
«Serve una politica capace di ascoltare, ripensare radicalmente il sistema dei servizi»
Questa mattina l’incontro fra il candidato Giovanni Manildo e i rappresentati delle strutture terapeutiche presenti nel territorio regionale, che hanno condiviso un appello in vista delle elezioni Regionali
Padova, 10 novembre 2025 – «L’attuale sistema dei servizi per le dipendenze in Veneto è stato progettato 20 anni fa e oggi appare inadeguato perché nel frattempo il fenomeno delle dipendenze patologiche è profondamente mutato, è necessaria una revisione organica della normativa vigente». Questo uno dei temi salienti dell’appello lanciato ai candidati alle elezioni regionali dal Coordinamento Veneto Strutture Terapeutiche (Co.Ve.S.T.), che riunisce 21 enti gestori e 40 servizi accreditati nelle nove Aulss del Veneto. Questa mattina, lunedì 10 novembre, i contenuti dell’appello sono stati presentati al candidato della coalizione di centrosinistra Giovanni Manildo in occasione di un incontro ospitato nella sede della comunità di accoglienza della cooperativa sociale Terra a Padova. Accanto a Manildo, i candidati di Coalizione Civica Carlo Cunegato e Gianmaria Gioga, che si sono confrontati a lungo sui temi al centro dell’appello.
«Serve una politica capace di ascoltare, che si confronti con chi vive ogni giorno nei servizi e può cogliere i problemi e i cambiamenti in atto», ha spiegato Michele Resina, presidente del Co.Ve.S.T, sottolineando come un elemento positivo il fatto che entrambi i candidati governatori delle due coalizioni principali abbiano raccolto l’invito a discutere i contenuti dell’appello (lo scorso 30 ottobre si è svolto un incontro analogo con il candidato Alberto Stefani).
Nell’appello consegnato ai candidati anche la necessità di rafforzare l’integrazione fra pubblico e privato, attraverso percorsi strutturati di co-progettazione che riconoscano il ruolo del Terzo settore. A questo proposito Mandilo ha sottolineato l’intenzione, se eletto governatore, «di creare un assessorato alla Partecipazione, dove sperimentare una reale cogestione a partire da un cruscotto di bisogni, una mappa del fenomeno delle dipendenze da costruire a livello regionale, per poi co-progettare insieme i servizi».
Al centro del confronto anche il nodo delle risorse, con la richiesta che «i trasferimenti regionali alle aziende Ulss e destinati ai servizi per le dipendenze siano vincolati alle attività per cui sono stati stanziate e non allocate con grande ritardo o spostate nei fondi indistinti come spesso avviene».
Fondamentale poi l’investimento nel capitale umano: «Negli ultimi dieci anni – si legge nell’appello – la programmazione formativa delle professioni sanitarie e sociali si è dimostrata inadeguata. Oggi tutti i settori – sanitari, socio-sanitari e sociali – affrontano una carenza strutturale di medici, infermieri, operatori di comunità, educatori e OSS. A questo si aggiunge un crescente irrigidimento del sistema, legato anche all’aumento degli ordini professionali e ai vincoli normativi che ne derivano. Per evitare il rischio concreto di compromettere la tenuta della rete dei servizi, è urgente attivare una fase transitoria, che permetta l’adozione di soluzioni flessibili, anche attraverso strumenti straordinari. Tra questi, come già avvenuto in passato, si potrebbe prevedere l’attivazione di percorsi formativi mirati e a carattere sanatorio, in grado di valorizzare le esperienze e le competenze già presenti sul campo».
Un nodo rilevante riguarda infine la crescita delle new addiction, ovvero le dipendenze comportamentali non legate all’uso di sostanze, tra i giovani: «Sono in costante aumento – continua l’appello – i comportamenti compulsivi e dannosi non legati all’uso di sostanze, che coinvolgono in particolare le fasce più giovani della popolazione. Tra le forme più diffuse si segnalano le dipendenze da internet, smartphone, social media e videogiochi, oltre al gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, il workaholism, la dipendenza affettiva e la ricerca estrema del rischio. Si tratta di comportamenti che spesso generano isolamento sociale, disagi psicologici e difficoltà relazionali, interferendo con i processi di crescita e lo sviluppo di legami autentici. Di fronte a questo scenario, è indispensabile attivare politiche pubbliche e servizi mirati, in grado di leggere queste nuove fragilità e offrire strumenti di prevenzione, ascolto e presa in carico adeguati alla complessità del fenomeno».
Temi rispetto ai quali il candidato ha assicurato il proprio impegno, a partire dal riconoscimento della necessità di incrementare le risorse, ma anche dell’urgenza di porre mano ai meccanismi burocratici che spesso rendono indisponibili o parzialmente indisponibili risorse stanziate “sulla carta”. Al confronto con Manildo è seguito un confronto puntuale e approfondito sui temi con i candidati Gioga e Cunegato.
