Mentre il comitato organizzatore ribadisce il mantra della “sostenibilità”, associazioni e cittadini si danno appuntamento per denunciare l’impatto ambientale e i costi esorbitanti dei Giochi. Sotto accusa anche le scelte etiche del CIO
eltre, 22 gennaio 2026 – Il countdown per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 prosegue, ma parallelamente alla macchina organizzativa cresce il fronte del dissenso. Se da un lato le istituzioni promuovono l’evento come “il più sostenibile di sempre”, dall’altro emerge una realtà fatta di dati allarmanti su consumo di suolo e spesa pubblica, monitorati da una rete di cittadini e realtà ambientaliste attive tra la Lombardia, il Trentino e il Veneto.
3Secondo i comitati critici, il racconto ufficiale dei Giochi ometterebbe le criticità più rilevanti. La “vera” trasparenza sui lavori in corso in Valtellina, nel Bellunese e nelle altre sedi di gara racconterebbe una storia di saccheggio del territorio e di fondi pubblici gestiti con scarsa chiarezza.
“I dati che non si raccontano sono il vero problema,” denunciano gli attivisti. “È proprio nei vuoti informativi che emergono le criticità più pesanti su come verranno trasformate le nostre montagne e su chi pagherà davvero il conto di questa operazione.”
Il malcontento si tradurrà in una mobilitazione di piazza in occasione del passaggio della fiaccola olimpica. Domenica 25 gennaio, a partire dalle ore 16:00, Largo Castaldi a Feltre diventerà il palcoscenico di una contestazione che punta a mostrare “l’altro lato della medaglia”.
I manifestanti chiedono un modello di sviluppo diverso per le Dolomiti, lontano dalle grandi opere spesso ritenute cattedrali nel deserto. L’invito degli organizzatori è di partecipare portando cartelli e bandiere per far sentire la voce degli abitanti e degli appassionati della montagna che si sentono esclusi dalle decisioni che riguardano il loro futuro.
Oltre alle preoccupazioni ambientali, il comunicato solleva durissime critiche sul piano etico. Gli organizzatori della protesta accusano il sistema olimpico di aver tradito i propri valori, permettendo la partecipazione di delegazioni legate a contesti di conflitto, citando esplicitamente responsabilità in genocidi e sistemi di apartheid. Un richiamo forte alla pace e alla solidarietà verso i popoli oppressi che, secondo i comitati, non può essere ignorato in nome dello sport.
L’appuntamento di Feltre non rimarrà isolato: sono previsti altri presidi lungo i luoghi di passaggio della fiaccola nella provincia di Belluno. La mobilitazione mira a ribadire un concetto chiaro: le comunità locali “ci sono” e non intendono assistere passivamente a quello che definiscono uno spreco di risorse collettive.
