
Belluno, 20 novembre 2025 – In Europa, nell’annoi 2022, si sono verificati 2 milioni e 700 mila casi di tumori di cui 390mila in Italia, con una incidenza stabile nel tempo. La buona notizia è che negli anni c’è stata una progressiva riduzione della mortalità dei pazienti oncologici, grazie ai progressi terapeutici, all’approccio multidisciplinare con diagnosi precoci. Si va, insomma, verso l’aumento percentuale di guarigioni e sopravvivenza.
Lo ha detto questa sera l’oncologo Fausto Tuccia, in apertura della conferenza dal titolo “Oblio oncologico: un diritto per ricominciate” che ha avuto luogo al Centro Giovanni 23mo di Belluno. Il medico ha parlato dei principi generali della legge 193 del 2023 che disciplina il diritto del guarito da malattie oncologiche chiamato “survivor” ossia coloro che, dopo i trattamenti, non hanno più la malattia e hanno un’aspettativa di vita paragonabile a quella di persone che non hanno mai avuto un tumore. In Italia, su tre milioni di persone colpite dalla malattia ci sono circa due milioni che rientrano in questa categoria di guariti. Per tutelare i guariti da discriminazioni consentendo loro l’accesso a mutui, assicurazioni e adozioni, la legge italiana ha introdotto il “diritto all’oblio oncologico”. La legge considera guarito colui che dopo 10 anni dalla fine delle cure non ha avuto recidive. Tale termine è ridotto a 5 anni per chi ha avuto la diagnosi prima dei 21 anni di età. Sono inoltre previsti termini più brevi per specifiche neoplasie, come ad esempio il tumore al colon-retto in stadio I, che può richiedere solo un anno dalla fine dei trattamenti.
La nuova normativa rappresenta dunque una svolta storica per le persone guarite da patologie oncologiche che ora assicura pari dignità e parità. Tuttavia, vi sono alcuni aspetti che presentano delle perplessità, come ha osservato il magistrato Roberta Gallego. Ad esempio: la recidiva azzera il diritto all’oblio? Secondo il parere del Ministero, che probabilmente sarà recepito in successivi decreti attuativi, la recidiva ha effetto interruttivo. Ossia, se la malattia si ripresenta, si riparte nel conteggio dei 10 anni. C’è un’altra area grigia interpretativa rilevata dalla dottoressa Gallego, laddove la legge parla genericamente di guarito. Chi stabilisce cos’è la guarigione? Il guarito è anche colui che continua ad assumere farmaci? Probabilmente sì, dal momento che la sua qualità della vita è analoga a quella di chi non ha mai contratto la malattia. Vi sono inoltre una serie di problemi nel trattamento dei dati sensibili legati oggi agli archivi digitali, alle banche dati (fascicolo sanitario, registro europeo), e alle profilazioni, ossia quel processo di raccolta e analisi di dati personali di un individuo, attraverso la rete internet, per valutarne aspetti come interessi, preferenze, abitudini e comportamenti, al fine di creare dei profili e categorizzarli. Insomma, il terreno dell’oblio è disseminato di insidie.
La legge sull’Oblio oncologico è un punto di partenza – ha detto l’avvocato Anna Polifroni – al quale si sono già aggiunti due decreti attuativi. Al quesito, se sia da considerarsi guarito, colui che abbia ancora in corso una terapia farmacologica – ha proseguito l’avvocato Polifroni – lo dovrà stabilire la giurisprudenza. Inoltre – secondo l’avvocato – la legge 193/2023 presenterebbe profili di incostituzionalità: l’oblio solo oncologico? Al termine del suo intervento l’avvocato Polifroni ha illustrato alcuni punti della nuova legge 106 del 18 luglio 2025 riguardante le disposizioni sulla conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche.
L’incontro è stato supportato dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), AIL (Associazione Italiana contro le leucemie), dall’Associazione ADOS (Donne Operate al Seno) con l’obiettivo di informare la cittadinanza e i professionisti sulle opportunità e sulle tutele offerte dalla legge.
