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Belluno. Anziana truffata dal finto maresciallo: catturati e arrestati due uomini

La Polizia di Stato recupera il bottino da 30.000 euro nascosto in un B&B. Fondamentale la collaborazione della famiglia e la rapidità della Squadra Mobile.

Belluno, 5 febbraio 2026 – Una messinscena studiata nei minimi dettagli, degna di un copione cinematografico, ma con un finale decisamente diverso da quello sperato dai malviventi. Lo scorso 2 febbraio, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini di origini campane che erano riusciti a sottrarre circa 325 grammi d’oro a un’anziana di 81 anni residente a Belluno.

La trappola: “Suo marito è nei guai”

Il metodo utilizzato è ormai tristemente noto come il “Finto Carabiniere”, ma in questo caso la variante è stata particolarmente subdola. La vittima ha ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo della stazione di Sedico, il quale ha riferito una storia allarmante: la targa dell’auto del marito era stata clonata e utilizzata per una rapina a una gioielleria.

Per rendere credibile il racconto e isolare la donna, i truffatori hanno messo in atto un doppio gioco:

  • Hanno convinto il marito a recarsi immediatamente in caserma per chiarire la sua posizione.

  • Hanno avvisato l’anziana che “personale in borghese” sarebbe passato da casa per controllare se i gioielli di famiglia corrispondessero a quelli rubati nella rapina.

Sotto pressione e confusa, la donna ha consegnato monili e ricordi di una vita per un valore stimato di circa 30.000 euro.

Il blitz e il recupero del bottino

Mentre il truffatore si dileguava con l’oro, il marito e la figlia della donna, giunti realmente dai Carabinieri di Sedico, hanno scoperto l’amara realtà: non c’era nessuna indagine in corso. È scattata così la segnalazione alla Squadra Mobile e all’U.P.G.S.P. di Belluno.

Le indagini sono state lampo. Gli agenti hanno individuato l’auto dei sospettati – una vettura Citroen nera a noleggio partita da Napoli – intercettando il primo uomo (42 anni, pluripregiudicato) mentre tentava di allontanarsi. Il secondo complice (34 anni, incensurato) è stato invece rintracciato in un B&B di Belluno, dove i due avevano stabilito la loro base operativa. All’interno della struttura è stata recuperata l’intera refurtiva, già restituita con sollievo all’anziana vittima.

I provvedimenti: dal carcere al foglio di via

Per i due uomini si sono aperte le porte del carcere di Baldenich. Dopo l’udienza di convalida, il Giudice ha disposto la misura degli arresti domiciliari.

Oltre al procedimento penale, il Questore di Belluno Roberto Della Rocca ha emesso una misura di prevenzione amministrativa: il foglio di via obbligatorio. I due soggetti non potranno rimettere piede nel comune di Belluno rispettivamente per i prossimi 4 e 3 anni.

 La Polizia rinnova l’appello a non consegnare mai denaro o gioielli a sconosciuti, ricordando che nessuna Forza dell’Ordine richiede pagamenti o verifiche di preziosi a domicilio.

L’esito positivo è attribuito alla tempestività dell’intervento delle volanti, alla sinergia investigativa tra uffici e all’utilizzo di fonti tecniche locali (telecamere private, banche dati interforze).
Viene confermato il modus operandi ricorrente di questi gruppi: telefonate prolungate per disorientare le vittime, uso di più telefoni e spostamenti rapidi .

L’attività d’indagine proseguirà sull’analisi dei telefoni e sui possibili legami organizzativi più ampi.

 

 

 

 

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