Grazie all’europarlamentare Cristina Guarda, di Europa Verde, è stato recentemente introdotto nel “Pacchetto vino” in discussione al Parlamento Europeo un emendamento per consentire la coltivazione di un vitigno di origine nordamericana che fu introdotto all’inizio del secolo scorso come rimedio alle distruzioni dei vigneti causate dalla Fillossera.
Parliamo del Clinto, dal quale si ricavava un assai gradevole vino rosso.
Una vite robusta che richiedeva ben pochi interventi fitosanitari e che si era diffusa in particolare nel Veneto, prendendo nome dalla città di Clinto (nell’Iowa) il cui nome era impresso nelle cassette di importazione dei vitigni (chissà: forse qualche nostro emigrato aveva notato le sue qualità).
Vino foresto però sul quale si era abbattuto un regio decreto del 1931 che imponeva limitazioni alla coltura degli ibridi. Quanto al Clinto si lamentava inoltre il rischio che contenesse dosi elevate di alcool metilico (con possibili danni alla vista del consumatore) per via dell’alto contenuto in pectine nella buccia degli acini e dunque coltivazione ed uso erano consentiti solo a livello familiare.
Accusa infondata però e pure strana, perché all’epoca il Regime teneva molto alla famiglia e
avrebbe dovuto quindi tutelarla da abitudini elementari non salutari!
All’epoca, molti Paesi europei si diedero effettivamente da fare per vietare la coltivazione delle viti americane (Austria, Francia, Germania, Spagna) e poi, più recentemente negli scorsi anni 80 e 90, venne addirittura sovvenzionata la distruzione di questi vigneti, con qualche protesta però.
L’Europa impone la coltivazione esclusivamente di vitigni appartenenti alla specie Vitis vinifera europea, ma seguendo la stessa logica si dovrebbero vietare anche altre coltivazioni di specie non di origine europea (pomodoro, patata, granoturco, ecc.!).
Ottima dunque l’iniziativa dell’europarlamentare che tien conto anche di una radicata tradizione dei veneti. Chi scrive ha memoria pure di una distinzione tra Clinto e Clintòn , quest’ultimo di sapore decisamente più “garbo” ma non è esperto della materia, essendo solo un estimatore del prodotto. Resta da annotare che l’emendamento proposto da Cristina Guarda ha trovato l’opposizione, il 5 novembre scorso, degli europarlamentari di Fratelli d’Italia.
La parola ora al ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste!
Marco Zanetti
