Dopo il tavolo al Ministero, l’assemblea nello stabilimento bellunese rivela forti tensioni. La Fiom attacca il management: «Clienti storici scontentati senza motivo, si faccia chiarezza sull’advisor».
Feltre, 21 gennaio 2026 – Il futuro dello stabilimento Hydro di Feltre rimane appeso a un filo sottile, teso tra le rassicurazioni istituzionali e una realtà produttiva che, secondo i lavoratori, starebbe scivolando verso un lento ma inesorabile declino pilotato. È quanto emerso dall’assemblea sindacale tenutasi oggi nel sito feltrino, convocata per riferire gli esiti del confronto avvenuto ieri a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Il timore di un “sabotaggio” produttivo
La preoccupazione tra le tute blu è palpabile. Al centro del dibattito non c’è solo la minaccia della chiusura, ma una gestione aziendale che i lavoratori definiscono “anomala”. Secondo quanto riportato dai dipendenti, la multinazionale starebbe mettendo in atto modalità operative che rischiano di incrinare lo storico rapporto di fiducia con la clientela.
Il timore, espresso chiaramente dalle RSU e dai sindacati di categoria (Fim, Fiom e Uilm), è che dietro i disservizi e i ritardi nelle commesse si celi la volontà di depotenziare il sito di Feltre. L’obiettivo, sospettano i lavoratori, sarebbe quello di spingere i clienti a migrare verso altri stabilimenti del gruppo, rendendo così la chiusura di Feltre una “conseguenza naturale” del calo degli ordini.

L’affondo della Fiom: «Mancanza di rispetto per il territorio»
Durissimo l’intervento di Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno, che ha puntato il dito contro l’incoerenza del management rispetto ai valori dichiarati dal gruppo: «L’azienda agisce in totale contrasto con il proprio motto, “Cura, coraggio e partecipazione”. A Feltre hanno disatteso ogni promessa, sfruttando le competenze del sito senza investire un solo euro».
Bona ha poi evidenziato un paradosso che alimenta la rabbia dei sindacati: mentre si parla di esuberi e chiusure in Europa e a Feltre, la multinazionale conferma nuovi investimenti in Ungheria. «Una dimostrazione di malafede e una mancanza di rispetto verso le istituzioni italiane ed europee», ha incalzato il segretario.
Le richieste: trasparenza sull’advisor e vigilanza del Ministero
Nonostante le rassicurazioni arrivate dal tavolo romano, a cui hanno partecipato anche Regione Veneto e Comune di Feltre, i lavoratori chiedono ora che alle parole seguano i fatti. La priorità assoluta riguarda il processo di vendita del sito:
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Identità dell’advisor: Il sindacato esige di sapere chi sia il soggetto incaricato di cercare nuovi acquirenti.
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Strategia di vendita: Quali sono i tempi e i criteri per garantire la continuità occupazionale?
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Vigilanza ministeriale: Viene chiesto al MIMIT un monitoraggio costante per evitare che, nel frattempo, l’azienda “svuoti” il sito delle proprie matrici e del proprio know-how.
«Non permetteremo lo spostamento di alcuna matrice dal sito feltrino», concludono le organizzazioni sindacali, pronte a dare battaglia per difendere un’eccellenza produttiva che, per la Fiom, non ha alcuna motivazione plausibile per cessare l’attività.
