acque e Ambiente ha affrontato una profonda trasformazione organica. Dal passaggio di competenze del 2016, la struttura ha dovuto gestire un carico di lavoro crescente con risorse umane spesso instabili.
-
L’Organico Attuale: Sotto la direzione di Antonella Bortoluzzi e del caposervizio Marco Purpora, operano 9 funzionari (di cui 2 a tempo determinato e uno in part-time).
-
La Crisi del Turn-over: Dal 2016 ad oggi, ben 10 persone hanno lasciato il servizio per pensionamenti o trasferimenti verso la Regione. A fronte di queste uscite, c’è stata una sola sostituzione con personale regionale nel 2025.
-
Nuove Competenze: Nonostante la riduzione di personale storico, i funzionari devono oggi gestire adempimenti molto più complessi rispetto al passato, come la valutazione del rischio ambientale e il controllo del deflusso ecologico.
2. Gestione cave e materiale litoide
Il Servizio si occupa anche della gestione delle risorse estrattive e della pulizia degli alvei, attività fondamentali per la sicurezza idrogeologica.
-
Estrazione materiale litoide: Nel 2025 sono stati incassati 677.278,11 € per l’estrazione di ghiaia e sassi dai fiumi, un’attività che serve anche a mantenere corretta la sezione degli alvei.
-
Taglio legna: Un’attività minore in termini economici (7.492,13 €), ma vitale per la prevenzione delle ostruzioni dei ponti durante le piene.
-
Personale dedicato: La vigilanza sulle cave è affidata a personale che opera in condivisione con il Servizio Acque (Loris Dell’Agnola), a testimonianza della trasversalità delle competenze richieste.
3. Focus contenziosi: lo stato dei giudizi
La Provincia è impegnata in una complessa battaglia legale per difendere la legittimità dei propri incassi.
-
Numero di ricorsi: Dal 2016 sono stati affrontati 25 ricorsi, con una concentrazione massima negli ultimi due anni a causa delle nuove norme sui canoni.
-
Il “Fronte Enel”:
-
6 ricorsi principali promossi da Enel Produzione e Enel Green Power contro le richieste di pagamento.
-
2 nuovi ricorsi notificati recentissimamente (3 febbraio 2026) riguardanti la monetizzazione dell’energia per l’anno 2024.
-
-
Gli Organi giudicanti:
-
TRAP (Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche): Competente per le opposizioni ai pagamenti (molti giudizi sono attualmente sospesi in attesa dei gradi superiori).
-
TSAP (Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche): Competente per l’annullamento delle delibere regionali (DGRV).
-
Cassazione: L’ultimo grado che, con la sentenza n. 2995/2026, ha finalmente dato ragione agli enti pubblici, creando un precedente fondamentale.
-
Tabella riassuntiva: i pilastri della gestione legale-amministrativa
| Area | Sfida Principale | Stato / Dato Saliente |
| Personale | Carenza organico e turn-over | 10 uscite dal 2016; 1 solo rimpiazzo regionale. |
| Cave/Alvei | Manutenzione e introiti | Incassati € 677k da materiale litoide nel 2025. |
| Contenzioso | Opposizione grandi concessionari | 25 ricorsi totali; vittoria chiave in Cassazione (2026). |
| Normativa | Nuovi obblighi ambientali | Introduzione Valutazione Rischio e Deflusso Ecologico. |
