
Borgo Valbelluna 30 dicembre 2025 – Il Gruppo consiliare Costruiamo Borgo ha analizzato con attenzione il Documento Unico di Programmazione 2025–2028, un documento di 341 pagine che, ancora una volta, avrebbe dovuto rappresentare la bussola politica e amministrativa per il futuro di Borgo Valbelluna.
Purtroppo dobbiamo constatare che, anche quest’anno, tra ciò che viene scritto e la realtà del nostro Comune esiste un divario profondo.
Non possiamo che sorridere – amaramente – leggendo nel DUP riferimenti a trasporti ferroviari, vie d’acqua e trasporto aereo, elementi totalmente estranei al nostro territorio. È evidente che ci troviamo di fronte a un documento costruito in larga parte per copia-incolla, privo di una reale personalizzazione sulle esigenze di Borgo Valbelluna. Questo non è un dettaglio formale: è il sintomo di una mancanza di attenzione politica verso il territorio che si amministra.
Ma il problema vero non è solo ciò che è scritto male.
Il problema è ciò che non viene fatto.
Il DUP e il Bilancio si confermano come un esercizio di rinvio sistematico, dove le opere vengono spostate di anno in anno, sempre più avanti nel tempo, collocate strategicamente nelle annualità 2027–2028, quando non è necessario garantire una reale copertura finanziaria. Una programmazione che esiste solo sulla carta.
Sicurezza stradale: promesse che slittano
Prendiamo atto dell’abbandono della faraonica rotatoria di Molin Novo, ma non possiamo ignorare che le nuove soluzioni proposte – peraltro condivisibili – vengono rinviate di un anno, con il finanziamento di 600.000 euro che scivola dal 2027 al 2028.
Lo stesso accade per Mel centro e Farra di Mel, dove interventi annunciati per il 2026 vengono rimandati al 2028.
Questa non è programmazione: è gestione dell’attesa.
Manca totalmente il coinvolgimento del Consiglio comunale su interventi concreti e immediati, come i dossi per il rallentamento del traffico. E respingiamo con forza l’affermazione del Sindaco secondo cui la minoranza non fa proposte: la minoranza rappresenta oltre il 46% dei cittadini, ma viene sistematicamente esclusa dal confronto reale.
Le commissioni consiliari, a partire da quella urbanistica, restano di fatto inesistenti. E intanto l’unificazione degli strumenti urbanistici delle tre ex municipalità continua a rimanere solo un annuncio.
Aumento delle imposte: scelta politica, non obbligo
L’aumento di IMU e addizionale IRPEF applicate nel 2025 è una scelta politica precisa, non un fatto inevitabile.
L’Amministrazione ha deciso di scaricare sui cittadini il peso della fiscalità, invece di utilizzare le importante risorse straordinarie che abbiamo grazie ai fondi della fusione o di cercare risparmi interni al bilancio.
Si continua a esternalizzare servizi senza una reale valutazione costi-benefici. Un Comune come Borgo Valbelluna potrebbe gestire direttamente l’ufficio tributi, garantendo efficienza, risparmio e un rapporto diretto con i cittadini. Ma anche qui manca il coraggio di scegliere.
Rifiuti: cittadini sempre più spremuti
Nel 2026 verranno finalmente uniformati i costi dello smaltimento dell’umido tra le tre ex municipalità. Bene, ma non basta.
L’Amministrazione si limita ad accettare la proposta di ripartizione dei costi da parte di Bellunum, senza affrontare il problema alla radice: il costo del servizio.
Il confronto con Bellunum è debole, come pure quello con Dolomiti Ambiente. Le tariffe per lo smaltimento dell’umido restano elevate, mentre si parla di progetti futuristici su idrogeno e metanolo che appaiono più come slogan che come soluzioni reali.
Preoccupa inoltre il totale silenzio sul futuro della SIB S.p.A. e sull’utilizzo dei quasi 50 milioni di euro derivanti dalla vendita della rete del gas. Per Borgo Valbelluna sono annunciati interventi per 12,2 milioni, ma quelli previsti nel 2024 (1.150.000 €), non sono ancora stati realizzati.
Il terzo Comune della Provincia dovrebbe avere un peso politico ben diverso.
Edilizia scolastica: tempi lunghi e costi fuori controllo
Il nuovo polo scolastico, partito nel 2016, arriva oggi a un costo di 7 milioni di euro, rispetto ai 5 iniziali. E’ vero che è finanziato dall’Inail, ma sono pur sempre soldi della collettività. E dovremo pensare anche agli arredi della struttura. Nel frattempo, altri Comuni bellunesi hanno realizzato scuole nuove, efficienti e moderne in meno tempo e con costi drasticamente inferiori. Mentre la palestra adiacente versa in condizioni critiche e necessita di un rifacimento completo.
Siamo rimasti sorpresi dall’ulteriore spesa di circa 77.000 euro per lavori imprevisti sui sottoservizi della mensa scolastica di Trichiana, che portano la spesa complessiva ancora più in alto.
È legittimo chiedersi se vi siano responsabilità e se la programmazione sia stata adeguata.
E mentre si rincorrono emergenze, restano irrisolti problemi noti da anni: frazionamenti bloccati, relitti stradali non venduti, illuminazione del campo sintetico di Lentiai ancora ferma nonostante i fondi disponibili. Per queste incombenze burocratiche si potrebbe avvalersi di liberi professionisti.
Case chiuse, investimenti assenti.
Il DUP non contiene nessuna strategia concreta per il recupero delle numerose abitazioni inutilizzate, che potrebbero rispondere all’emergenza abitativa e sostenere il mondo del lavoro.
Non esistono politiche serie per attrarre investimenti e sostenere le imprese locali.
E manca una visione chiara sul futuro delle case di soggiorno per anziani, con il rinvio al 2027–2028 dei 5 milioni previsti per Villanova, mentre la popolazione invecchia e i bisogni aumentano.
Servizi sociali
Abbiamo sostenuto con responsabilità l’ordine del giorno sugli ATS (Ambiti Territoriali Sociali), perché il nostro obiettivo resta quello di garantire servizi di qualità. Ma segnaliamo con preoccupazione la diffusione del gioco d’azzardo compulsivo, tema che meriterebbe maggiore attenzione.
Conclusione
Il DUP e il Bilancio di Previsione 2026–2028 non offrono una visione, non indicano una direzione, non affrontano le sfide del presente.
Sono documenti che rinviano, che spostano, che rimandano, caricando i costi sui cittadini e lasciando irrisolti i problemi strutturali del Comune.
Servirebbe il coraggio di investire in opere che producano risparmi, entrate e sviluppo. Invece si sceglie la strada più facile: tasse oggi, promesse domani.
Per queste ragioni, il Gruppo consiliare Costruiamo Borgo esprime voto contrario, nella convinzione che Borgo Valbelluna meriti un’Amministrazione più presente, più concreta e più responsabile verso il proprio futuro.
