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Il Tribunale di Belluno dice no allo smart working a un’addetta alle pubbliche relazioni e marketing

Cortina d’Ampezzo, 30 dicembre 2025 – Ancora una volta la pretesa di lavorare da remoto avanzata da una Lavoratrice madre non è stata ritenuta meritevole di accoglimento.
Il Tribunale di Belluno ha infatti rigettato il reclamo presentato dalla dipendente avverso la
pronuncia del Giudice Monocratico che aveva già smentito le sue ragioni, ritenendo che
l’imminenza dei Giochi Olimpici rendesse impossibile a Se.Am. (Servizi Ampezzo Unipersonale S.r.l.) autorizzare l’unica dipendente addetta alle Pubbliche Relazioni e al Marketing, a rendere le prestazioni lavorative da casa.

L’Autorità Giudiziaria ha pienamente condiviso le difese esposte dal legale della Società, Avv. Caterina Dal Mas, escludendo che possa ravvisarsi un comportamento discriminatorio ed irragionevole ai danni della Lavoratrice madre, poiché il cosiddetto smart working non costituisce un diritto previsto dal nostro ordinamento positivo, potendo la lavoratrice madreIl Tribunale di Belluno comunque ricorrere a tutti i diversi strumenti riconosciuti a tutela della maternità.
Principi e ragioni che erano state esposti sin dai primi incontri avanti la Consigliera di Parità, ma che non erano mai stati recepiti nemmeno dalla Lavoratrice, la quale aveva ostinatamente adito l’Autorità Giudiziaria senza però trovare alcuna soddisfazione.

Il Presidente di Se.Am. S.r.l.
Alessandro Zandonella

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