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Le guerre che ti vendono. Sara Reginella a Belluno per parlare di manipolazione e propaganda

Sara Reginella e Gustavo Smali

Belluno, 20 settembre 2025   –   “Ho iniziato nel maggio del 2014 a fare questo tipo di attività di controinformazione. E’ accaduto per caso.  Perché un giorno vengo attaccata sul social dei professionisti LinkedIn da un informatico russo che vive in Donbass, il quale sostiene che da lui è in corso una guerra e nessuno in Occidente ne parla. E mi invia dei video di persone morte e mutilate dai colpi dell’artiglieria. Divulgo in rete quei video e puntualmente vengono cancellati”.

A parlare è Sara Reginella, autrice del libro Le guerre che ti vendono (Collana Orwell diretta da Luciano Canfora), psicoterapeuta e reporter, che documenta il conflitto dal 2014  ospite dell’incontro in Sala Bianchi a Belluno organizzato dal Gruppo Belluno Libera. A condurre la serata c’era Gustavo Smali.

“Lavoravo in un reparto psichiatrico, e quando parlo ai colleghi di questa guerra taciuta dai nostri media, mi accorgo che mi considerano una psicotica, una schizofrenica. Una collega, in assoluta buona fede, mi dice ‘non è che stai male’? E in effetti non si trovava traccia del conflitto nei media nazionali. C’erano solo il compianto Giulietto Chiesa e Franco Fracassi che ne parlavano.  Finché il 17 luglio 2024 il volo di linea della Malaysia Airlines in servizio fra Amsterdam e Kuala Lumpur viene abbattuto da un missile terra-aria mentre sorvolava lo spazio aereo interdetto nella zona orientale dell’Ucraina. Tutti i 283 passeggeri e i 15 membri dell’equipaggio perdono la vita. Solo a seguito di questo episodio in Italia arriva la notizia che c’era un conflitto in corso. Il presidente Usa Obama dice che ad abbattere il velivolo sono stati i terroristi del Donbass. Passa la notizia che l’Occidente ha in corso un’operazione antiterrorismo in zona ATO che identifica le regioni dell’Ucraina di Donec’k e Luhans’k”.  Quindi era vero, c’era una guerra in corso e solo l’incidente del Boeing 777-200ER abbattuto costringe la cronaca ad occuparsene. I suoi colleghi di lavoro si ricredono, e per Sara Reginella inizia l’avventura di reporter, prima attraverso il collegamento con colleghe psicologhe russe che lavoravano nei campi profughi. Poi da sola nel 2017 nel Donbass. “Mi sono ritrovata ad essere una dei pochi testimoni oculari di ciò che accadeva nel 2014 al confine Ucraina-Russia”. Quello che successe a Odessa, la carneficina delle persone russofone alla casa dei sindacati il 2 maggio 2014 è ancora sotto censura in Occidente. Nel 2021 esce il libro, scambiato per un istant book. Attraverso le sue 4 spedizioni in 8 anni, Sara Reginella studia i diversi piani della manipolazione e della propaganda.

“La guerra è vendibile come un qualsiasi altro prodotto di mercato! Esistono, infatti delle strategie potentissime, oggi ulteriormente potenziate dall’intelligenza artificiale”. Nulla è lasciato al caso, dagli slogan utilizzati aggressore (Russia)-aggredito (Ucraina) che andavano costantemente anteposti in ogni tg o trasmissione tv. Oppure, come ha fatto il premier israeliano Benjamin Netanyahu quando nell’aprile 2024 ha attaccato l’Iran utilizzando lo slogan dell’oppressione della donna nei Paesi islamici per giustificare la guerra. E ancora l’outlet, ossia il cambio d’abito del successore di Assad in Libia, Aḥmad Ḥusayn al-Sharaʿ, noto anche con lo pseudonimo di Abū Muḥammad al-Jawlānī, da terrorista col turbante a presidente in giacca e cravatta. Oppure le cosiddette rivoluzioni colorate dell’ex Jugoslavia.

In chiusura, Sara Reginella pone l’accento sui rischi della tecnologia. “Oggi è tutto on-line, la musica è on-line, la banca è on-line, i libri sono on-line. E basta un click per cancellare tutto. Il libro in carta stampata è garanzia di libertà”.

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