
Luxuria: “Nelle scuole non possiamo portare la teoria che se una donna è stuprata deve portare avanti la gravidanza. Non sono queste le idee della nostra democrazia e della nostra Costituzione”
Belluno, 27 settembre 2025 – Buona affluenza di pubblico per l’evento che ha portato i colori dell’arcobaleno nel cuore del capoluogo dolomitico. La terza edizione del Belluno Pride, ribattezzato “Euforia” ha portato un corteo di circa 500 persone nel centro cittadino in un clima di festa e rivendicazione.
L’iniziativa, promossa da un collettivo locale in collaborazione con una vasta rete di realtà associative, si è concentrata quest’anno sul concetto di piena armonia con il proprio corpo e la propria identità. Questo tema politico si è sviluppato come un netto superamento della semplice tolleranza, aspirando invece a un riconoscimento universale del diritto a vivere serenamente e felicemente, contrastando le dinamiche di vergogna e le limitazioni imposte dal contesto sociale.

Testimonial d’eccezione una sempreverde Vladimir Luxuria, che aperto il suo intervento nel piazzale della Stazione ricordando la compianta attrice Claudia Cardinale “Lei è stata madrina del Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions la scorsa edizione, di cui oggi sono direttrice artistica. Lei è stata stuprata, è rimasta incinta, ha portato avanti la gravidanza, ma non poteva dire che era stata vittima di uno stupro. Diceva che quel bambino era un suo parente, perché nel 1958 si colpevolizzava la vittima e non il carnefice. Le cose sono cambiate? Si e no. Perché dico questo. Perché la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha fato un post dicendo di essere orgogliosa di essere accostata a Charlie Kirk (attivista politico conservatore statunitense, ucciso a Orem il 10 settembre 2025). Che era uno che diceva che se una bambina viene stuprata, dev’essere costretta a portare avanti la gravidanza. E’ questo il modo di essere con le donne? Da Pontida, Vannacci, Salvini, hanno detto che vogliono portare le teorie di Kirk nelle scuole. Nelle scuole non possiamo portare la teoria che se una donna è stuprata deve portare avanti la gravidanza. Non sono queste le idee della nostra democrazia e della nostra Costituzione”.
Il raduno che ha preso il via alle 15 dal Piazzale della Stazione, ha offerto fin da subito uno spazio inclusivo con punti informativi e postazioni dedicate all’espressione estetica e corporea. Il pubblico ha potuto assistere a interventi di artisti e attivisti locali, tra cui le Drag Queen, che hanno amplificato le istanze della comunità. Il corteo, partito intorno alle 15, ha raggiunto Piazza dei Martiri con gli interventi dei High Heels Belluno e Liberamente Circo e Piazza Duomo dove si sono susseguiti gli interventi delle Famiglie Arcobaleno, Agedo, Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto e Rete Lenford. Con temi sulla genitorialità omosessuale, sul supporto psicologico e sulle tutele legali. Un aspetto distintivo dell’organizzazione è stata la cura per l’accessibilità: sono stati garantiti servizi di traduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana), postazioni dedicate per persone in sedia a rotelle. L’evento si è concluso in serata con il Pride Party alla Casa dei Beni Comuni di Belluno.
