
Come si costruisce il futuro? Più o meno come fa il medico con il paziente: analizza la situazione, emette la diagnosi, propone la terapia e poi la segue, passo passo, vicino alla persona che ha in cura. È quello che siamo chiamati a fare noi. È quello che iniziamo a fare oggi: analizzeremo la situazione, cominceremo ad emettere la diagnosi, proporremo la terapia e poi la costruiremo insieme. Ma soprattutto, seguiremo passo passo il paziente. Che è il nostro territorio, la nostra provincia, oggi pronta ad accogliere le Olimpiadi e Paralimpiadi e chiamata poi ad allungare l’effetto benefico dei Giochi, per costruirsi il proprio futuro. Un territorio che è montano – e lo sappiamo – e che deve trasformare questa caratteristica da problema a opportunità. Per farlo, ha bisogno delle forze migliori. Ha bisogno di tutte le componenti istituzionali, politiche, amministrative, sociali e produttive. Oggi cominciamo quindi il percorso verso gli Stati Generali. Nel 1789, alla vigilia della rivoluzione francese, il re aveva convocato gli stati generali per superare la crisi che attanagliava il regno di Francia. Oggi le crisi sono diverse, alcune già esplose, altre latenti. Non è necessaria una rivoluzione nel senso di quella francese, ma vogliamo una rivoluzione che sia culturale, di pensiero, di impostazione.
PREMESSA
Oggi partiamo dall’analisi. E credo sia un punto di partenza fondamentale, anche per decidere cosa vogliamo fare dei livelli di governance del territorio. Tanto più a oltre dieci anni di distanza dalla Legge 56/2014, la famigerata Delrio che ha riformato le Province. La prima fase degli Stati Generali quindi si concretizza oggi con la convocazione della Conferenza degli Enti pubblici bellunesi, prevista dall’art. 74 del nostro Statuto, allargata alla partecipazione degli esponenti e rappresentanti delle istituzioni pubbliche in Provincia di Belluno che serva da base per le successive fasi.
La realizzazione di questa Conferenza vede anche la preziosa partecipazione degli esperti, che in passato abbiamo chiamato “Saggi”, già coinvolti nella redazione dello statuto provinciale dopo la legge Delrio nel 2015 e in rilevanti momenti istituzionali della vita della Provincia; mi riferisco a Maurizio Busatta, a Diego Cason, a Enrico Gaz e al prof. Giancandido De Martin cui va il mio più sentito ringraziamento per la collaborazione in tutti questi anni, svolta a titolo gratuito dimostrando il forte senso di appartenenza alla comunità. Ci siamo poi avvalsi anche della Cgia di Mestre, anch’essa già coinvolta in passato, che grazie alla sua comprovata esperienza e specializzazione, fornirà un rilevante supporto nell’elaborazione dei dati e nell’affiancamento nel processo di individuazione e svolgimento dei temi e identificazione delle priorità per il territorio. Ma un grazie speciale va a tutta la struttura della Provincia, guidata dalla segretaria generale Daniela De Carli, dal direttore Michele Artusato, dai nostri dirigenti e dipendenti, che dimostrano quotidianamente grande professionalità e attaccamento all’ente. Un pensiero lo voglio fare anche ai miei consiglieri provinciali, che con spirito di servizio, lo ricordo, svolgono il ruolo a titolo gratuito, mi supportano nelle varie deleghe cui ho affidato loro.
A seguito di questa Conferenza e sulla base di quanto oggi emergerà, si prevede di costituire successivamente Tavoli tematici coordinati per preparare un documento programmatico volto a definire le strategie per lo sviluppo strategico del territorio, ai sensi del comma 86 della L 56/2014, che orienti le future politiche dell’Ente; sarà un percorso partecipativo nel corso del quale avranno voce i rappresentanti delle categorie economiche, delle parti sociali, dei portatori di interessi.
PERCHÉ QUESTA INIZIATIVA OGGI?
Perché stiamo attraversando una fase di grandi cambiamenti che vede aperti temi di grandissimo rilievo per lo sviluppo del nostro territorio. Perché le Olimpiadi siano una leva di sviluppo, non un punto di arrivo. Perché vogliamo dare forma compiuta a un ente Provincia in grado di guidare le trasformazioni e lo sviluppo del territorio da qui ai prossimi anni. Perché immaginiamo una Provincia ancora casa dei Comuni e dei sindaci, ma sempre più capace di erogare servizi agli enti locali, in una logica di sana e costante collaborazione con tutti gli attori del territorio. Perché vogliamo superare nei fatti, e mi auguro anche nella forma giuridica, con il ritorno all’elettività (nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato il ritorno delle Province nella Regione Friuli Venezia Giulia ed è questo un segnale estremamente significativo in tal senso), la riforma Delrio, che ha trasformato il nostro ente. L’ha depotenziato certo, ma ciononostante siamo riusciti a fare moltissime cose, che sarebbe impossibile citare oggi. Ne dico solo tre: la gestione dei dissesti e delle frane; i grandi interventi di edilizia scolastica, che hanno dato e stanno dando scuole nuove, accoglienti e sicure per i nostri studenti e gli insegnanti; e i progetti di area vasta realizzati con i Fondi di confine, tra cui interventi di grande respiro in campo sanitario e socio-economico.
FUNZIONI E RIORDINO TERRITORIALE
Da dove si parte? Dalle funzioni che oggi la Provincia esercita e da quelle che potrebbe esercitare. Dai fondi a disposizione (su tutti, quelli del demanio idrico) e quelli che potrebbero o dovrebbero arrivare (penso al raddoppio dei canoni idrici, disposto da legge regionale, alla monetizzazione degli extracanoni, ma anche a quanto potrebbe garantire la nuova legge sulla montagna).
Oggi le funzioni fondamentali attengono alla Pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, alla pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale;
Costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
Programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale;
Gestione dell’edilizia scolastica;
Controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.
Inoltre per la Provincia di Belluno, in base all’art.1, comma 86, della Delrio:
- a) cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata in base alle specificità del territorio medesimo;
- b) cura delle relazioni istituzionali con province, province autonome, regioni, regioni a statuto speciale ed enti territoriali di altri Stati, con esse confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti.
La previsione del comma 86, ha consentito alla Provincia di operare, a differenza di altre, in ambiti molto più vasti incontrando però il limite delle risorse disponibili, oltreché del rispetto delle competenze di altri Enti, favorita, non va dimenticato, dall’utilizzo su legge regionale del 100% dei Canoni idrici che ammontano a circa 15 milioni l’anno, il cui 30% può essere utilizzato come spesa corrente per il personale.
Va poi evidenziato il processo avviato dalla Regione, la quale – pur avendo riconosciuto la specificità della Provincia di Belluno con la Legge regionale 25/2014 – ha promosso una serie di iniziative, in particolare in attuazione della Legge regionale n.30 del 30 dicembre 2016, finalizzate alla ri-allocazione in capo alla Regione stessa delle funzioni non fondamentali.
Allo stato attuale, per la Provincia di Belluno:
– con DGR 819 dell’8.6.2018 si è sancito il trasferimento della funzione del sociale, alla ULSS n. 1 con decorrenza 1.8.2018;
– con DGR 830 dell’8.6.2018 si è sancito il passaggio della funzione turismo alle strutture regionali con decorrenza 1.1.2019; con DGR n. 1997 del 21.12.2018, comunicata all’Ente in data 31.12.2018, tale termine è stato prorogato all’1.4.2019; con lo stesso provvedimento la Regione ha deciso di trasferire gli uffici alla sede della Camera di Commercio di Belluno;
– in attesa di conoscere tempi e modalità del passaggio del Servizio provinciale di Vigilanza alla Regione che, con la citata L.R.30 ha istituito il Servizio Regionale di vigilanza, la gestione di questa fase avviene in base a convenzioni sottoscritte con la Regione Veneto stessa; attualmente la convenzione vigente ha scadenza al 31.12.2027; il gran lavoro fatto in tal senso con i nostri uffici ha portato l’implementazione dell’organico della Polizia provinciale che vanta ora 27 agenti, gran parte dei quali giovani e motivati.
– in data 28.8.2018 è stata approvata la legge regionale n.30 di delega alla Provincia di Belluno della funzione caccia e pesca. Per la sua attuazione è stata sottoscritta apposita convenzione con la Regione stessa che individua le funzioni delegate alla Provincia e disciplina gli aspetti legati al personale (che rimane alle dipendenze regionali e opera in avvalimento a favore della provincia) e alle risorse. Anche in questo caso è la convenzione in scadenza al 31.12.2025 è stata rinnovata.
Ulteriori importanti deleghe riguardano le funzioni della Difesa del Suolo, Servizio Acque, Cultura e Tutela delle minoranze linguistiche, per la quale abbiamo costruito un percorso virtuoso di valorizzazione e autonomia gestionale.
Da questo quadro emergono già alcune riflessioni:
– la prima attiene al ruolo della Provincia di Belluno nel quadro del riordino territoriale promosso dalla Regione del Veneto che prevede, quali ulteriori enti intermedi, oltre ai Comuni, le Unioni Montane, il cui 1. Gennaio 2027 vedrà l’avvio del loro riordino, gli ATS, il cui percorso di costituzione ha visto ieri un importante confronto con l’assessore regionale Paola Roma e che proseguirà, ne sono convinto, nel segno della condivisione per uno dei settori strategici per il futuro del nostro territorio, ovvero il sociale, ma anche i GAL, sempre più operativi e a supporto degli enti locali. Questo è un tema che va approfondito partendo dalla visione del ruolo che si intende assegnare alla Provincia quale ente di programmazione e/o di gestione di servizi a supporto ai Comuni;
– la seconda attiene al rapporto con la Regione del Veneto con la quale va riaperto un tavolo di confronto circa le funzioni delegate e le risorse disponibili, nell’ottica di costruire una Provincia ancora più forte e ancora più a servizio dei Comuni, come detto prima, quale ente di coordinamento tecnico-amministrativo-politico, tanto più in un momento storico dove le difficoltà di reperire personale tecnico rendono ancor più problematico tradurre le risorse in attività amministrativa e opere pubbliche. Da questo punto di vista è anche importante un’analisi comparativa con altre province, in particolare Sondrio e Verbano-Cusio-Ossola, per evitare di apparire “vittimizzati” e per capire la valenza dei problemi se solo locali o regionali.
PRIORITA’ E PROPOSTA DI TAVOLI TEMATICI
Dopo questo cenno agli aspetti dell’organizzazione e delle funzioni del nostro Ente, guardiamo alle necessità del territorio, un territorio bellissimo che si distingue per le bellezze naturali, la cultura e molti altri aspetti, ma che presenta tutta la sua fragilità se leggiamo i dati sullo spopolamento, sulla criticità del vivere in montagna, sul tema dei servizi, della mobilità, della residenzialità. E se guardiamo anche alle crisi industriali che vengono avanti (e al rallentamento di alcuni settori manifatturieri strategici per il nostro territorio) sul quale abbiamo il dovere di vigilare e condividere azioni forti per la loro tutela.
Le considerazioni strategiche che vorremo che i tavoli tematici sviluppassero attengono dunque ai fattori che favoriscono le condizioni per vivere e lavorare in montagna, ne indico alcuni:
- Il tema dei fondi dei comuni confinanti
Rappresenta una priorità per la Provincia di Belluno, evidenziando il rischio di modificare l’intesa per trasformare i fondi in spesa corrente a causa del budget elevato e l’attività parlamentare che ciò comporterebbe. È emersa la proposta già avanzata al Ministro Roberto Calderoli di trasformare una parte dei fondi di confine per progetti specifici anche in spesa corrente, come l’Investi-Scuola o i grandi eventi.
- L’idroelettrico
Il rinnovo delle concessioni, in scadenza al 2029 è in maniera inconfutabile una questione fondamentale per il territorio provinciale cosi come lo sono anche i temi legati alla ridefinizione dell’entità dei canoni e la monetizzazione della fornitura di energia elettrica a favore principalmente dei servizi sociali, case di riposo e famiglie in stato di necessità, oggi sospesi in virtù dei ricorsi giudiziari promossi da ENEL. Tutti questi aspetti vanno affrontati in sintonia e collaborazione con la Regione del Veneto;
- Turismo, Ricettività e Sostenibilità
Dobbiamo analizzare il tema della ricettività, citando dati comparativi con Trento e Bolzano. Sebbene la Provincia abbia un numero di gran lunga inferiore di strutture alberghiere rispetto al Trentino Alto Adige, verrà fatto un confronto con Sondrio. Il turismo non può essere letto disgiunto dalla sostenibilità dell’accoglienza, che include la capacità infrastrutturale di assorbire il flusso turistico. Questo è un tema che va approfondito anche in chiave post Olimpica;
- Il problema della Residenzialità
La questione strategica della residenzialità, che stiamo già seguendo da tempo con grande attenzione, è legata alla mancanza di alloggi per chi vuole vivere e operare nel nostro territorio. I dati sono inequivocabili. Se nei prossimi anni non riusciremo a intercettare nuova forza lavoro e di conseguenza garantire loro alloggio, moltissimi servizi andranno in sofferenza. Una soluzione è l’incoraggiamento dei privati ad affittare i propri immobili costituendo un fondo di garanzia a tutela del proprietario, in grado di coprire l’eventuale mancato pagamento o danni. Nel contempo va verificata l’efficacia delle misure intraprese con i fondi FCC in particolare dalla provincia stessa con investimenti assunti insieme ai Comuni.
- I Servizi
Sono diversi i temi a approfondire, nell’intesa che l’efficace programmazione e gestione dei servizi, quali mobilità, gestione delle strade, energia, idroelettrico, consente di migliorare la competitività territoriale e di fornire risposte alle esigenze dei territori.
Questi e altri ancora che emergeranno dal confronto odierno, ma anche dal percorso partecipativo che si avvierà con l’istituzione dei Tavoli di Lavoro, i quali saranno oggetto di studio ai fini che già ho indicato.
Buon lavoro, dunque. Ce lo diciamo con entusiasmo e con la passione che ci anima verso il nostro splendido territorio.
Quello che inizia oggi è un percorso condiviso. Ognuno di noi avrà il compito di portare il proprio punto di vista, le proprie idee, le proprie impostazioni. E metterle a sistema perché diventino un mattoncino su cui costruire la provincia del futuro. La Provincia con la p maiuscola, l’ente che governa il territorio nel senso più alto del termine, agevolandone lo sviluppo, accompagnandone le potenzialità, raddrizzando le storture. E tutto per il bene delle comunità. Ma anche la provincia con la p minuscola, vale a dire la terra in cui viviamo, quella che amministriamo. Che come ho anticipato e come vedremo dall’analisi della Cgia di Mestre ha sicuramente alcune criticità – e le conosciamo bene: spopolamento, rarefazione di servizi, invecchiamento…- Ma ha anche enormi potenzialità. Ecco sono proprio queste potenzialità che devono animare il lavoro che cominciamo oggi. Che provincia vogliamo nel futuro? Decidiamolo a partire da oggi, e poi costruiamola.
